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Omicidio Sacko, la Cgil: «Non può essere considerato come vendetta»

Il sindacato calabrese chiede una «pena esemplare» per il responsabile del delitto. E invoca una tavolo nazionale sull’immigrazione

Pubblicato il: 09/06/2018 – 14:28
Omicidio Sacko, la Cgil: «Non può essere considerato come vendetta»

CATANZARO Il Comitato direttivo della Cgil Calabria «si stringe attorno ai familiari di Sacko Soumayla e dei lavoratori coinvolti nella follia omicida di chi ha consapevolmente compiuto un atto che non può essere derubricato come una vendetta per un furto». È quanto si legge in una nota dello stesso Comitato.
«Non c’è stato furto tra i rifiuti – prosegue la nota – non c’è stato alcun motivo di sparare, e non ci sono attenuanti rispetto al delitto compiuto. La Cgil ringrazia la tempestività dell’intervento della Procura e delle forze dell’ordine nell’avere con immediatezza provveduto a individuare il presunto responsabile e gli eventuali mandanti. Aspettiamo fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso e commini la pena esemplare per i responsabili di tale efferato assassinio. Sul tema immigrazione occorrono misure straordinarie che non possono essere gestite con slogan e con la politica dei respingimenti. Il tema il più delle volte viene affrontato con estrema superficialità, con demagogia, attraverso il clima della paura, non conoscendone i risvolti, le analisi e le soluzioni, dimenticando quello che è avvenuto nel 2010 a Rosarno e il clima che ne è conseguito. A distanza di otto anni da quegli avvenimenti, il clima politico degli ultimi giorni e le dichiarazioni istituzionali, che vogliamo stigmatizzare, sui temi dell’immigrazione, rischia di portare indietro il lavoro fatto da tutti in questi anni. Ci vuole grande senso di responsabilità, a partire dalla politica che dovrebbe farsene carico non soffiando sul fuoco. La Cgil, attraverso le sue strutture territoriali e categoriali è da anni impegnata sul campo a fare rete con le diverse associazioni, a partire dalla tendopoli di San Ferdinando, nella Sibaritide, a Riace, e su tutto il territorio regionale nell’affrontare quotidianamente l’emergenza sbarchi, nella tutela del lavoro e dei diritti civili, molte volte denunciando presso le autorità competenti, caporali senza scrupoli e appartenenti alla ‘ndrangheta, mettendo in gioco l’incolumità fisica dei propri dirigenti. La Cgil, in tutte le sue articolazioni, da sempre sta denunciando e combattendo la filiera lunga della Ndrangheta, lo sfruttamento dei lavoratori migranti, il regime di schiavitù cui in molti casi sono sottoposti nelle condizioni di lavoro uomini e donne ad un euro a cassetta e senza regolare contratto di lavoro. Una filiera lunga che parte nei campi al mattino alle 5 con il mercato delle braccia, il trasporto, ed arriva nelle filiere delle grandi distribuzioni e nelle tavole dei cittadini. Il rapporto agro mafie ci indica chiaramente il ruolo della Ndrangheta sul business che parte dal reclutamento, dallo sfruttamento, dalle condizioni di vita dei lavoratori migranti e dall’interesse che ha la ndrangheta a mantenere il controllo del fenomeno e il ghetto di San Ferdinando. Il controllo della filiera agricola di qualità era un obiettivo della legge 199 contro il caporalato, voluta dalla Cgil e che va integralmente applicata così come occorre una responsabilità delle aziende a rifiutare il sistema delle finte cooperative dedite allo sfruttamento e puntare sulla gestione del collocamento pubblico. I temi dell’accoglienza e della tendopoli di San Ferdinando dove la Cgil opera da diversi anni con abnegazione, meritano una lettura più attenta che riguarda politiche abitative alternative dalla logica del ghetto ma che deve essere pianificata nel tempo, monitorata e gestita in stretta connessione con il governo nazionale e regionale a partire dalla proroga degli accordi con il protocollo scaduto il 31 dicembre 2017. Non possiamo aspettare ogni volta l’evento tragico per affrontare compiutamente il fenomeno».
«Chiediamo al presidente della Camera Roberto Fico che lunedì 11 visiterà la tendopoli di San Ferdinando – conclude la nota della Cgil – di promuovere verso il governo un tavolo nazionale sull’immigrazione e sulla tendopoli con le parti sociali, la Regione, le amministrazioni locali, le associazioni che vi operano, che non sia condizionato da posizione ideologiche e viziato da tentativi mediatici e strumentali di chi alza più in alto i toni. La Cgil Calabria aderisce allo sciopero dei lavoratori agricoli per il contratto di Flai Cgil Fai Cisl Uila Uil per giorno 15 giugno a Vibo Valentia nel nome di Sacko Soumayla e annuncia altre iniziative sui temi dell’immigrazione a partire da Riace. Il Comitato direttivo della Cgil Calabria sostiene il modello Riace quale idea e progetto diffuso di accoglienza e sosterrà nelle prossime settimane iniziative unitarie in sua difesa e valorizzazione».

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