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Chiusa l’indagine sull’affaire Villa Aurora, 10 indagati

Coinvolti anche otto funzionari dell’Asp di Reggio. Avrebbero messo in piedi un sistema per il doppio pagamento dei servizi offerti dalla casa di cura. L’ex commissario Gioffrè: «Fui io a denunciare»

Pubblicato il: 12/05/2018 – 9:13
Chiusa l’indagine sull’affaire Villa Aurora, 10 indagati

REGGIO CALABRIA I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura hanno notificato un avviso di conclusione indagini nei confronti di 10 persone, tra i quali 8 funzionari dell’ Azienda sanitaria provinciale, in relazione ai reati di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e di falso ideologico commesso dal privato in atti pubblici.
Il provvedimento rappresenta l’epilogo di articolate indagini condotte, sin dal 2015, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, allorquando furono acquisiti dai finanzieri, presso l’Asp, una serie di documenti concernenti un atto di transazione tra l’Asp e il creditore Villa Aurora spa, per il pagamento a questa società di circa 6 milioni di euro, tra capitale ed interessi. Il credito era relativo a prestazioni pregresse di varia natura (ambulatoriali, diagnostiche e specialistiche) in convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
L’INCHIESTA L’indagine dei militari si è incentrata sulla verifica della certezza, liquidità ed esigibilità del presunto credito vantato nei confronti dell’ente pubblico, e, a tal fine, sono stati svolti accertamenti bancari ed acquisita ulteriore documentazione sia presso l’Asp che presso l’istituto bancario tesoriere della stessa, nonché, infine, presso i competenti uffici regionali.
Nel corso delle indagini, inoltre è stata sottoposta a sequestro l’intera contabilità della casa di cura afferente agli anni d’imposta dal 2008 al 2014 evidenziando che il valore complessivo dei crediti iscritti in bilancio nei confronti dell’ASP (pari ad 2.991.697 euro) era sensibilmente inferiore rispetto alla “sorte capitale” inserita nella transazione sopra richiamata, pari a 5.598.885,98 euro. La ricostruzione contabile ha consentito di accertare che le fatture richiamate nell’atto transattivo, asseritamente vantate come credito dalla spa, in realtà erano già state riscosse in via ordinaria nel corso degli anni, come si evince dalle annotazioni riportate sul libro giornale di “Villa Aurora S.p.A.”, puntualmente riscontrate dai militari. Non solo, la certosina ricostruzione contabile metteva in luce come le medesime fatture (già riscosse in via ordinaria) erano in realtà state riscosse una seconda volta, in questo caso a seguito di apposite azioni giudiziali avviate dalla stessa “Villa Aurora Spa” nei confronti dell’ente. Infine, dagli accertamenti e’ emerso addirittura che parte del credito relativo alle stesse fatture (per 3,3 milioni) era stato ceduto (a questo punto per il terzo pagamento) dalla clinica “Villa Aurora SpA”, ad una società di factoring milanese, attraverso la stipula di apposito “contratto di cessione”.
Da ultimo, con l’accordo transattivo del 2015, la stessa “Villa Aurora SpA” aveva tentato di riscuotere indebitamente e per l’ennesima volta, sempre gli stessi 6 milioni di euro. Accordo di fatto successivamente annullato in autotutela, proprio a fronte delle indagini della Guardia di Finanza.
I REATI CONTESTATI La Procura di Reggio Calabria ha quindi emesso avviso di conclusione indagini in relazione ai reati di falsità ideologica commessa privati in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato o di altro ente pubblico, quest’ultimo a titolo di tentativo, nei confronti di 10 persone fisiche, tra le quali figurano, oltre al rappresentante legale protempore della Villa Aurora spa e al referente dell’advisor contabile (società incaricata dal 2009 della ricognizione dei debiti pregressi del comparto sanitario calabrese), anche i funzionari Aso componenti del gruppo di lavoro appositamente costituito per la gestione dei ritardi nei pagamenti dei debiti ASP fino al 2012, nonché i responsabili protempore dell’Ufficio Programmazione e Bilancio e dell’Ufficio Economico-Finanziario dell’ASP. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari segue il provvedimento di sequestro d’urgenza del 95% del capitale sociale di Villa Aurora srl nonché dell’immobile sede della stessa Casa di Cura disposto, nel maggio 2017, dalla Procura di Reggio Calabria anche a fronte di ripetuti episodi di distrazione delle disponibilità patrimoniali e finanziarie dell’impresa a partire dal 2014.
L’EX COMMISSARIO: «FUI IO A DENUNCIARE» «L’inchiesta sui pagamenti non dovuti effettuati dall’Asp di Reggio Calabria a beneficio della clinica Villa Aurora è frutto delle mie denunce alla Procura della Repubblica, risalenti a tre anni e mezzo addietro». Lo dice all’Agi l’ex commissario dell’Asp reggina, Santo Gioffrè, commentando l’operazione della Guardia di finanza che oggi ha notificato un avviso di conclusione indagini nei confronti di 10 persone, tra i quali 8 funzionari dell’azienda sanitaria provinciale, in relazione ai reati di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e di falso ideologico commesso dal privato in atti pubblici. L’inchiesta riguarda un atto di transazione tra l’Asp e il creditore Villa Aurora spa, per il pagamento a quest’ultima di circa 6 milioni di euro, tra capitale ed interessi. Il credito era relativo a prestazioni pregresse di varia natura (ambulatoriali, diagnostiche e specialistiche) in convenzione con il servizio sanitario nazionale. Nel corso delle indagini sarebbe emerso che le fatture richiamate nell’atto transattivo, vantate come credito dalla società, in realtà erano gia’ state riscosse in via ordinaria nel corso degli anni, come si evincerebbe dalle annotazioni riportate sul libro giornale di “Villa Aurora S.p.A.”, riscontrate dai finanzieri. «Non appena venni a conoscenza di quanto accadeva – dice Gioffrè – informai la magistratura che avviò le indagini».

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