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Russo: «In piazza per difendere i diritti del popolo curdo»


Il segretario generale di Cisl Calabria annuncia la partecipazione dell’organizzazione sindacale al presidio unitario previsto a Cosenza: «Si fermi il genocidio»

Pubblicato il: 16/10/2019 – 15:58
Russo: «In piazza per difendere i diritti del popolo curdo»

COSENZA «Saremo in piazza a Cosenza per manifestare tutta la nostra solidarietà nei confronti di una popolazione che subisce gli effetti contorti di una politica internazionale concentrata esclusivamente a fare gli interessi economici dei potenti di turno». Così Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria annuncia la partecipazione al presidio di solidarietà per il popolo curdo che si svolgerà a Cosenza in piazza XI settembre con inizio alle ore 17,30. «Una manifestazione organizzata congiuntamente da Cgil, Cisl e Uil – afferma – per dire “no” all’eccidio di un popolo che da decenni vive sotto attacco da forze militari che puntano praticamente a farlo sparire della faccia della terra. E che ora è nuovamente minacciata dalla escalation militare avviata negli ultimi giorni dal presidente turco Erdogan che ha scatenato una massiccia campagna di bombardamenti contro la popolazione curda nel nord della Siria a cui è seguita anche l’invasione di quei territori con truppe».
«Con la nostra iniziativa – aggiunge – chiediamo che l’Italia e l’Europa non restino inermi di fronte a quella che ha tutti i connotati di trasformarsi in un nuovo genocidio. Riteniamo che soprattutto l’Unione europea a cui la Turchia ha chiesto di aderire eserciti la massima pressione per fermare le operazioni militari che avrebbero effetti dirompenti sulla stabilità politica dell’intera area e conseguenze anche sul flusso di profughi che potrebbero riversarsi nei Paesi confinanti».
«Al governo italiano – conclude – chiediamo che si faccia promotore di un’iniziativa da sottoporre al Consiglio europeo per interrompere, in caso di mancato blocco delle operazioni militari contro il popolo curdo, qualsiasi flusso di fondi comunitari diretto alla Turchia che sono in atto nell’ambito delle politiche di vicinato e di allargamento dell’Unione. E che contestualmente promuova l’apertura di un tavolo di negoziato aperto a tutte le parti in causa e ai massimi vertici internazionali per garantire una soluzione pacifica alla drammatica vicenda che sta vivendo la popolazione inerte».

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