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Vertice Call&Call, arriva il "niet" dall'azienda

ROMA «Ancora una volta vengono colpiti lavoratori del Sud da aziende che nel passato hanno fruito di benefici pubblici per creare posti di lavoro che si stanno dimostrando tutt’altro che stabili». …

Pubblicato il: 15/09/2017 – 17:10
Vertice Call&Call, arriva il "niet" dall'azienda

ROMA «Ancora una volta vengono colpiti lavoratori del Sud da aziende che nel passato hanno fruito di benefici pubblici per creare posti di lavoro che si stanno dimostrando tutt’altro che stabili». Questo il duro commento del ministero dello Sviluppo economico in una nota dopo l’incontro al Mise per esaminare la grave situazione in cui si trovano i 129 lavoratori del call center di Locri che fa capo alla Societa’ milanese “Call & Call”. Davanti alla «totale chiusura dell’azienda ad accogliere le molteplici proposte formulate dal Ministero insieme alla Regione Calabria per scongiurare il licenziamento di 129 lavoratori» il rappresentate del Mise ha detto: «la non disponibilità ad accogliere proposte che non avrebbero peggiorato il conto economico e la situazione finanziaria di “Call & Call”, impone di seguire con molta attenzione le prospettive dell’intera azienda. Colpisce la totale indisponibilità a prendere in considerazione una gestione socialmente sostenibile della crisi, adducendo argomentazioni che non reggono alla luce di tutta la strumentazione e dell’impegno garantito dalle Istituzioni».

CGIL: ATTEGGIAMENTO DA IRRESPONSABILI Il segretario della Cgil Reggio Calabria – Locri Gregorio Pititto è sconcertato di fronte all’atteggiamento irresponsabile tenuto dalla Call&Call nel corso del tavolo tecnico svoltosi oggi presso il ministero per lo Sviluppo economico, convocato riguardo alla procedura di licenziamento collettivo di 129 lavoratori dell’azienda operante a Locri.
Nonostante il ventaglio di proposte avanzate dal governo nel tentativo di evitare gli ormai imminenti licenziamenti (legalmente possibili a partire dal prossimo 18 settembre), il management aziendale ha ribadito la volontà di recedere dai rapporti di lavoro. La Cgil trova il comportamento della Call&Call, che ha dimostrato una netta chiusura a qualsiasi tipo di mediazione, sconvolgente e vergognoso. Quando ci sono in ballo le vite professionali e soprattutto le storie familiari di ben 129 lavoratori – si legge nel comunicato -, come si può rifiutare qualsivoglia tentativo di sospensione o posticipo dei licenziamenti, nonostante la cassa integrazione al 70 per cento proposta dal Mise fino a fine anno, per consentire una soluzione positiva della vertenza?
Il Mise ha contattato Engie, società committente, per tentare di trattenere per qualche mese la commessa su Locri; ma, in ogni caso, l’ultima parola spetterà all’azienda Call&Call.
Il governo, con le proposte portate oggi al tavolo, ha dimostrato di avere compreso la somma importanza della conservazione dei 129 rapporti di lavoro sul territorio della Locride, perché il lavoro in quella porzione di territorio è la più forte risposta all’illegalità e alla criminalità organizzata.
Il segretario della Camera del Lavoro di Reggio Calabria – Locri Pititto si augura che l’azienda riveda i propri propositi e dia una chance ai propri dipendenti, dimostrando di sapere guardare oltre eventuali, mere logiche di mercato ed anche oltre la “vita in appalto” che la legislazione italiana infligge ai lavoratori dei call center.
La Cgil non saprebbe come altro definire la vita lavorativa di questi uomini e donne vittime del gioco al ribasso del costo del lavoro, i cui rapporti di lavoro sono legati all’ottenimento e al mantenimento delle commesse. Senza scordare che molto di frequente i lavori in appalto vengono gestiti da società controllate da altre società, attraverso esternalizzazioni che evidentemente hanno effetti devastanti sul destino dei lavoratori.
Tutta la partita dei call center si gioca su questo campo, apparentemente di natura concorrenziale, ma che in realtà si consuma sul piano essenzialmente politico. Con le attuali leggi, come possono difendersi i lavoratori da un così vasto e intrecciato sistema di relazioni commerciali e societarie? Semplicemente non possono.
La Cgil Reggio Calabria – Locri si augura che la Call&Call dia la possibilità di scrivere una storia diversa per i 129 dipendenti che è sul punto di licenziare e si impegna ad esserci per offrire un futuro lavorativo dignitoso alla popolazione della Locride.

OLIVERIO: INAMMISSIBILE POSIZIONE DI CALL&CALL L’incontro tenutosi oggi al Mise sulla vertenza Call&Call Lokroi, alla presenza – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – dei rappresentanti sindacali, di una delegazione dei lavoratori, dei delegati aziendali, del dirigente generale del dipartimento regionale Lavoro Fortunato Varone, e del consigliere regionale Sebi Romeo, ha conosciuto attimi di tensione dovuti ad una inspiegabile chiusura da parte dell’azienda ad individuare soluzioni utili a salvaguardare i posti di lavoro a rischio. «Abbiamo ritenuto doveroso, in queste settimane, mettere in campo un costante impegno inter-istituzionale, trovando la piena disponibilità del Mise a percorrere ogni possibile via risolutiva della vertenza sindacale in oggetto. Ritengo inammissibile – ha detto il presidente Oliverio – la posizione di chiusura della Call&Call nei confronti di questi lavoratori, noi non riteniamo conclusa la nostra azione istituzionale, insisteremo affinché l’azienda riveda la sua posizione. La sede di Locri non può andare verso la chiusura delle attività lavorative. Sarebbe un dramma sociale ed economico per l’intera Calabria ed un pericoloso precedente che in Italia metterebbe a rischio più di una realtà occupazionale. Insisto perché Call&Call riapra il confronto con le sigle sindacali e le istituzioni, ponendosi in una condizione di maggiore disponibilità. Continuerò a seguire da vicino la vicenda».

 

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