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Ambiente, il Comune di Catanzaro taglia i primi “rami secchi”

Pronta la rescissione del contratto con la ditta incaricata del verde pubblico. Nel mirino anche la società che gestisce il servizio della differenziata

Pubblicato il: 26/05/2018 – 18:50
Ambiente, il Comune di Catanzaro taglia i primi “rami secchi”

CATANZARO In tema di ambiente l’amministrazione comunale di Catanzaro taglia i primi “rami secchi“… Il gioco di parole, abbastanza scontato, è comunque calzante per rappresentare il “giro di vite” che la Giunta guidata dal sindaco Sergio Abramo sembra intenzionata ad attuare per arginare una criticità che nel capoluogo calabrese si tocca con mano.
VERDE PUBBLICO, SI CAMBIA La prima svolta l’ha annunciata l’assessore comunale all’Ambiente, Mimmo Cavallaro: «L’amministrazione comunale ha predisposto la pratica per la rescissione del contratto per la gestione e la manutenzione del verde pubblico con la Ati “Verde”. Lunedì è stata convocata la “Verdidea”, l’impresa arrivata seconda al bando di gara, per perfezionare gli atti amministrativi conseguenti e avviare al più presto l’imprescindibile attività di diserbo sul territorio. L’incontro, inizialmente fissato per la mattinata di ieri, è stato posticipato per cause di forza maggiore indipendenti sia dalla volontà dell’amministrazione che da quella dei responsabili dell’impresa». Cavallaro ha inoltre sottolineato come «i disagi verificatisi in queste settimane, per i quali mi devo scusare ancora una volta con i cittadini, sono stati affrontati seguendo le procedure previste dalla legge. Il drastico passaggio della rescissione contrattuale con la Ati “Verde” – ha osservato ancora l’assessore all’Ambiente – è stato pagato a caro prezzo dalla città e dai catanzaresi, ai quali mi trovo costretto a chiedere qualche altro giorno di pazienza in modo da espletare perfettamente gli adempimenti e rispettare le norme. Una volta superata questa fase, e lo faremo in fretta, l’amministrazione è già pronta a garantire, insieme alla “Verdidea”, un intervento efficace su tutto il territorio del capoluogo di regione». Non è solito assistere a esponenti politici che si scusano con i propri concittadini, per questo si deve francamente prendere atto dei toni non comuni dell’intervento dell’assessore Cavallaro. Detto questo, è comunque innegabile che la situazione si era fatta davvero insostenibile, per quanto riguarda le tematiche ambientali, anche per le reiterate sollecitazioni dell’opinione pubblica, e del resto lo stesso Abramo se ne è reso conto, se è vero che alcuni giorni fa, nella famosa nota nella quale ha garantito sull’unità e sulla solidità della sua maggioranza, ha ammesso l’esistenza di «alcune problematiche legate ad alcuni servizi (mi riferisco alla cura del verde e alla raccolta differenziata)» anche se ha assicurato che «comunque stiamo superando» anche queste problematiche.
LO SCONTRO SULLA DIFFERENZIATA Il primo passo per superare queste criticità sembra compiuto: la rescissione con l’Ati che finora ha gestito il verde pubblico, un appalto da 1,5 milioni per tre anni. Il secondo passo potrebbe essere un analogo epilogo per quanto riguarda il servizio di raccolta differenziata, al centro di furibonde polemiche politiche ma anche teatro di un duro scontro tra il Comune e la società che gestisce la differenziata, la “Sieco”, alla quale il dirigente comunale dell’Ambiente, Bruno Gualtieri, ha inviato nelle scorse settimane una ruvida diffida nella quale si chiedono chiarimenti per la mancata attivazione di un secondo centro di raccolta in città. Il fatto è che questa partita della differenziata è particolarmente delicata, sia per la portata dell’appalto (9 milioni all’anno, cioè 800mila euro al mese) sia per la sua enorme complessità, sia anche per il “peso” della società in questione. L’impressione è che l’amministrazione Abramo stia pressando la “Sieco” non tanto con l’obiettivo di arrivare a una risoluzione del rapporto (che potrebbe avere effetti ingestibili) quanto di costringere la società a lavorare di più e meglio. È comunque anche una delicata partita politica, una delle tante nel contesto di una maggioranza di centrodestra sempre sul filo del rasoio.

a. cant.

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