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Programma e candidati, il M5S rivendica la sua “diversità”

A Catanzaro la presentazione delle liste con le conclusioni del candidato governatore: c’è anche la Orrico ma continua a mancare la “vecchia guardia” pentastellata. Aiello: «Destra e sinistra sono …

Pubblicato il: 03/01/2020 – 20:17
Programma e candidati, il M5S rivendica la sua “diversità”

di Antonio Cantisani
CATANZARO
Legalità, beni comuni, ambiente, agricoltura e soprattutto diversità assoluta, rivendicata con il solito orgoglio, rispetto al centrosinistra e al centrodestra. Su queste direttrici il Movimento 5 Stelle e “Calabria Civica” hanno presentato oggi, a Catanzaro, il programma elettorale della coalizione a sostegno del candidato alla presidenza della Regione, il docente universitario Francesco Aiello. All’iniziativa hanno partecipato, oltre al candidato governatore, il sottosegretario ai Beni culturali, Anna Laura Orrico, il coordinatore della campagna elettorale delle Regionali, il deputato M5S Paolo Parentela, l’europarlamentare Laura Ferrara e altri rappresentanti istituzionali del Movimento 5 Stelle: non tutti, a conferma di un quadro ormai cristallizzato di “divisione” all’interno del M5S calabrese. Al fianco di Aiello infatti c’erano, oggi, in buon sostanza gli stessi parlamentari che l’hanno “investito” alcune settimane fa alla presenza del capo politico pentastellato Gigi Di Maio, e cioè Elisabetta Barbuto, Margherita Corrado, Bianca Laura Granato, Giuseppe Auddino, Riccardo Tucci, Elisabetta Scutellà, Pino D’Ippolito, Massimo Misiti, Alessandro Melicchio, mentre non c’era la “vecchia guardia” composta da Nicola Morra, Dalila Nesci e Federica Dieni. Ma Aiello è andato avanti, a chiudere la presentazione, declinando gli aspetti salienti del programma elettorale delle due liste in suo sostegno.
IL PROGRAMMA «Massima priorità – ha spiegato il candidato governatore – ai temi della legalità, che è la precondizione di ogni riflessione, e poi ai temi della trasparenza, dell’anticorruzione, ma avremo un occhio particolare ai fattori su cui puntare per dare una prospettiva di crescita della Calabria. In questa prospettiva – ha rilevato Aiello – l’azione di governo dovrà essere finalizzata a dare segnali di capacità analitica nell’individuare alcune priorità su cui puntare nei prossimi 10 anni per creare occupazione e reddito». Aiello ha fatto riferimento, in particolare, a «un sistema di opportunità turistiche che sia davvero tale, in grado di intercettare la domanda extraregionale e internazionale in una logica di integrazione delle opportunità, di rimozione dei fattori che impediscono al turismo di essere considerato una vera industria. Un altro settore su cui punteremo la nostra attenzione nei prossimi anni – ha poi sostenuto il candidato alla presidenza della Regione per M5S e “Calabria Civica” – è quello di rileggere il modello di sviluppo dell’agricoltura, indirizzandolo verso un modello di eco-sostenibilità e la green economy». Secondo Aiello, inoltre, «tutte le energie da qui al 26 gennaio devono essere catalizzate sulla Calabria. Daremo un senso a questa campagna elettorale se parliamo di Calabria, per questo rivolgo ancora una volta l’invito ai miei interlocutori Jole Santelli, Pippo Callipo, Carlo Tansi ad accettare il confronto sui temi che riguardano la Calabria. Perché – ha ribadito il candidato governatore M5S-“Calabria Civica” – è su questi temi che dobbiamo confrontarci per consentire ai calabresi di arrivare al 26 gennaio con la piena consapevolezza di capire quale sia l’opzione politica più credibile».
M5S UNICA ALTERNATIVA AL BLOCCO UNICO Aiello si è soffermato anche sul quadro politico in Calabria: «In questa competizione – ha osservato – ci sono un centrodestra e un centrosinistra che configurano un blocco unico, è questo l’esito di una lettura dei criteri utilizzati per comporre le liste, caratterizzati da un assoluto trasversalismo, a testimonianza del fatto che in Calabria c’è una regola alquanto strana, quella per cui ci si possa muovere da una forza politica all’altra senza dar conto all’elettorato, come se fosse una cosa normale. Per me invece – ha evidenziato il candidato alla presidenza della Regione per il M5S e “Calabria Civica” – è una cosa assolutamente anormale, da stigmatizzare. Altra cosa che unisce i due schieramenti è che ci sono magari volti nuovi ma sempre appartenenti a una logica di appartenenza ai centri di potere e ai gruppi di interesse che hanno determinato lo stallo degli ultimi 40 anni». Secondo il coordinatore della campagna elettorale Parentela, «Aiello ha perfettamente ragione quando parla di centrodestra e di centrosinistra che sono un blocco unico. Bisogna fare uno sforzo in più per capire di chi sono le responsabilità politiche di quello che oggi sta vivendo la Calabria, e capire che i programmi vanno applicati, e ci devono dire come intendo realizzare le cose che stanno raccontando, che poi – ha detto il deputato M5S – sono le stesse cose da 20 anni». A sua volta, il sottosegretario Orrico ha rimarcato come «la nostra proposta è quella della genuinità, perché i nostri candidati sono persone normalissime che con coraggio e passione hanno deciso di dimostrare il loro amore per questa regione, che sappiamo è molto difficile e molto contraddittoria. La nostra proposta quindi è anche coerente con quello che avevamo detto, cioè che non volevamo scendere a patti con chi non avesse deciso di rinnovare la propria classe politica e dirigente. Quindi – ha aggiunto la Orrico – andiamo avanti per questa strada, sperando di invogliare quei calabresi – e sono tanti, purtroppo – che non sono andati a votare nelle ultime tornate elettorali, soprattutto regionali. Questa è una responsabilità molto importante perché come calabresi è necessario non delegare più in bianco a nessuno, e per non delegare in bianco è importante una partecipazione massiccia».
IL “CASO PARAGONE” Ovviamente, nell’atmosfera si avverte il vento delle polemiche che stanno terremotando il M5S nazionale, scosso dal “caso Paragone”, da espulsioni e da addii più o meno annunciati e graditi. Sul punto la Orrico non si è sottratta alle domande dei giornalisti. “Il Movimento 5 Stelle ha delle regole molto precise, che noi tutti abbiamo accettato nel momento in cui ci siamo candidati. E’ chiaro che non votare la legge di bilancio, che è la legge più importante di un governo, è qualcosa di abbastanza grave. Sicuramente è una scelta che rispecchia i principi e le regole del Movimento e che andava presa, ma – ha spiegato il sottosegretario – mi auguro e spero davvero che queste fratture si possano ricomporre e alla fine si trovi la strada per realizzare il bene del Paese. Sicuramente – ha rilevato il sottosegretario ai Beni culturali – Paragone era molto più contento quando eravamo al governo con la Lega, io no, io sono molto più contenta adesso e penso che questa forma di governo e questa alleanza attuale sia più conforme agli equilibri del Paese e più capace di restituire fiducia e speranza al Paese, perché il nostro non è un Paese che ha bisogno di estremismi, di odio, di rabbia sociale, ma – ha concluso la Orrico – ha bisogno di catalizzare tutte le energie in politiche pubbliche che davvero rimettano il nostro Paese in corsa a livello globale». (redazione@corrierecal.it)

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