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Protezione civile, Tansi minaccia (ancora) le dimissioni

Il dirigente annuncia su Facebook di lasciare la Prociv se «entro domani non mi si mette nelle condizioni di lavorare con il personale promesso»

Pubblicato il: 18/06/2018 – 22:56
Protezione civile, Tansi minaccia (ancora) le dimissioni

CATANZARO «Se entro domani non mi si mette nelle condizioni di lavorare con il personale che mi era stato promesso da oltre due mesi, mi dimetterò da direttore della Protezione civile della Regione Calabria». È l’annuncio, fatto via Facebook, del capo della Protezione civile Carlo Tansi. Parole dure che arrivano dopo le abbondanti piogge cadute nelle ultime ore e che hanno messo in ginocchio numerosi territori, in particolare il Vibonese. Proprio qui, tra Nicotera a e Joppolo, lo stesso Tansi si era recato nella mattinata di lunedì per constatare di persona la situazione, che lui stesso ha definito «critica». Poi in serata l’annuncio e la – nuova – minaccia di dimissioni per una mancanza di personale alla quale la Regione, e soprattutto la burocrazia regionale da sempre suo peggior nemico, non riescono a far fronte. Sin da subito sono state decine le reazioni di vicinanza e di stima nei suoi confronti con l’invito di molti a non mollare perché, secondo alcuni utenti, «tutto tornerebbe come prima».
Una nuova minaccia, dunque. Sì perché Tansi ha quasi sempre usato i social per comunicare i suoi “malesseri” nei confronti della burocrazia regionale.
«Bloccato il cambiamento della protezione civile, non posso più muovermi. Ora anche RC. Se non si sblocca non posso che dimettermi». È quanto annunciava pochi mesi fa, nel novembre del 2017, riferendosi al trasferimenti delle sedi provinciali della Prociv: prima quella di Cosenza (dove fu bloccato il trasferimento alla sede di Vaglio Lise ndr) e poi, appunto, quella di Reggio.
Pochi giorni dopo, sempre su Fb, tra il serio e il faceto, scriveva : «Ho deciso che per ogni pratica bloccata dalla burocrazia regionale anziché minacciare le dimissioni farò lo sciopero della fame».
Ma i suoi post di minaccia risalgono addirittura all’anno precedente. Nell’ottobre del 2016, denunciando le inefficienze della sala operativa («continua a bloccarsi ogni volta che un temporale fa andare via la luce. Anche i sistemi informatici sono inesistenti e quando esistono sono fatiscenti e inadeguati per la gestione di grandi emergenze») parlava per la prima volta di dimissioni: «Da persona libera, che ha sempre rispettato la altrui libertà, non posso reggere questa condizione. Non mi rimane che dimettermi se queste situazioni non si risolveranno entro la prossima settimana». Un uso, questo dei social da parte di Carlo Tansi, che non passo inosservato e che attirò l’attenzione e le critiche del sindacato Cisal, che consideravano le sue esternazioni «degne di una massaia anziché di un professionista bilanciato che ricopriva un ruolo dirigenziale».
A distanza di un anno e mezzo, nonostante i suoi post si siano diventati sempre più brevi e coincisi, la situazione non sembra essere cambiata, visto che il personale non è ancora sufficiente a far fronte alle emergenze. E anche se finora Tansi si è sempre scagliato contro la burocrazia regionale, più d’uno ha letto nella sua ultima esternazione l’insofferenza nei confronti dell’appoggio insufficiente che gli sarebbe stato offerto dalla politica.

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