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Fase 2, nel Crotonese i bar restano chiusi e i sindaci si schierano contro Jole Santelli

Saracinesche abbassate o al massimo avviate le attività di pulizia e sanificazione dei locali. Intanto 18 primi cittadini dichiarano la loro contrarietà all’ordinanza del presidente della Regione C…

Pubblicato il: 30/04/2020 – 18:52
Fase 2, nel Crotonese i bar restano chiusi e i sindaci si schierano contro Jole Santelli

di Gaetano Megna
CROTONE
Diciotto sindaci e il presidente facente funzione della Provincia di Crotone dichiarano la loro contrarietà all’ordinanza del presidente della Regione Calabria, Jole Santelli. Annunciano l’emanazione di una loro ordinanza in linea con quanto previsto dal Dpcm del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Diciotto sindaci su 27 che compongono i Comuni della provincia di Crotone. Si tratta della stragrande maggioranza di primi cittadini del territorio pitagorico, considerato che ci sono cinque Comuni che sono governati da una commissione prefettizia: Crotone, Cirò Marina, Strongoli, Casabona e Crucoli. Altri due sindaci hanno deciso di procedere per proprio conto contro l’ordinanza Santelli. Si tratta del primo cittadino di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi, e di Scandale, Antonio Barberio. Il primo non ha firmato per opportunità politica essendo un esponente di Fratelli d’Italia, ma ha provveduto in proprio; il secondo, invece, potrebbe non avere grandi simpatie per il presidente facenti funzioni della Provincia, Giuseppe Dell’Aquila, che a quanto pare ha preso l’iniziativa. Sono entrambi dem, ma il loro rapporto non è idilliaco per vicende legate alla gestione del Pd. Se si escludono i commissari prefettizi non hanno assunto posizioni contro il sindaco di Savelli e quello di Pallagorio. Da questi sindaci, infatti, non sono pervenute notizie.
BAR CHIUSI Intanto questa mattina gran parte dei bar presenti nella città pitagorica hanno deciso di tenere abbassate le saracinesche o al massimo alzate a metà. Molti esercenti hanno detto di avere paura ad aprire i locali, perché l’apertura deve essere preceduta da un adeguato rifornimento dei prodotti da somministrare ai clienti. C’è un timore diffuso che l’ordinanza della Santelli possa esser in qualche modo bloccata e, quindi, si aggiungerebbe un ulteriore danno economico, quello da affrontare per approvvigionarsi, alla chiusura prolungata che ha già prodotto i suoi danni. Alcune saracinesche sono state aperte a metà perché gli esercenti hanno voluto avviare l’attività di pulizia e sanificazione dei locali nella speranza che, nei prossimi giorni, possa arrivare il via libera definitivo dell’apertura. (redazione@corrierecal.it)

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