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Assalto a treni e aerei. Le testimonianze: «Farò la quarantena al Sud»

Stazioni affollate di responsabilità e paure. Elisabetta teme che la madre si metta sul primo bus disponibile e la raggiunga su a Milano. Antonio aveva già programmato il viaggio: appena arrivato s…

Pubblicato il: 08/03/2020 – 9:45
Assalto a treni e aerei. Le testimonianze: «Farò la quarantena al Sud»

Continuano ad arrivare le testimonianze raccolte dalle stazioni ferroviarie e dagli scali aeroportuali letteralmente presi d’assalto questa notte dopo la diffusione della bozza di decreto che estende la “zona rossa” sotto osservazione per contenere l’epidemia da Covid-19.
Sono soprattutto ragazzi, quelli che si sono accalcati per raggiungere le proprie famiglie al Sud, spesso consapevoli della pericolosità della cosa, ed al contempo motivati, una volta rientrati “a casa”, ad intraprendere un periodo di autoquarantena. Non tutti però la pensano così, e chi aveva da tempo in programma di partire, ha optato per la cancellazione del viaggio, anche per tutelare i propri cari. Eccone alcuni.
ELISABETTA, AEROPORTO DI MILANO-LINATE 25enne praticante in uno studio di avvocati di Milano è in partenza per la Calabria: «Io non vorrei partire – racconta prima di passare i controlli dei metal detector (quasi deserti) a Milano Linate -. Sono partita per il quieto vivere e perché mia madre ha insistito tanto, temevo che con questo caos salisse a Milano», spiega dietro una mascherina.
«Ho chiesto di preparare la stanza solo per me e di avere un vassoio per mangiare, mi metterò in una sorta di auto-quarantena anche se sto bene, ma non si sa mai”, spiega. «Da giù lavorerò da casa, siamo già in smartworking da qualche giorno», ha aggiunto.
ANTONIO, ROMA TERMINI Gira per la banchina della stazione Termini spingendo due grossi trolley e parlando al telefono con i familiari. Antonio è uno studente di Giurisprudenza, che stamattina è “scappato” da Milano e ora sta attendendo il treno che lo riporterà in Calabria. «Il treno era affollatissimo, sui corridoi c’era gente senza biglietto, non capisco perché non li abbiano fatti scendere». Ma non pensi sia pericoloso spostarsi dalla zona rossa? «Già lo so che la presidente Santelli ha disposto la quarantena obbligatoria per chi torna dalle zone rosse. Mio padre è un medico – spiega – Il mio era un viaggio programmato, stamattina avrei dovuto prendere un aereo, ma per timore del blocco ho preferito il treno. Peccato che adesso dovrò fare questo periodo in isolamento».
CATERINA, PISA «Io e mia figlia da mesi avevamo in programma un viaggio dai nonni in Calabria, per trovare zia che non sta molto bene e recuperare un po’ di energie. Il viaggio è stato rimandato. Non vedo i miei genitori da agosto e solo chi è lontano sa cosa si prova.
Purtroppo per colpa di tanti fattori, io ci metto la politica, gli interessi personali, ndrangheta e tutto quello che voi, noi sappiamo, abbiamo medici bravi, contrariamente a quello che alcuni politici sostengono, ma non abbiamo risorse, ospedali in grado di far fronte ad un’ emergenza come quella che vivono gli amici in Lombardia, Veneto e altre regioni.
Pertanto Vi chiedo di non farvi prendere dal desiderio di viaggiare e tornare giù in Calabria, in Sicilia, in Puglia.. Ecc Rimaniamo dove siamo, prendiamo precauzioni igienico sanitari, stile di vita senza farci prendere dal panico. Cerchiamo di pensare oltre che a noi anche alle nostre famiglie che dicono al Sud».

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