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«Teano, Pitagora e le donne di oggi»

di Flora Sculco*

Pubblicato il: 31/05/2018 – 17:50
«Teano, Pitagora e le donne di oggi»

Oltre al concorso che, grazie alla Commissione di Pari Opportunità del Comune di Crotone, ha premiato l’altro giorno gli studenti coinvolti, sono dell’avviso che occorra istituzionalizzare un Premio annuale intitolato a Teano, moglie o figlia dell’immenso Pitagora. Nonché discepola e protagonista della scuola pitagorica dove apprendevano la dottrina altre 28 allieve. Un Premio coadiuvato da un autorevole comitato tecnico-scientifico che assegni un riconoscimento ad una donna che si distingue nel campo delle scienze; magari con all’interno più sezioni riservate ai libri, al giornalismo e alle opere d’arte. È stato assai interessante partecipare all’incontro (“Teano, emblema di conoscenza ed espressione della cultura pitagorica”) svoltosi a Crotone e al quale hanno dato contributi puntuali, oltre alla presidente della commissione di parità Maria Ruggiero, il presidente del consiglio comunale Serafino Mauro, l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria Antonella Rizzo, Giovanni Arone, Marco Tricoli della “Nuova Scuola Pitagorica” e la segretaria della stessa commissione Giusy Mellace.
Togliere dall’oblio la figura di Teano è, per tutti noi, orgogliosi di appartenere ad un territorio che ha contribuito alla formazione della civiltà occidentale, un dovere irrinunciabile. Ma non dobbiamo farlo per un capriccio. Piuttosto, nella speranza che, riscoprendo i valori di fondo a cui Crotone e la Calabria hanno dato un contributo eccezionale, si torni ad esercitare un ruolo propositivo nel dibattito pubblico nazionale. Teano è stata una figura straordinaria. Non solo per il suo legame con Pitagora, ma soprattutto perché è stata una donna filosofa, libera e intraprendente, quando ancora le donne erano considerate oggetto di proprietà del padre o del marito e relegate a ruoli marginali.
A Crotone, invece, nella scuola pitagorica fondata intorno al 530 a.C. le donne erano iniziate alla filosofia e alla matematica. Infine, un richiamo all’attualità. Lo storico Eric Hobsbawm definisce quella delle donne «l’unica rivoluzione non fallita di questo secolo: anche se non ancora compiuta». Non compiuta, ecco il punto: perché ancora oggi le donne soffrono, per gli abusi ed i soprusi di uomini violenti, soffrono per l’incompiuta parità di genere, nelle istituzioni e nel mondo del lavoro.
Ricordo che il Sud d’Italia è all’ultimo posto in Europa per l’occupazione femminile con percentuali schiaccianti in Calabria. Si tratta di un’emergenza che penalizza le donne e la crescita economica e sociale del Paese. Lo Stato, le Regione e il sistema imprenditoriale, dinanzi a dati così drammatici che vanificano i diritti costituzionali debbono attivare una strategia che produca risultati. Mentre si perde tempo prezioso a fabbricare slogan, invece di porsi con responsabilità il tema della governabilità in un’Europa irrinunciabile per cento buone ragioni, il Paese rischia di non ottimizzare il nuovo positivo ciclo dell’economia e molte aree del Sud sono a un passo dall’emarginazione definitiva.
La politica non può far finta che queste questioni possano attendere all’infinito. Abbiamo bisogno che più donne partecipino alla vita pubblica, perché il loro pragmatismo e le loro abilità sono un valore aggiunto ma, al contempo, occorre superare la crisi della decisione politica e istituzionale che in Italia è ormai il vero problema. E di iniziare a “fare”, soprattutto sul piano occupazionale.

* consigliere regionale

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