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Preso a Milano lo storico “narcos” della ’ndrangheta

“Il messinese” Pietro Amante, 71 anni, bloccato in un’auto con un chilo di coca. Era abituato a smerciarne a quintali per i clan in Lombardia

Pubblicato il: 10/12/2019 – 9:20
Preso a Milano lo storico “narcos” della ’ndrangheta

MILANO Il fatto quasi incredibile, per gli investigatori, è che “zio Piero”, forse il principale fornitore dei clan della cocaina della Lombardia, sia stato stato arrestato per “soltanto” un chilo e cento grammi di polvere bianca nascosti nell’airbag di una Ford Focus. Pietro Amante, 71 anni, detto “il messinese”, la coca l’ha sempre trattata a quintali per conto della ‘ndrangheta. Buccinasco, Platì, Colombia: nell’ampio triangolo in cui il suo nome significa qualcosa, il narcotrafficante ha attraversato inchiesta per mafia, droga, sequestri di persona. Si favoleggia di rapporti con i servizi segreti, forse legati alla facilità con la quale se l’è sempre cavata. Buoni rapporti ed efficienza: in un settore che tollera pochissimi errori, “il messinese” è riuscito a navigare tra cosche spesso in guerra tra loro. E, a volte, anche contro di lui: quando i Sergi volevano ucciderlo fu salvato dal clan Papalia. 
Attorno al suo “fantasma” si sono avvicendati altri mediatori, per anni. Molti sono finiti nelle maglie della giustizia, lui era sempre riuscito a sfuggire, nonostante il suo nome aleggiasse sullo sfondo di quasi tutte le inchieste sul narcotraffico in Lombardia, specie quelle legate all’area compresa tra Corsico e Buccinasco, sulla quale si stende l’ombra criminale dei Barbaro-Papalia. 
Anche per questo, la fine della parabola criminale di Amante sorprende. Gli agenti della Mobile lo hanno pedinato a lungo e lo hanno fermato a Buccinasco. Dopo aver parcheggiato la propria Multipla, “zio Piero” è salito a bordo di una Ford Focus intestata a un uomo che vive a più di trenta chilometri di distanza. L’auto, parcheggiata lì da giorni, aveva attirato i sospetti degli inquirenti. Quando gli agenti lo hanno fermato aveva con sé due “palle” con 120 grammi di coca. Altri 900 erano nel vano airbag passeggero che si apriva con un telecomando. A casa, in un appartamento allo Sporting Mirasole di Opera, aveva 1.100 euro e alcuni «pizzini» con numeri di telefono e nomi che, con ogni probabilità, sono clienti e fornitori.

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