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Reggio Calabria, nei guai due guide turistiche abusive

Sono state individuate dalla polizia municipale e denunciate. L’allarme dell’Agtc: «Un fenomeno che va avanti da anni»

Pubblicato il: 09/09/2019 – 16:38
Reggio Calabria, nei guai due guide turistiche abusive

REGGIO CALABRIA Nella mattinata di venerdì 6 settembre, alcuni agenti della Polizia municipale di Reggio Calabria, guidata da Salvatore Zucco, sia in divisa che in borghese, nel corso di un intervento mirato volto all’individuazione di guide turistiche abusive nei siti di maggiore interesse turistico della città di Reggio Calabria, in due distinte operazioni, hanno colto sul fatto altrettanti soggetti intenti ad accompagnare illegalmente dei gruppi di turisti.
Per entrambi è scattata la contestazione per il reato di esercizio abusivo di professione di guida turistica. A nulla sono valse le giustificazioni dei due abusivi, uno dei quali si è qualificato come “accompagnatore turistico” (qualifica che non consente di esercitare l’attività di guida) pur dovendo ammettere davanti all’evidenza che, in realtà, stava illustrando i reperti a un gruppo di turisti con i quali aveva in precedenza concordato servizio e tariffa e l’altro presentatosi, invece, come archeologo (titolo di per sé del tutto insufficiente per poter fornire servizi di visite guidate) e anch’esso tradito dal proprio comportamento antecedente alla contestazione formale.
Questa nuova sistematica politica di contrasto all’abusivismo, fortemente voluta dal Comandante della Polizia Municipale, fa seguito a diverse segnalazioni delle guide turistiche operanti nel territorio e afferenti all’Agtc, l’Associazione Guide Turistiche della Calabria, i cui rappresentanti hanno più volte sollecitato le istituzioni su questo tema, arrivando anche a presentare esposti presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
«Da diversi anni, infatti, i professionisti abilitati e regolarmente iscritti all’Elenco ufficiale tenuto dalla Città Metropolitana – si legge in una nota dell’Agtc –, lamentano una inammissibile e crescente presenza di individui (sia italiani che stranieri) intenti ad esercitare abusivamente la professione di guida turistica presso i principali poli turistici di Reggio Calabria e provincia (in particolare presso il Museo Archeologico Nazionale, il Corso Garibaldi, il Lungomare Falcomatà, la Cattedrale, il Castello Aragonese, ecc. nonché località turistiche del circondario quali Scilla, Pentedattilo o Bova) sebbene siano palesemente privi dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Costoro spesso si confondono con i visitatori perché non indossano il tesserino di riconoscimento rilasciato dalla Città Metropolitana, oppure talvolta indossano un badge con la generica indicazione di guida che non ha nessun valore legale».
«Tra loro – continua la nota – vi sono abusivi che fanno parte o lavorano regolarmente per conto di associazioni culturali che con la scusa di promuovere il territorio anche a mezzo di siti web e pagine social propongono apertamente visite guidate; abusivi interni a strutture museali statali o private, con contratti di collaborazione diretti o indiretti (e comunque non per svolgere l’attività di guida turistica), che accompagnano scolaresche o gruppi di turisti talvolta anche al di fuori delle strutture stesse; abusivi (anche di nazionalità straniera) afferenti direttamente ad agenzie turistiche e tour operator, talvolta dotati di tesserino di accompagnatore ma non di quello di guida turistica, e infine abusivi che accampano, del tutto illegittimamente, il diritto di esercitare occasionalmente la funzione di guida turistica perché muniti di una qualche laurea attinente (archeologia, storia dell’arte o beni culturali) sebbene siano comunque sprovvisti dell’abilitazione e del relativo tesserino di guida turistica.
Nessuno di essi può, in ogni caso, esercitare la professione di guida turistica senza commettere il reato di esercizio abusivo della professione e incorrere nelle relative sanzioni penali previste dalla normativa vigente, come è appunto avvenuto anche in questi ultimi casi».

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