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«Il "matrimonio" tra Pugliese e Mater Domini? Non si può fare»

Il consigliere Anaao-Assomed Scaffidi scrive a Scura e ai ministri alla Salute e all’Economia. «Atti clientelari nel pagamento all’Azienda universitaria»

Pubblicato il: 05/06/2018 – 8:16
«Il "matrimonio" tra Pugliese e Mater Domini? Non si può fare»

Pubblichiamo la lettera inviata da Gianluigi Scaffidi, Consigliere Nazionale Anaao-Assomed, al commissario per il Piano di rientro Massimo Scura, ai ministri della Salute e dell’Economia, ai componenti il Tavolo di verifica, presidenti di Regione e Consiglio regionale e al direttore generale del dipartimento Tutela della salute.
Egregio ingegnere,
mentre nemmeno in Pakistan riescono più ad imporre matrimoni combinati Lei insiste, da anni, a perseguire il matrimonio fra Pugliese-Ciaccio e Mater Domini (anzi la fusione che è peggio del matrimonio).
Tale matrimonio, oltre ad espropriare ancora una volta il Consiglio regionale delle proprie prerogative, avvantaggerebbe solo uno dei contraenti e cioè l’Aou Mater Domini che, in tal modo, potrebbe sistemare i suoi carenti requisiti di legge ed appropriarsi di una produzione assistenziale adeguata in quanto – come certamente ricorderà – Lei stesso più volte ha pubblicamente evidenziato la scarsa produttività del Mater Domini anche se, inspiegabilmente, le assegna un finanziamento di 79 milioni per n. 150 posti letto a fronte di un finanziamento di 154 milioni per n. 450 posti letto assegnato all’Ao Pugliese-Ciaccio.
Evito, in questa sede, di menzionarle specificamente i galattici buchi di bilancio prodotti in questi anni dal Mater Domini (con fallimento della Fondazione Campanella annesso) di interesse della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti considerata la sua inerzia associata a quella del Presidente Oliverio. Il tutto con il complice silenzio dei ministeri della salute, dell’Economia e Finanze e del famoso tavolo Massicci oggi Adduce.
Ma la farsa del matrimonio si trasforma in vero e proprio alibi per mantenere l’illecito finanziamento da anni erogato al Mater Domini in quanto, anche qui inspiegabilmente e anche qui con la complicità dei Ministeri e del tavolo di verifica, Lei pospone la sottoscrizione del protocollo che regola i rapporti Regione-Università (in primis il finanziamento con denaro pubblico) alla farsa del matrimonio Pugliese-Mater Domini di cui da anni parla senza concretizzare alcun atto che – giova ripetere – spetterebbe al consiglio regionale ivi compresa l’iniziativa.
Le ricordo che il protocollo Regione-Università, atto senza il quale non è possibile il finanziamento, è scaduto nel 2008 e non è mai stato rinnovato per mancata volontà delle parti (in particolare l’Università che così lucra in base ad un illecito regime di prorogatio) nonostante l’esistenza dello specifico DCA n. 110/2012 mai revocato o sospeso che recepiva il nuovo protocollo e Lei sa bene che nella P.A. i regimi di prorogatio rappresentano un atto illecito.
Ritengo sarebbe stato (e sarebbe ancora) suo dovere nonché dei ministeri vigilanti, in attesa di formalizzare un matrimonio che non si farà mai, decretare la parte relativa al finanziamento quantificandola ed erogandola secondo le leggi vigenti e non un tanto al chilo, metodo usato dalle precedenti Giunte regionali fino all’attuale. Tutti i colori politici per una elargizione di denaro dei cittadini per di più sottratto alla rete ospedaliera pubblica.
Infatti il comma 4 dell’art. 27 dello schema di protocollo recepito con il sopra citato DCA n. 110/2012, in ossequio alle leggi vigenti in materia, recita:
“La regione riconosce, in applicazione dell’art. 7 comma 2 del D.Lgs. 517/99, i costi ricadenti sull’attività assistenziale indotti dall’attività di didattica e ricerca. A tal fine riconosce un incremento pari all’8% del valore della produzione”
Lei sa bene, egregio ingegnere, che ancora oggi la Regione al posto dell’8% dovuto per legge elargisce un 20%. Nel silenzio del presidente Oliverio che, nonostante i suoi aspecifici lamenti sullo sfacelo del commissariamento, assume nella fattispecie il ruolo di cieco sottufficiale pagatore di un atto clientelare perdurante dal luglio 2012.
Se lei rivedesse, quale obbligo d’ufficio, i costi di produzione del Mater Domini e si attenesse ad erogare la corretta percentuale di legge, per come sopra evidenziata, dovrebbe richiedere, a conguaglio, all’Università una somma che dimezzerebbe certamente l’attuale disavanzo sanitario regionale.
Nel ricordarle che lei è stato inviato dal governo per ridurre il disavanzo e non per celebrare matrimoni/fusioni di dubbia utilità e funzionalità nell’ambito del nostro Ssr o per privilegiare alcuna Azienda a danno di altre Le invio distinti saluti.
Ai due nuovi ministri, che leggono per conoscenza, chiedo l’intervento dovuto per ristabilire la legalità in questa vicenda essendo risultati, fino ad oggi, vani tutti i tentativi espletati in tal senso, anche attraverso interventi di parlamentari, per “indolenza” (eufemismo) dei precedenti ministri.

Gianluigi Scaffidi
consigliere nazionale Anaao-Assomed

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