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Le nomine “a tempo scaduto” di Ciconte

Il consigliere regionale uscente conferma due collaboratori tra il 14 e il 21 febbraio (con incarichi retroattivi). Le previsione (sbagliata) di assumerli fino al 31 marzo e i 9mila euro impegnati …

Pubblicato il: 07/03/2020 – 16:23
Le nomine “a tempo scaduto” di Ciconte

REGGIO CALABRIA Fino alla fine. E anche più là, quando è possibile. Perfetta per lo sport, la frase si attaglia anche al comportamento della politica nostrana. Pronta, appunto, a sfruttare le opportunità concesse dal ruolo fino all’ultimo minuto utile, anzi di più. Lo spiegano bene un paio di atti pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria nei giorni scorsi. Entrambi si riferiscono alla struttura di Vincenzo Ciconte, consigliere regionale uscente del Pd e vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Campanella. Nell’interregno tra vecchia e nuova legislatura, a Palazzo praticamente spopolato, Ciconte ha pensato di garantire le funzioni della propria struttura. Poco importa che non avesse deciso di non ricandidarsi alle Regionali, poco importa che si fosse (da tempo, a dire il vero) disimpegnato dal proprio ruolo all’interno del Partito democratico. Le istituzioni prima di tutto: e le istituzioni devono rimanere operative. Così, il consigliere regionale uscente ha piazzato un paio di nomine. La prima è del 14 febbraio scorso ma si applica «con decorrenza 9 gennaio 2019» e riguarda il conferimento dell’incarico di segretario particolare al 100%. L’atto ha valore retroattivo, dunque, anche se viene firmato più di due settimane dopo lo svolgimento delle elezioni regionali del 26 gennaio. L’incarico, secondo quanto previsto dalla determina, «si risolve il 31 marzo 2020 (data presunta di insediamento del nuovo consiglio regionale)». Una stima molto presunta, in effetti: la prima riunione del Consiglio è fissata per il 9 marzo. Per l’incarico, il consiglio regionale ha impegnato la somma di 9.287 euro.
Ma per far funzionare le istituzioni non basta una sola persona. Ciconte lo sa e, questa volta «con decorrenza 23 gennaio 2020», nomina anche un collaboratore esperto al 100% per la propria struttura. Anche in questo caso l’incarico è retroattivo, visto che la determina è del 21 febbraio 2020. Resta molto presunta la stima dell’avvio della nuova legislatura. Per Ciconte (e gli uffici che sottoscrivono) vale il 31 marzo, data di fatto “impossibile”, visto che il primo consiglio regionale va convocato «non oltre il primo giorno non festivo della terza settimana successiva alla proclamazione degli eletti». Con le proclamazioni completate intorno al 17 febbraio, il 9 è diventata, in pratica, l’ultima data utile. (ppp)

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