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“Aemilia”, sequestrati beni per 9 milioni ai fratelli Muto

Operazione eseguita dai carabinieri del Ros di Modena su impulso della Dda di Bologna nei confronti degli imprenditori considerati appartenenti al circuito economico-relazionale facente capo al sod…

Pubblicato il: 20/11/2019 – 8:53
“Aemilia”, sequestrati beni per 9 milioni ai fratelli Muto

MODENA I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Modena hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla Dda di Bologna, nei confronti di Antonio Muto (attualmente detenuto, condannato in primo grado nel processo “Aemilia” per associazione di tipo mafioso, truffa ed estorsione, reati aggravati dalla finalità mafiosa) e Cesare Muto.
I fratelli, imprenditori attivi nel settore della logistica e trasporti, sono considerati appartenenti al circuito economico-relazionale facente capo al sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, storicamente legato alla cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone), capeggiata da Nicolino Grande Aracri.
Le indagini hanno evidenziato come i fratelli Muto nel 2012, avessero “attribuito fittiziamente la titolarità delle loro società a soggetti diversi e, nel 2013, dopo essere stati colpiti da interdittiva antimafia, avessero anche costituito la società Cospar s.r.l, operativa nel campo della commercializzazione degli inerti e dei trasporti, intestandone le quote a Salvatore Nicola Pangalli“.
L’operazione è in corso nelle province di Reggio Emilia, Parma e Crotone e riguarda beni immobili e mobili per un valore stimato di 9 milioni di euro.

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