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Covid-19, Alessio: «Assenza di strategia a fronteggiare l’emergenza in Calabria»

Il sindaco di Gioia attacca i vertici regionali dopo la scelta di non appoggiare allestire una nave ospedale nel porto e di smantellare il nosocomio cittadino: «Non ci stiamo a questo modello di ge…

Pubblicato il: 25/03/2020 – 13:42
Covid-19, Alessio: «Assenza di strategia a fronteggiare l’emergenza in Calabria»

GIOIA TAURO «Dopo il danno, la beffa». Bolla così il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio la strategia messa in piedi dalla Regione per contrastare la diffusione del Coronavirus nell’area della Piana. Nel mirino del primo cittadino la decisione della Regione di non sostenere la proposta formulata da Alessio e accettata dall’armatore e proprietario dell’Msc Gianluigi Aponte di allestire una nave ospedale da destinare ai pazienti Covid-19 della Piana. Una possibilità segnala Alessio, in una nota al vetriolo, «che darebbe alla Calabria la possibilità di avere centinaia di posti letto Covid, senza contaminare pazienti che necessitano di essere ricoverati per altre cure nelle nostre strutture ospedaliere». Ma che sarebbe stata “bocciata” dai vertici regionali «perché – tuona il sindaco di Gioia – sempre secondo la Regione i posti letto in Calabria sarebbero sufficienti».
Ma a questa linea adottata dalla Regione si sarebbe aggiunta ora «la beffa». «Da quello che percepiamo – denuncia Alessio – l’ospedale di Gioia Tauro, individuato come centro Codiv sarà smantellato di tutti i servizi per evitare eventuali contagi. In pratica un vero e proprio “lazzaretto”». E c’è di più. Secondo il sindaco, «quella trasformazione procede a rallentatore perché mancherebbero gli autorespiratori e quindi, almeno per adesso non si sarebbe in grado di attuare posti di terapia intensiva e sub intensiva».
Ad allarmare ancor di più il primo cittadino di Gioia, è che «l’unico pronto soccorso di tutta la fascia tirrenica, secondo le ultime indicazioni prese dai responsabili sanitari, dovrebbe essere smantellato insieme a tutti quei servizi ordinari che sono essenziale e necessari a servire la popolazione sanitaria dell’intera fascia tirrenica, che ha circa 60.000 abitanti».
«Coloro che stanno gestendo l’emergenza sanitaria regionale e provinciale, oltre a disattendere le loro stesse determine – si scaglia Alessio – cambiano continuamente le loro strategie di intervento sanitario sul territorio, senza avere alcun rapporto istituzionale e nessun confronto con i legittimi rappresentanti delle comunità amministrate».
«Noi – attacca frontalmente il sindaco di Gioia – non ci stiamo a questo modo di gestire la sanità e l’emergenza in Calabria. I nostri concittadini calabresi, stanno facendo grandi sacrifici, attenendosi alle regole governative, regionali e sindacali, rimanendo chiusi nelle loro case».
«Le piccole e medie attività, sospese per decreto governativo e regionale – aggiunge – quanto prima esploderanno, perché privati da un qualsiasi reddito di sostentamento. Le sacche di povertà inevitabilmente si amplieranno e non saranno più in grado di fronteggiare le necessità primarie per comprare anche un tozzo di pane». « I nfine, saranno anche privati dell’assistenza sanitaria – conclude durissimo Alessio – perché, chi si sta occupando di sanità in Calabria non è in grado di fronteggiare l’ordinario e l’emergenza sanitaria».

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