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Emergenza rifiuti, i 35 sindaci della Sibaritide: «Peggiore del Covid-19»

In un documento i primi cittadini dell’Ambito di Raccolta ottimale della Piana, manifestato tutta la loro preoccupazione. «Per salvare ciò che resta della stagione estiva alle porte è necessario un…

Pubblicato il: 13/05/2020 – 18:24
Emergenza rifiuti, i 35 sindaci della Sibaritide: «Peggiore del Covid-19»

CORIGLIANO ROSSANO Sembra ormai acclarata l’emergenza rifiuti nella Sibaritide e più in generale in tutta la provincia di Cosenza. Come spiegato dal sindaco di Rende, Marcello Manna, a soffrire le maggiori conseguenze di una gestione della filiera dei rifiuti contorta, saranno proprio Corigliano Rossano e il capoluogo (qui la notizia).
Anche i sindaci dei 35 comuni dell’Ambito di raccolta ottimale della Sibaritide hanno espresso in un documento tutta la loro preoccupazione che potrebbe riassumersi così: «L’emergenza rifiuti sarà peggiore di quella generata dal coronavirus».
Intanto a Corigliano Rossano – la città guida della Piana – iniziano ad essere ben visibili un po’ ovunque i cumuli di immondizia per il blocco all’impianto di stoccaggio di Bucita. L’emergenza sanitaria che ne potrebbe conseguire, complici anche le temperature in rialzo, potrebbe causare la beffa al danno ancora in itinere a causa del Covid-19.
«Come sindaci dell’Aro della Sibaritide, che comprende i 35 comuni dell’intera fascia ionica della provincia di Cosenza – è riportato nel documento – non possiamo non esprimere forte preoccupazione per il blocco dei conferimenti presso gli impianti di trattamento che si registra ormai dallo scorso venerdì. Per giorni abbiamo atteso l’individuazione di soluzioni urgenti da parte della Regione Calabria, ma dopo quasi una settimana la situazione è divenuta insostenibile dal punto di vista ambientale, sanitario e del decoro urbano, con i centri urbani già sommersi di rifiuti».
Appena entrati «faticosamente» nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus, «con le nostre comunità stanche e provate, questa situazione rappresenta un altro duro colpo alla nostra economia che faticosamente sta cercando di riprendersi dal lockdown e riteniamo inaccettabile che non si siano ancora individuate soluzioni idonee per far riprendere i conferimenti. Da sindaci affrontiamo quotidianamente ogni emergenza – dichiarano ancora – ed auspichiamo una riforma del sistema dei rifiuti calabresi che non ci soddisfa né dal punto di vista tecnico né dal punto di vista della sostenibilità finanziaria, ma non v’è dubbio che per salvare ciò che resta della stagione estiva alle porte è necessario un intervento indifferibile da parte dell’esecutivo regionale».
Per i primi cittadini della Sibaritide, in sostanza, il rischio concreto «è che saremo presto in una situazione peggiore di quella che abbiamo affrontato per l’emergenza Covid, con rifiuti che si conteranno in metri di altezza e che, con le alte temperature, diventeranno una vera e propria bomba sanitaria, oltre che la cartolina di una Calabria sporca ed arretrata. Da sindaci non possiamo restare in silenzio mentre ciò accade, anche perché abbiamo il dovere di dare delle spiegazioni alle nostre comunità».
Gli amministratori ribadiscono, infine, la massima disponibilità al confronto con l’esecutivo regionale in un momento nel quale, invece, «avremmo dovuto affrontare col Governo la questione della sostenibilità finanziaria del ciclo dei rifiuti calabrese, ma tutto questo diventa oggettivamente impossibile se non superiamo l’emergenza attuale». Per questa ragione, di concerto con l’intero Ambito territoriale ottimale della provincia di Cosenza, terminano, «ci aspettiamo provvedimenti risolutivi». (lu.la.)

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