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Stop di altri due mesi per la discarica di Celico

La Regione ha prorogato di altri 60 giorni la sospensione dei conferimenti nell’impianto di recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi ubicato in località San Nicola nel Comune di Celico, nel…

Pubblicato il: 19/09/2017 – 16:56
Stop di altri due mesi per la discarica di Celico

La Regione ha prorogato di altri 60 giorni la sospensione dei conferimenti nell’impianto di recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi ubicato in località San Nicola nel Comune di Celico, nel Cosentino. A renderlo noto è una nota del dipartimento regionale Ambiente.
A seguito di quanto rappresentato dai sindaci dei Comuni di Celico, Rovito, Lappano, San Pietro in Guarano, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, Serra Pedace, Pedace, Casole Bruzio, Trenta, Aprigliano,  Zumpano e Pietrafitta  e, successivamente, nel corso dell’incontro svoltosi alla presenza del presidente della Regione – in merito alla diffusione di emissioni odorigene intollerabili provenienti dall’impianto e alla conseguente situazione di grave disagio vissuto dalle popolazioni interessate – il Dipartimento  con nota del 21 giugno 2017  ha disposto una prima sospensione dei conferimenti. «La suddetta sospensione – si legge nella nota della Regione – è stata rivolta sia a far fronte, nell’immediato, alla situazione di grave disagio lamentata dalla popolazione (anche in considerazione dell’imminenza della stagione estiva che avrebbe potuto determinare un aggravamento  della situazione), sia all’espletamento di alcune verifiche sull’impianto al fine di accertarne il corretto funzionamento e realizzare un monitoraggio specifico sulle emissioni odorigene. A tal fine il Dipartimento ha proceduto alla costituzione di team di tecnici volti ad accertare il corretto funzionamento delle sezioni e delle operazioni produttive di emissioni odorigene e l’eventuale individuazione di possibili proposte migliorative nonchè ad incaricare l’Arpacal all’esecuzione di indagini ed analisi olfattometriche avvalendosi del laboratorio olfattometrico dell’Arpa Piemonte. Le risultanze trasmesse a cura dei tecnici incaricati e dell’Arpa Piemonte, a seguito dei sopralluoghi e dell’analisi dei campionamenti effettuati sul sito in data 20 luglio 2017 e in data 12 settembre 2017, hanno evidenziato che le lamentate emissioni odorigene possono essere riconducibili ad attività gestionali e strutturali dell’impianto».
«In particolare – precisa il dipartimento Ambiente – è stata riscontrata, quale possibile causa delle emissioni, la movimentazione dei rifiuti da un capannone all’altro nella fase gestionale relativa al trasferimento dei rifiuti dal capannone di ricezione al capannone ove sono presenti le aie di maturazione (biocelle); trasferimento che avviene a cielo aperto (atteso che i capannoni risultano fisicamente  separati). Altra criticità è stata rilevata inoltre circa il possibile conferimento in discarica di una parte del flusso di frazioni organiche non completamente biostabilizzate per via di cumuli non sufficientemente porosi sia in relazione all’altezza degli stessi sia per tipologia di materiale utilizzato. In conclusione le verifiche effettuate hanno evidenziato che, in condizioni “statiche” ovvero di limitata operatività dell’impianto i presidi ambientali attuati sono tali da garantire il contenimento delle emissioni prodotte; di contro, relativamente alle modalità di gestione dell’impianto, emerge la necessità di adottare opportuni misure/interventi per contenere le emissioni odorigene».
Secondo il dipartimento regionale occorrerà quindi: «Collegare i capannoni di ricezione e stabilizzazione; conferire in discarica il rifiuto prodotto come scarto, con IRD<= 1000 indipendentemente dalla classificazione dello stesso; effettuare la coltivazione limitando l’apertura e la chiusura di una singola cella; in relazione ai rifiuti contenenti sostanze organiche limitare il conferimento in discarica agli scarti di processo stabilizzati ovvero subordinare il conferimento alla verifica del IRD; privilegiare il conferimento in discarica agli scarti di processo provenienti dalle piattaforme di recupero o agli scarti delle frazioni non combustibili e non riciclabili provenienti dalla selezione della raccolta differenziata del secco».
Il dipartimento Ambiente ritiene pertanto che «il ripristino dei conferimenti nell’impianto in parola possa avvenire solo a seguito del rispetto delle suindicate condizioni e che, in ogni caso, la ripresa dell’esercizio dovrà essere graduale ed in costante controllo – per un  tempo stabilito – al fine di avere certezza che gli interventi e le misure gestionali sopraindicate siano state efficaci e risolutive della problematica odorigena lamentata, nonché consentire l’effettuazione delle indagini olfattometriche ai sensi della norma UNI EN sopracitata in condizioni dinamiche e, contestualmente, avviare le indagini odorigene anche in prossimità dei recettori sensibili». Per tali ragioni il gestore  della discarica è invitato a realizzare gli interventi per il collegamento dei due capannoni, nonché ad integrare il PMC – di concerto con Arpacal e il Dipartimento – con le specificazioni gestionali di cui ai punti B. C. D. sopraindicati».
Da qui la proroga della sospensione dei conferimenti «a fini cautelativi e a tutela delle condizioni di carattere sanitario e ambientale per il periodo di giorni 60 dalla data odierna e comunque sino a che gli interventi descritti non saranno positivamente verificati da Arpacal e approvate da questo dipartimento le modifiche del nuovo PMC, riservandosi questa amministrazione di impartire in quella sede ogni ulteriore precauzione/misura ritenuta necessaria».

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