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La Cgil: «Alle Europee la Calabria voti contro i nuovi fascismi»

Il segretario regionale Sposato: «Riprendere la dimensione originaria voluta dai padri fondatori. Serve un piano di investimenti per lo sviluppo»

Pubblicato il: 22/05/2019 – 12:39
La Cgil: «Alle Europee la Calabria voti contro i nuovi fascismi»

CATANZARO «Il 26 maggio si vota per le Elezioni Europee. L’Europa ha necessità di riprendere la sua dimensione originaria, ancorata ed ispirata a quell’Europa dei Popoli dei padri fondatori come Altiero Spinelli, Jean Monnet, capace oggi di ricostruire l’uguaglianza sociale ed economica, attraverso una visione e un campo largo che metta insieme le forze politiche democratiche, quelle sociali, associative, che vanno anche oltre la sola appartenenza partitica, per contrastare e battere i nuovi fascismi, le politiche xenofobe e razziste del patto di Visegrad, di Orban, di Salvini, Le Pen, politiche pericolose per la sopravvivenza dell’Unione Europea».
È quanto afferma, in una nota, il segretario generale della Cgil della Calabria, Angelo Sposato, secondo il quale «serve un’Europa unita del Lavoro, contro i nuovi fascismi, la xenofobia e il razzismo, per questo è necessario che anche la Calabria faccia la sua parte per il voto del 26 maggio, per l’Europa della solidarietà e l’uguaglianza dei popoli».
«Un’Europa democratica – prosegue Sposato – che è riuscita in questi anni di vita dell’unione a garantire la pace, nonostante politiche piegate al capitale e alla finanza, di austerità e disuguaglianze, che hanno creato rancore e rabbia, alimentando un clima anti-europeista, sovranista, nazionalista. Un’Europa così, necessita da subito di un processo di riforme. Servono politiche economiche e sociali che mettano al centro le persone, politiche di espansione e crescita, che producano lavoro e sviluppo, che rivedano i rapporti deficit-pil e che trasformino le politiche di austerità a trazione tedesca con politiche di cooperazione e investimenti sul capitale umano e sull’innovazione. Un’Europa delle uguaglianze, che uniformi i sistemi delle tutele e delle protezioni sociali, dei contratti di lavoro».
«Le delocalizzazioni – sostiene ancora il segretario generale della Cgil Calabria – hanno penalizzato fortemente le regioni del Sud come la Calabria. I sistemi di incentivazione dei nuovi stati membri non sono stati sufficientemente monitorati, ciò ha prodotto dumping e concorrenza al ribasso dei sistemi produttivi, per imprese e lavoro. Abbiamo assistito in alcuni casi a delocalizzazioni selvagge, orientate dai mercati e dagli incentivi nei Paesi dove venivano, di volta in volta, allocati gli interventi al ribasso, producendo lavoro povero e precariato. Per questo è necessario rideterminare le politiche di spesa dei fondi europei e dei piani operativi, con un piano straordinario di investimenti per lo sviluppo e le infrastrutture europee, con un ruolo attivo delle parti sociali e della Ces nella fase di elaborazione del piano, da fare prima con gli Stati membri. Riconciliare l’Europa economica e quella sociale con la cancellazione del fiscal compact e scorporare dal deficit la spesa per il rilancio dell’economia, riformare le istituzioni economiche e puntare sulla carta europea dei diritti del lavoro è fondamentale».

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