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Talarico: «Rende è ammalata, pronto a candidarmi a sindaco»- VIDEO

L’ex consigliere regionale conferma la corsa alla carica di primo cittadino. «Se coalizione si allargherà sceglieremo candidato con le primarie»

Pubblicato il: 03/01/2019 – 7:29
Talarico: «Rende è ammalata, pronto a candidarmi a sindaco»-  VIDEO

RENDE Gioca a carte scoperte l’associazione “Attiva Rende”. Finite le feste natalizie non è più tempo dei bluff ai tavoli da gioco (simili a quelli della politica) o di numeri tirati a vanvera come in un giro di tombola. Il 2019 sarà l’anno delle elezioni amministrative e l’associazione del presidente Marina Simonetti ha già individuato il candidato a sindaco ideale: Mimmo Talarico. «Considero il fatto che ci si ritrovi in una sede – dice Marina Simonetti all’incontro con cronisti e associati – una buona notizia. Solitamente gli spazi di confronto si chiudono, noi ne abbiamo aperto uno a valle di un processo di dialogo con la città». Sì, perché che Talarico fosse in lizza tra i papabili a occupare lo scranno più importante a Rende era cosa nota, ancor più dopo la presentazione al Museo del presente dei dati elaborati con un sondaggio che ha coinvolto più di 3mila rendesi. «Quella è stata la prima fase – aggiunge Simonetti –, adesso chiederemo ai cittadini di contribuire concretamente a realizzare il programma elettorale per le prossime amministrative, in modo partecipato e senza nessuna imposizione. Dobbiamo rispondere all’esigenza di una città in declino e che ci chiede spazio».
https://www.youtube.com/watch?v=XLon6ORx9po
«NÉ VINCOLI NÉ PATENTINI» L’ex consigliere regionale Mimmo Talarico ha già una idea precisa della città di Rende, che ha amministrato per anni come assessore all’Urbanistica e allo Spettacolo. «Partiamo dal fatto che viviamo in una città gravemente ammalata – dice –. Che, anziché trovare cure, adotta atti che vanno in direzione opposta. Siamo dinnanzi a un palese fallimento». Per il candidato di “Attiva Rende”, tutto deve passare da un dialogo costruttivo con i cittadini, da un coinvolgimento maggiore di tutto il tessuto urbano e in particolare dell’università della Calabria. E dal recupero concreto del centro storico della città. «Il senso di indignazione è diffuso soprattutto tra i giovani» dice volgendo lo sguardo a Ettore Morelli, studente di legge, membro dell’associazione, mentre sta seduto al suo fianco. Poi va dritto ai responsabili. «Il fallimento non è solo amministrativo, è anche politico. La giunta di Manna è tenuta in piedi da una parte del Partito democratico e intorno alla vita amministrativa dell’ente c’è un tatticismo politico esasperato. Mi auguro che l’Epifania tutti i tatticismi porti via».
DIALOGO APERTO E PRIMARIE Fatto sta che la manovra di cambiamento, passa necessariamente da un coinvolgimento quanto più plurale possibile. «Innanzitutto mi rivolgo ai rendesi che hanno voglia di rimboccarsi le maniche. Poi ci rivolgiamo a chi in questi anni ha fatto opposizione a Manna». Ci sono volute più battute per strappare a Talarico la conferma degli inviti (tutti politici) a due eventi: uno organizzato dal trio Toscano-Castiglione-Bonaro, l’altro dal partito socialista di Francesco Tenuta. «Ci hanno anche attaccato questa etichetta di essere di centrosinistra – aggiunge Talarico –, ma noi siamo pronti a dialogare con tutti. Ed è per questo che, qualora la coalizione raccolga più voci, io sono convinto che l’unico strumento per scegliere il candidato a sindaco siano le primarie, senza aver paura di niente e di nessun effetto».
POSIZIONI E PROSPETTIVE C’è il dialogo con l’Università della Calabria, ci sono i cantieri e ci sono i progetti per la città. «Il via libera alla costruzione di un ospedale privato – commenta Mimmo Talarico – mi sembra una buona mossa da campagna elettorale. Non capisco a questo punto perché la pratica non sia stata approvata tre anni fa. Fossi stato io il sindaco, avrei valutato il progetto del nuovo ospedale pubblico, fatto considerazioni sui servizi da potenziare e poi avrei modulato il progetto in modo tale da non avere nessun gap a livello sanitario. Così come la questione del luogo: mi auguro abbiano fatto tutte le considerazioni dal punto di vista dell’impatto urbanistico, ma è innegabile come l’università con le sue professioni sanitarie chieda una struttura». Critiche anche al progetto di metro e alla possibilità che a Rende nasca un eco-distretto. «Non facciamo opposizione bieca o diciamo “no” a prescindere, ma certamente non possiamo rimanere in disparte – conclude Talarico – quando si prendono decisioni importanti sulla città in cui viviamo e che abbiamo l’ambizione di governare».

Michele Presta

m.presta@corrierecal.it

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