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Rifiuti, "stoccata" di Abramo a Oliverio

Presentati i dati sulla differenziata a Catanzaro. Il sindaco parla di «capoluogo modello» e ricorda quando «l’attuale governatore bloccò gli impianti»

Pubblicato il: 12/06/2018 – 19:03
Rifiuti, "stoccata" di Abramo a Oliverio

CATANZARO I numeri e i dati per tirarsi fuori dall’angolo delle polemiche. Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo punta sulla “promozione” del Conai per mettersi alle spalle le critiche sulla gestione dell’ambiente, finita nell’occhio nel ciclone per il caos sul verde pubblico e per i rapporti sempre burrascosi con la “Sieco”, la società che gestisce il servizio di raccolta differenziata. E sono propri i dati sulla differenziata che fanno esultare Abramo in una conferenza stampa che diventa anche l’occasione per una “stoccata” al governatore Mario Oliverio, un po’ inattesa considerando l’ultima fase di (grande) distensione tra i due, fase che culminerà venerdì con il consiglio comunale straordinario sulla “metropolitana” di Catanzaro con la presenza del presidente della Regione.
I DATI Nel mese di maggio la raccolta differenziata a Catanzaro ha raggiunto il 65,29%, un valore al di sopra della media nazionale. È questo il dato più importante che il sindaco Abramo, insieme all’assessore comunale all’Ambiente Mimmo Cavallaro, commenta in un incontro con i giornalisti al quale partecipa anche Giorgio Quagliuolo, presidente del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, che ha avviato un anno fa una collaborazione – la prima in Calabria – con il Comune di Catanzaro. Secondo il monitoraggio effettuato dal Conai, a Catanzaro nel mese di maggio sono state raccolte 3235,64mila tonnellate, un altro dato che – è spiegato nella conferenza stampa – «pone il capoluogo calabrese tra le eccellenze nel Mezzogiorno sia in termini quantitativi che qualitativi». Inoltre – si fa poi presente – a Catanzaro la differenziata è passata dall’11,95% del dicembre 2015 al 65,05% del dicembre 2016, con una media di oltre il 41% nel 2016 e del 62,9% nel 2017.
LA SODDISFAZIONE DI ABRAMO Secondo il sindaco «questi dati rappresentano una sfida vinta, una sfida che ha visto Catanzaro imporsi come modello a livello regionale nell’ambito della gestione dei rifiuti, un risultato notevole se si pensa alle condizioni in cui ho trovato la città nel 2012. A ottobre il sistema regionale rischia di entrare in difficoltà se dovesse chiudere l’impianto di Crotone, ma Catanzaro si sta dotando di autonomia e sarà pronta a tamponare l’eventuale emergenza. Il nostro obiettivo – aggiunge – è migliorare nel prossimo anno ulteriormente il servizio di differenziata, puntando a superare il 70%». A sua volta il presidente del Conai, Quagliuolo, dà «atto dell’ottimo lavoro fatto dal Comune di Catanzaro, visibile anche a occhio nudo, perché la città è pulita: questo dimostra che quando c’è una forte volontà politica di un’amministrazione possono essere raggiunti ottimi risultati in tema di differenziata e di gestione dei rifiuti». Mentre l’assessore Cavallaro sottolinea «l’importanza del lavoro sinergico e di squadra tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti».
LA “STOCCATA” A OLIVERIO Abramo amplia poi l’orizzonte della sue considerazioni. «Con questi dati – osserva il sindaco – possiamo portare avanti il sistema dell’Ato. Bisogna ricordare che è stato appaltato l’impianto tecnologico di Alli, per 60 milioni. Appena saremo pronti potremmo non avere problemi per i prossimi cinque anni, possiamo abbattere la tariffa e uscire dal sistema regionale per non rimanere ingabbiati. Dal 2004 c’è una legge che individua gli impianti nell’area Nord della Calabria, nell’area Centro e nell’area Sud, ma solo nell’area centrale si é riusciti a fare gli impianti. Pertanto, se oggi – prosegue il sindaco – scoppia un problema rifiuti nelle altre aree, non è escluso che ci staccheremo e non seguiremo più la Regione. Ricordo che per questi motivi tempo fa abbiamo ricevuto 650mila tonnellate da fuori della provincia di Catanzaro nella discarica di Alli. Tutti possono controllare nei bilanci della Regione che per la provincia di Cosenza ci sono addirittura 100 milioni, ma ancora non hanno individuato neppure dove fare gli impianti. E vorrei rammentare che a bloccare gli impianti a Cosenza fu anche l’attuale presidente della Regione, all’epoca presidente della Provincia di Cosenza, che oggi – rileva Abramo – ha il problema di come spendere questi 100 milioni a Cosenza perché non sono stati individuati ancora gli impianti».
QUELLA NOMINA CONTESTATA E infine, inevitabile per il sindaco la domanda dei giornalisti sulla nomina, quale consulente della Sieco, di Luigi Siciliani, nomina contestatissima da una parte dell’opposizione, che a muso duro rimarca l’inopportunità della designazione di un manager colpito da interdizione dai pubblici uffici. Ma Abramo “dribbla” la questione, limitandosi a osservare: «Bisogna chiedere al privato. Il privato sapeva della grande capacità di Siciliani, riconosciuta da tutti, anche dall’opposizione, e ha inteso, giustamente, prenderlo».

a. cant.

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