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“Sport Village”, l’opposizione va all’attacco

Otto consiglieri di minoranza criticano i silenzi del sindaco Abramo e parlano di spaccatura della maggioranza: «Chiarezza nel prossimo Consiglio comunale»

Pubblicato il: 22/05/2018 – 10:56
“Sport Village”, l’opposizione va all’attacco

CATANZARO Il silenzio del sindaco Sergio Abramo, la “solitudine” del vicesindaco Ivan Cardamone, lo scollamento della maggioranza e le troppe zone d’ombra di una vicenda che è diventata un “affaire”. Otto consiglieri di opposizione al Comune di Catanzaro fanno sentire la loro voce sul caso “Sport Village” (qui la notizia) che sta agitando la politica catanzarese dopo la denuncia, su Facebook, di uno degli organizzatori di boicottaggi da parte di esponenti del centrodestra, una conferenza stampa di precisazione del vicesindaco Cardamone e infine l’ok al progetto da parte della Giunta nonostante dubbi e perplessità anche in seno alla stessa maggioranza.
«PEZZA PEGGIORE DEL BUCO» Gianmichele Bosco e Nicola Fiorita (“Cambiavento), Sergio Costanzo, Fabio Celia e Cristian Rotundo (“Fare per Catanzaro), Lorenzo Costa (Pd), Roberto Guerriero (Socialisti e Democratici) e Libero Notarangelo (Svolta democratica) scrivono: «L’approvazione in fretta e furia della delibera di Giunta con cui si concede il patrocinio per la manifestazione denominata “Catanzaro Sport Village” rappresenta la classica pezza a colori che rattoppa alcuni buchi ma ne lascia pericolosamente scoperti altri. La vicenda che questa delibera cerca inutilmente di chiudere dimostra – sostengono – , ancora una volta, l’enorme confusione amministrativa e politica che caratterizza l’azione della Giunta Abramo e le clamorose spaccature di questa maggioranza. Interpretando i sentimenti della cittadinanza, chiediamo formalmente al sindaco Abramo di riferire sulla vicenda nel prossimo consiglio comunale di giovedì, evidenziando sin da ora alcuni punti ineludibili». E ancora – aggiungono gli otto esponenti dell’opposizione di centrosinistra – «l’evento “Catanzaro Sport Village”, prima di essere ostacolato, bloccato e poi riattivato, era stato presentato in una conferenza stampa a cui aveva partecipato lo stesso sindaco. Sapeva Abramo che l’iter procedurale non era stato completato? Appare normale presentare un evento (o inaugurare gallerie, parchi, educandati) senza aver verificato tutti i requisiti richiesti dalla legge? Gli assessori competenti avevano fornito al sindaco il quadro completo e preciso della vicenda?».
LA SOLITUDINE DEI NUMERI 2 Bosco, Fiorita, Costanzo, Celia, Rotundo, Costa, Guerriero e Notarangelo annotano: «Il vicesindaco Cardamone, in una conferenza tenuta in avvilente solitudine (qui il resoconto), ha motivato l’assenza del sindaco al suo fianco con la circostanza che la massima autorità cittadina era impegnata a scrivere la delibera in questione con gli uffici competenti, con ciò autocertificando la propria totale estromissione dalla pratica. Non è la prima volta che il sindaco si sostituisce al suo vice o ne prende platealmente le distanze: a questo punto – dicono dall’opposizione – la cittadinanza ha diritto di sapere se esiste ancora un vice sindaco, quale autorevolezza gli sia rimasta, come può continuare ad esercitare le importanti deleghe che gli sono state assegnate all’inizio della consiliatura». Secondo gli otto esponenti della minoranza «la solitudine del vicesindaco in conferenza stampa rifletteva plasticamente la divisione della maggioranza, con i consiglieri di Forza Italia in prima fila e i rappresentanti degli altri gruppi assenti o in ultima fila. Ancor più, il consigliere Giovanni Merante, di Forza Italia, interveniva in chiusura per auspicare che il patrocinio del Comune non venisse concesso e paventava possibili danni erariali nel caso che il ticket per l’utilizzo dello stadio Ceravolo venisse contenuto in una somma irrisoria. Cardamone aderiva a queste affermazioni, ma nemmeno tre ore dopo la Giunta ha approvato il patrocinio con l’indicazione di un ticket per l’appunto irrisorio. È l’ennesima sconfitta di Forza Italia, gioiosa macchina da guerra nostrana che – sostengono Bosco, Fiorita, Costanzo, Celia, Rotundo, Costa, Guerrieri e Notarangelo – aspirava a cannibalizzare il resto della maggioranza e che viene continuamente messa all’angolo dai gruppi di “Catanzaro da Vivere”, “Officine del Sud” e “Catanzaro con Sergio Abramo”. La cittadinanza ha diritto di sapere se esiste ancora la maggioranza dell’11 giugno, se il sindaco ritiene di poter governare per quattro anni in queste condizioni che rimandano più a una faida di paese che ad un’azione politica».
QUELLA GELIDA MANINA Bosco, Fiorita, Costanzo, Celia, Rotundo, Costa, Guerrieri e Notarangelo concludono: «Il vicesindaco ha fatto riferimento più volte a una manina politica che avrebbe aizzato contro di lui l’organizzatore di “Catanzaro Sport Village”. Noi ci abbiamo letto un riferimento a forze interne della maggioranza che lo starebbero impallinando, probabilmente in funzione di quella che sarà la futura eredità di Sergio Abramo. Non abbiamo la certezza che sia così, ma anche in questo caso la cittadinanza ha diritto di sapere a chi e a cosa si riferisce il vicesindaco. Non è accettabile che chi riveste un’alta carica pubblica possa stemperare le proprie responsabilità attraverso le illazioni, le mezze frasi, le accuse generiche. Anche di questo il sindaco deve farsi carico, spiegando alla città chi si impegna per il bene pubblico e chi lo ostacola». In conclusione, ci sono tutti i presupposti per pensare che il Consiglio comunale di giovedì, all’apparenza molto tecnico, in realtà sarà un ring politico.

a. cant.

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