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EYPHEMOS | L'incontro tra Siclari e il capoclan. «Votatelo, è amico nostro»

L’inchiesta della Dda reggina svela i contatti tra il senatore e Domenico Laurendi prima delle Politiche 2018. I consensi a Sant’Eufemia e Sinopoli e il trasferimento alle Poste richiesto (e ottenu…

Pubblicato il: 25/02/2020 – 12:23
EYPHEMOS | L'incontro tra Siclari e il capoclan. «Votatelo, è amico nostro»

REGGIO CALABRIA Non solo Regionali. Ancor prima del voto per il rinnovo di Palazzo Campanella, l’operatività politica della cosca di Sant’Eufemia, con Domenico Laurendi in testa, era emersa – secondo quanto risulta dall’operazione Eyphemos della Dda di Reggio Calabria – nel contesto delle elezioni politiche del 2018, quando venne eletto senatore della Repubblica Marco Siclari. In quella campagna elettorale, veniva raggiunto tra Marco Siclari e gli Alvaro (per il tramite di Laurendi) un accordo illecito funzionale allo scambio di utilità corrisposte dai candidati con il sostegno offerto dalla famiglia mafiosa.
Un servizio di osservazione svolto dagli investigatori ha documentato che il 28 febbraio 2018 c’era stato un incontro, pure tenuto riservato, tra Laurendi e l’allora candidato al Senato, mediato dal medico Giuseppe Galletta. L’incontro, durato circa mezz’ora, si era svolto a Reggio Calabria, nella sede della segreteria politica di Siclari. Nel corso delle intercettazioni, Laurendi avrebbe chiesto al sodale Natale Lupoi di appoggiare politicamente il candidato ed sarebbe emerso inoltre che il giorno delle elezioni lo stesso Laurendi si era impegnato a dare indicazioni ad alcuni elettori affinché esprimessero la loro preferenza per Siclari al Senato, definendolo «amico nostro».
Le analisi del dopo voto evidenziavano che Siclari era stato eletto senatore della Repubblica nel collegio uninominale numero 4 della Calabria con una percentuale del 39,59%, riuscendo a ottenere a Sant’Eufemia d’Aspromonte 782 voti, pari al 46,10%, mentre nel limitrofo Comune di Sinopoli 435 voti, pari al 63,41%. In pratica, sottolineano gli inquirenti, «nei comuni di Sinopoli e Sant’Eufemia d’Aspromonte, il politico di Forza Italia aveva conseguito una percentuale di voti ben più alta della media provinciale». E dopo il successo elettorale, tra maggio e giugno 2018, Laurendi avrebbe presentato, per così dire, “il primo conto”, «sollecitando un intervento del senatore affinché una persona di suo interesse, parente di Natale Lupoi, ottenesse il trasferimento presso la sede di Messina di Poste Italiane». Trasferimento ottenuto (con decorrenza 17. febbraio 2020) attraverso un articolato stratagemma emerso nel prosieguo delle indagini. In altri termini, nell’anno 2019 il posto di lavoro a Messina per la dipendente di Poste Italiane che interessava a Laurendi era stato, per l’accusa. creato ad hoc, evidentemente quale contropartita all’appoggio elettorale, non essendoci alcun bisogno di Personale per la qualifica ricoperta da quel soggetto prima che lo stesso presentasse domanda di mobilità».

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