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Protezione civile, le "anomalie" del progetto Consip

Per una dirigente dimissionaria Tansi chiedeva «continue nuove attività relative al contratto» con Fastweb. Il router installato (e poi rimosso) a San Ferdinando e i sistemi per controllare i dipen…

Pubblicato il: 01/05/2018 – 9:24
Protezione civile, le "anomalie" del progetto Consip

CATANZARO Per Raffaella Giraldi, funzionaria dimissionaria della Protezione civile, il progetto Consip di infrastrutturazione della struttura era diventato una specie di contenitore di base nel quale inserire ogni genere di richiesta. Dei primi scontri tra la responsabile unica del procedimento e Carlo Tansi vi abbiamo già riferito (trovate qui il nostro primo servizio). Altra materia “calda” è rappresentata dalla installazione di un router nella zona industriale di San Ferdinando. Iniziativa presa dal dirigente della Prociv in solitudine. Un nuovo progetto “caricato” sul contratto Consip stipulato con Fastweb – lo stesso che ha permesso alla Calabria di dotarsi di “Easyalert”, la piattaforma che permette ai cittadini di segnalare le emergenze – «senza che questo fosse sancito da alcun accordo da parte della Regione Calabria che delegasse la Unità operativa di Protezione civile a effettuare la gestione della struttura». Una “fuga in avanti”, secondo Giraldi, che «avrebbe addirittura esposto l’ente a gravi rischi». Innanzitutto di tipo economico, perché «l’installazione di un router per accesso “free” a internet presso il campo di San Ferdinando avrebbe generato dei canoni a carico della Regione Calabria, canoni da pagare non supportati da alcun atto amministrativo». Ma, «cosa ancora più grave», quel router «avrebbe dato accesso libero e incontrollato alla wifi installata a chiunque, senza pertanto controllo alcuno delle utenze, esponendo l’ente a essere corresponsabile di eventuali attività illecite che si sarebbero potute svolgere mediante l’utilizzo della rete fornita ai migranti residenti nel campo o a qualsiasi altro utente». Conclusione: il router è stato rimosso, ma solo perché Giraldi – il racconto è contenuto nella sua lettera di dimissioni – si sarebbe imposta «con la forza». 
Nello scontro senza quartiere finiscono anche i messaggi whatsapp inviati da Tansi nel gruppo “FW salaoperativaregionale”: sono allegati alle dimissioni inviate anche ai vertici della Regione e testimonierebbero la pretesa, da parte del dirigente, «di continue nuove attività relative al contratto Consip spc». 
La convenzione con Consip non era l’unica “ossessione” di Tansi, stando alla denuncia di Giraldi. L’altra era il controllo. La funzionaria racconta della realizzazione di un «sistema informatico di controllo delle attività dei dipendenti, denominato Smal che, a scadenza, inviava in automatico messaggi di sollecito ai dipendenti, tramite posta elettronica, con notevole stress a carico del dipendente». Pensato probabilmente come un modo per accelerare le pratiche, questo sistema, secondo la funzionaria dimissionaria, avrebbe travalicato i propri compiti. Perché i termini dei “beep” di sollecito erano decisi dal dirigente «senza tener conto della tempistica dei procedimenti amministrativi imposti dalla norma» e le email di sollecito sarebbero state riferite «addirittura ad attività che lo stesso reputava a carico dei propri dipendenti ma che in realtà facevano capo al dipartimento nazionale di Protezione civile». Giraldi offre un esempio: «il progetto Pon Governance, il cui responsabile del procedimento amministrativo è il dottor Angelo Corazza, dipendente del dipartimento nazionale di Protezione civile». Altra prova della «confusione»: tra gli ordini di servizio «ricevuti ai sensi della legge 241/90 viene incluso anche il dottor Piero Perrotta, dipendente della Ecotech, società subappaltatrice di Fastweb per la realizzazione del contratto di cui in oggetto». (2 – fine)

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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