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È ancora caos sugli lsu-lpu, Regione sotto accusa

LAMEZIA TERME Adesso almeno una cosa è certa: l’elenco c’è. Solo che è stato approvato con circa quattro anni di ritardo ed è mancante di alcuni requisiti essenziali. La saga degli ex lsu-lpu conti…

Pubblicato il: 22/02/2018 – 12:29
È ancora caos sugli lsu-lpu, Regione sotto accusa

LAMEZIA TERME Adesso almeno una cosa è certa: l’elenco c’è. Solo che è stato approvato con circa quattro anni di ritardo ed è mancante di alcuni requisiti essenziali. La saga degli ex lsu-lpu continua, così come continuano i tentativi di strumentalizzare (in un senso o nell’altro) il dramma del precariato calabrese. La sensazione è che la partita si stia giocando su due piani, quello della politica e quello della burocrazia. Ma se è fin troppo ovvio che tra i due livelli ci sia una connessione, non è altrettanto banale rilevare come gli atti ufficiali spesso dicano cose molto diverse da quelle che i precari ascoltano dalla voce dei politici a margine dei vari incontri elettorali.

I SINDACI RIBELLI L’ultimo capitolo (in ordine di tempo) della storia infinita degli ex lsu-lpu era stato scritto con la recente circolare ministeriale (ne abbiamo scritto qui) che, in qualche modo, dava ragione ai pochi sindaci “giapponesi” che non si sono fidati delle rassicurazioni del governatore Oliverio e non hanno ancora prorogato i contratti. Il motivo è semplice: i primi cittadini “ribelli” non sono sicuri, come invece impone la legge Madia, di poter stabilizzare i precari dopo averli prorogati anche per il 2018. Lo stesso documento, redatto dal dipartimento Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, ribadiva poi che per arrivare alla stabilizzazione degli ex lsu-lpu «le Regioni predispongono un elenco regionale dei suddetti lavoratori secondo criteri che contemperano l’anzianità anagrafica, l’anzianità di servizio e i carichi familiari». Dopodiché gli enti locali «che hanno vuoti in organico», «nel rispetto del loro fabbisogno e nell’ambito dei vincoli finanziari», procedono «all’assunzione a tempo indeterminato, anche con contratti di lavoro a tempo parziale, dei soggetti collocati nell’elenco regionale indirizzando una specifica richiesta alla Regione». Il dipartimento Funzione pubblica ha quindi specificato che se gli enti non procedono alla stabilizzazione, e ciò vale già da gennaio 2018 per chi non ha avuto la proroga, «i lavoratori interessati, alla scadenza del contratto di lavoro a tempo determinato, rientrano nel bacino» dei lavoratori ex lsu-lpu.

PUNTO E A CAPO Insomma, chi ha avuto la proroga dovrà essere stabilizzato, altrimenti potrà rivalersi legalmente sull’ente per cui svolgeva servizio e, comunque, se non sarà assunto in pianta organica andrà a finire nel bacino assieme a quelli i cui contratti non sono stati rinnovati. Si tornerebbe punto e a capo, a meno che la Regione non si prenda carico di tutti i quasi 5mila ex lsu-lpu attraverso una legge regionale che è stata annunciata a parole ma che non si sa se e quando vedrà la luce e, soprattutto, dove troverà copertura finanziaria.

«SCORRETTEZZA ISTITUZIONALE» Antonino Schinella è uno dei sindaci “ribelli”. Primo cittadino di Arena, nel Vibonese, è un amministratore dichiaratamente in orbita Pd e dunque non un avversario politico di chi governa alla Cittadella. Schinella commenta così la vicenda: «La cosa grave è che la Regione non risponde ad una nostra precisa domanda, il che va a discapito anche degli interessi dei lavoratori. Noi a fine dicembre con le nostre delibere avevamo chiesto alla Regione, ai sensi e per gli effetti del decreto interministeriale dell’8 ottobre 2014, il reintegro dei lavoratori presso il bacino regionale. Il 7 febbraio 2018 abbiamo reiterato la richiesta, anche alla luce della ultima circolare della Funzione pubblica che aveva specificato che i lavoratori alla scadenza del contratto a tempo determinato rientravano nel bacino. Ma finora nessuna risposta. Si tratta di una scorrettezza istituzionale grave, che va anche contro gli interessi dei lavoratori che da circa due mesi vivono nel limbo dell’incertezza».

DOPO 4 ANNI ARRIVA L’ELENCO Intanto però gli uffici della Cittadella si sono improvvisamente svegliati e, con decreto dell’11 dicembre scorso, hanno approvato gli elenchi dei precari, ovvero degli ex lsu-lpu, dei lavoratori ex leggi regionali 15/2008, 28/2008 e 8/2010. Il provvedimento del dipartimento Lavoro è stato pubblicato sul Burc del 19 febbraio, mentre secondo la legge regionale 1/2014 (richiamata nell’oggetto dello stesso atto) andava pubblicato entro aprile di quattro anni fa. Ma soprattutto dagli allegati al decreto si può notare come si tratti di un mero elenco, in ordine alfabetico, di nomi e dati anagrafici senza che siano indicati, come invece dice la legge, l’anzianità anagrafica, l’anzianità di servizio e i carichi familiari. 
Forse sarà stata la fretta. Nel frattempo il 4 marzo si avvicina e il futuro dei lavoratori sembra più subordinato a questa data che alla reale volontà di dare un futuro certo a migliaia di precari legati da anni alla corda del bisogno.

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it

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