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La Piana e lo Jonio “minacciano" stelle a migliaia

Non se lo levano mai, i boss della politica da tavolino, quel viziaccio brutto di invadere i territori “periferici” con candidati paracadutati dai salotti del Palazzo. Come se in trentatré paesi pi…

Pubblicato il: 15/01/2018 – 6:34
La Piana e lo Jonio “minacciano" stelle a migliaia

Non se lo levano mai, i boss della politica da tavolino, quel viziaccio brutto di invadere i territori “periferici” con candidati paracadutati dai salotti del Palazzo. Come se in trentatré paesi pianigiani e quasi altrettanti della costa jonica reggina non ci siano buone “personalità”, e di spessore, da candidare alla Camera e al Senato. Da qualche giorno, fra lecchini e tirapiedi di questo e quello sciacquatrippe della malapolitica zigzagano nomi di presunti candidati, loffi come un peto dopo una spanzata di uova sode con contorno di broccoletti e borlotti. Nani politici con seguito di lestofanti, farabutti e sante mignotte. Baciacandele di tonache corrotte e arrampichine. Graziati (temporaneamente) dalla giustizia, in attesa di prossime definitive manette. Vecchi marpioni senza vergogna, col culo già pieno di vitalizi e figli coglioni da sistemare in altrettanti futuri rassicuranti vitalizi. Un giardino zoologico di bestie in cerca di queste verdi savane da desertificare con la compiaciuta domesticità di leccaculo da campagna elettorale, pronti all’apertura dello sportello di automobili spavalde, porcheggiate anche e soprattutto sulle strisce gialle destinate a chi meglio ne avrebbe diritto. Bene farebbero, quei “Capi” che dovranno decidere Chi e Perché dovrà essere il buon candidato, a scegliere Personalità del territorio. Gente che sa come non funzionano gli ospedali di Polistena e Locri. Che sa come non funziona il porto di San Ferdinando Gioia Tauro e Rosarno, coi suoi 400 lavoratori condannati alla fame. Che sa come non funziona l’accoglienza dei migranti, clandestini e non, nelle baraccopoli, plasticopoli e cartonopoli di San Ferdinando e Rosarno. Che sa come non si possa più continuare a far finta che i cinesi coi loro misteriosi e strani negozi e centri commerciali non abbiano devastato il commercio di questa vasa pae di Calabria. Che sa come le scuole di ogni ordine e grado somiglino più agli scavi di Pompei (magari) che a edifici destinati all’accoglienza sicura dei nostri scolari e studenti. Che sa come non ci sia attenzione verso i Beni Artistici, Archeologici, Culturali e Ambientali, ma che, anzi, stanno definitivamente autodistruggendosi per incuria e menefottismo. Che… Che…
Insomma, la politica tradizionale tenta di parare il culo a qualche pappone già noto, e la strada minaccia di votare per quel nuovo che sembra nuovo, ma che nuovo non è… #fatevobis

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