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Reddito di cittadinanza: D'Ippolito attacca, Robbe: «Lo querelo»

Il deputato M5S annuncia esposto: a un responsabile del Cpi sarebbe stato negato il permesso di partecipare a un’iniziativa. L’assessore: «Tutelerò la mia immagine»

Pubblicato il: 16/02/2019 – 8:58
Reddito di cittadinanza: D'Ippolito attacca, Robbe: «Lo querelo»

LAMEZIA TERME «A breve invierò un esposto alla Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, contro l’assessore della Regione Calabria al Lavoro, Angela Robbe, la quale ha imposto al responsabile di un Centro per l’impiego di non intervenire a un’iniziativa pubblica del Movimento 5 stelle sull’accesso al Reddito di cittadinanza, che ciononostante si terrà oggi, sabato 16 febbraio, a Lamezia Terme: alle ore 17.30 al civico 19 di corso Nicotera». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Giuseppe d’Ippolito, che attacca: «Ne ho le prove. Robbe si è messa di traverso e ha usato la propria carica fuori dalle norme, con prepotenza da Marchese del Grillo. Mi era stato anticipato l’invio dell’autorizzazione da parte dell’ufficio regionale competente, necessaria perché il responsabile del Centro per l’impiego contattato spiegasse in sala come funziona il Reddito di cittadinanza. Poi Robbe è entrata in scena per vietarne la partecipazione. Questo è il concetto di libertà e democrazia che hanno ai piani alti della Regione Calabria, da cui partono lezioni di etica, antifascismo e tutela dei diritti umani».
«Robbe – continua il parlamentare 5 stelle – non ha imparato affatto dalla vicenda del governatore Mario Oliverio, indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta Lande desolate e per questo sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Dunque l’assessore regionale ha del tutto ignorato che sono separate per legge le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, le quali spettano ai governanti, e quelle di gestione amministrativa, proprie degli uffici». «Capisco bene – attacca il deputato grillino – che in casa Pd, complice di banche assatanate e fautore di riforme che hanno ridotto i lavoratori a precari schiavizzati, è intollerabile che il Movimento 5 stelle, nato dal basso, abbia mantenuto la promessa, in linea con il Vangelo, di aiutare i più deboli con un provvedimento di enorme portata sociale e civile. Tuttavia le istituzioni e la politica hanno delle regole, e l’opposizione non si fa, come invece è avvenuto, con il boicottaggio, il bavaglio e il divieto illecito, da regime». «Fornirò ulteriori elementi – conclude D’Ippolito – all’opinione pubblica e alla stampa, proprio nel corso dell’appuntamento pomeridiano, a Lamezia Terme, sul Reddito di cittadinanza».
LA RINUNCIA ALL’ESPOSTO Il parlamentare del M5S ha successivamente comunicato che non presenterà l’esposto: «Rinuncerò a presentare l’annunciato esposto contro Angela Robbe», specifica in un’altra nota il deputato, che spiega: «A seguito dell’uscita di un mio comunicato stampa sull’invio, a breve, dell’esposto in questione, ho appreso che il responsabile del Centro per l’impiego da me contattato parteciperà al predetto incontro. Evidentemente – conclude D’Ippolito – la Regione Calabria si è resa conto dell’errore marchiano compiuto e ha rimediato in Zona Cesarini. Attendo le scuse, dovute, dell’assessore Robbe».
«LO QUERELO» Altro che scuse, Robbe decide di querelare D’Ippolito: «Che il deputato Giuseppe D’Ippolito sia troppo veloce con la penna lo abbiamo appreso qualche settimana fa quando, in occasione di un convegno sui temi della sicurezza e dell’immigrazione a Soverato, contestando l’organizzazione e la mia presenza, scriveva una lunga lettera per annunciare la sua assenza e invitare i relatori a seguirlo nella decisione di disertare l’evento. Ma con l’annuncio dell’esposto da presentare al procuratore Gratteri perché avevo – citiamo testualmente – “imposto al responsabile di un Centro per l’impiego di non intervenire a un’iniziativa pubblica del Movimento 5 stelle sull’accesso al Reddito di cittadinanza”, siamo veramente al grottesco».
«Le parole sono pietre, come scriveva Carlo Levi, e andrebbero pesate soprattutto quando ad usarle è un esponente della massima istituzione democratica del Paese, anche per evitare di doversi correggere nell’arco di pochi minuti come ha dovuto fare l’onorevole D’ippolito. Esprimere preoccupazione per l’opportunità di partecipare a una iniziativa sul Reddito di cittadinanza, dove si presume ci saranno tante persone in attesa di avere delucidazioni e informazioni sulle modalità di accesso e quanto altro riguarda questo atteso provvedimento, non significa “vietare” la partecipazione. È esattamente quello che è successo nel caso citato da D’Ippolito che ha interpretato pro domo sua i fatti. Probabilmente, se non avessi espresso le mie perplessità sulla partecipazione e le informazioni diffuse si fossero in seguito dimostrate difformi all’aggiornamento dell’applicazione delle norme, secondo il deputato D’Ippolito comunque la responsabilità sarebbe stata mia. Ragionare sull’opportunità di partecipare ad un evento sul Reddito di cittadinanza, e rinviarne la partecipazione in attesa di chiarimenti, proprio mentre stamattina un referente delle Regioni è al ministero del Lavoro per presentare le proposte delle regioni e discutere degli emendamenti possibili per rendere attuabile al meglio la misura, è un atto di responsabilità: significa non dare informazioni che entro poche ore potrebbero rivelarsi superate o peggio inesatte. Il rispetto dei destinatari della misura, di quanti attendono questa opportunità, e una assunzione di responsabilità delle Istituzioni preposte ad attuare le norme correttamente, secondo D’Ippolito merita un esposto».
«Bene – prosegue l’assessore Robbe –, ne prendiamo atto assieme al fatto che da avvocato, prima che da deputato, D’Ippolito ignora il principio costituzionalmente garantito della presunzione di innocenza e cita malamente, oltre che a sproposito, un procedimento giudiziario ancora in fase d’indagine, utilizzando in maniera strumentale la vicenda per colpire politicamente chi sta lavorando. La magistratura calabrese, che conosciamo come corretta e altamente professionale in prima fila quotidianamente per contrastare una pericolosa recrudescenza criminale in vari ambiti, dovrebbe essere nelle condizioni di lavorare per l’interesse della comunità e non essere “rallentata” da improduttivi giochetti, che sono politici non certo investigativi. Lavorare per il bene dei calabresi: è quello che stiamo facendo ogni santo giorno con responsabilità e trasparenza, impegno e sacrificio. Proprio per questo – conclude – ho già dato mandato al mio legale di fiducia di predisporre atto di querela nei confronti di D’Ippolito, a tutela della mia immagine».

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