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Crotone, sindacati mobilitati per 22 lavoratori contact center

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil chiedono l’intervento delle istituzioni e della politica sulla vertenza che riguarda la continuità occupazionale di operatori della Abramo Cc

Pubblicato il: 30/04/2019 – 19:54
Crotone, sindacati mobilitati per 22 lavoratori contact center

CROTONE Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil della Calabria chiedono «l’intervento delle istituzioni per il rispetto della legge a tutela della continuità occupazionale per 22 lavoratori della Abramo Cc di Crotone impattati da un cambio di appalto». In una nota i sindacati comunicano che «l’azienda One-Os, aggiudicatrice dell’appalto dei servizi di contact center a favore dei soggetti tenuti al pagamento dei tributi locali entrate extra tributarie ed entrate patrimoniali per la Soris, società di riscossione partecipata dal Comune di Torino, ha risposto alla nostra richiesta di incontro, invitandoci a prendere appuntamento presso la loro sede, e tenendoci al contempo a precisare che in ogni caso non è tenuta al rispetto della clausola sociale, in quanto specificatamente il bando di gara prevedeva che l’attività doveva essere svolta sul territorio torinese. Questa risposta, oltre a manifestare profili di antisindacalità, renderebbe evidente – sostengono Slc, Fistel e Uilcom – che in Italia una azienda a partecipazione pubblica indice tranquillamente bandi di gara in totale violazione delle norme vigenti dello Stato». Le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil della Calabria hanno inviato una lettera al ministero del Lavoro, alla Regione Calabria, alla Prefettura di Crotone, all’Ispettorato territoriale del Lavoro di Crotone, al sindaco del Comune di Torino, e alle aziende coinvolte dal cambio di appalto in questione, sottolineando «le contraddizioni che emergono, oltre al becero tentativo di eludere la normativa sulla clausola sociale. Slc, Fistel e Uilcom della Calabria, ribadendo che competerà agli enti preposti giudicare sulla correttezza dell’operato, hanno chiesto con forza l’intervento delle istituzioni per garantire la continuità occupazionale per 22 lavoratori calabresi. Il territorio di Crotone ha già pagato un pesante tributo alle politiche scellerate di grandi committenti nazionali privati, sarebbe paradossale dover vivere un ulteriore dramma occupazionale a causa di un azienda a partecipazione pubblica». In conclusione, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil chiede «alle istituzioni locali, alla deputazione parlamentare calabrese, di sostenere le ragioni delle nostre rivendicazioni al fine di salvaguardare la continuità occupazionale di 22 tra lavoratrici e lavoratori calabresi».

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