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Lo strano caso di Corigliano Rossano e Poste Italiane (con l'unico Cap)

L’Amministrazione Stasi aveva iniziato a interloquire con la società per il ripristino dei due codici originari. Intanto sembra in via di risoluzione anche della succursale di Cantinella (dietro al…

Pubblicato il: 09/06/2020 – 14:16
Lo strano caso di Corigliano Rossano e Poste Italiane (con l'unico Cap)

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Omonimie, vie omonime ed un unico codice di avviamento postale. Roba di poco conto, si dirà. Ed invece no. Perché in tutta la baraonda che continua a imperversare – a distanza di due anni – nella consegna della corrispondenza o di pacchi, c’è da fare i conti con l’ormai soppresso centro di smistamento di Rossano, accorpato all’ufficio di Corigliano, in un ambito territoriale che conta oltre 80mila abitanti, sei (più o meno) grandi nuclei urbani ed una cinquantina di contrade. Ed un’organizzazione interna di Poste italiane alquanto discutibile se capita che un utente rossanese debba recarsi a Corigliano, dopo qualche giorno, per ritirare una raccomandata.
La gestione “paesana” del servizio, un unico codice di avviamento postale, peraltro, sembra anche essere in conflitto con l’articolo 129 della legge n. 56 del 7 aprile 2014, meglio nota come Legge Delrio, che recita così: «[…] nel nuovo comune istituito mediante fusione possono essere conservati distinti codici di avviamento postale dei comuni preesistenti […]».
Peraltro, il centro di smistamento non può essere accentrato in una sola area del comune, perché non si garantisce la continuità e la qualità del servizio. «Tale situazione di svantaggio – spiega l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – nella fruizione del servizio postale universale, fa venire meno quelle garanzie di tutela» volute dalla stessa Agcom per quei territori come quelli in cui ricade Corigliano Rossano, che per condizioni demografiche e/o orografiche, può risultare svantaggiato nella fruizione del servizio postale.
Prima dell’emergenza sanitaria, l’Amministrazione comunale aveva imbastito una interlocuzione con Poste Italiane per risolvere i problemi, compreso il tanto discusso ufficio postale di Cantinella, partendo dal ripristino dei codici di avviamento postale: oltre all’87064 di coriglianese matrice, anche l’87067 rossanese. Non è escluso anche che il governo cittadino decida di ricorrere alle carte bollate per chiarire la questione.
LA GENESI Tutto nasce in epoca commissariale. Dopo il referendum, agli albori delle politiche di gestione della fusione, in preda a logiche accentratrici, senza mai considerare la “pari dignità” dei due comuni, il commissario accorpa le sedi municipi a Palazzo Garopoli, nel centro storico di Corigliano, in quanto comune “più grande”. A quel punto Poste Italiane centralizza l’87064 per tutta la città, con tutti i disagi che ne conseguono, fra vie con lo stesso nome e omonimie. Resosi conto del patatrac, Bagnato scrive a Poste Italiane a febbraio 2019, chiedendo di ripristinare i codici di avviamento postale soppressi per evitare problemi nel recapito della corrispondenza. È evidente, senza grandi successi.
Oggi la “patata bollente” è nelle mani dell’Amministrazione Stasi che sta tentando di riprendere i colloqui, dov’erano stati interrotti a causa della pandemia. Pare che Poste Italiane stia anche ragionando sulla possibilità di realizzare un unico centro in una zona centrale. Nel frattempo, però, la popolazione attende che i problemi vengano risolti.
L’UFFICIO POSTALE DI CANTINELLA In queste ultimi mesi, è montata una forte polemica sulla chiusura (momentanea) dell’ufficio postale di Cantinella, popolosa contrada a nord della città. Argomento che ha anche innescato una manifestazione di protesta degli abitanti della zona – nei giorni scorsi – contro l’Amministrazione comunale.
Anche in questo caso, l’origine della questione sembra essere alquanto strana ma, soprattutto, datata. Pare, infatti, che il terreno sul quale insiste l’ufficio di Cantinella (di proprietà comunale), sia del Demanio e che non sia stato mai accatastato. E pare anche che qualche decennio fa, esattamente a fine anni ’60 del secolo scorso, sia stato sottoscritto un contratto del valore – si dice – di 1000 o 2000 lire d’un tempo, fra l’ex comune di Corigliano e le Poste.
Nel frattempo, però, i lavori di adeguamento richiesti da Poste Italiane al Comune, e che hanno causato la chiusura temporanea della sede di Cantinella, sono stati ultimati e sembra anche che la ditta che li ha realizzati abbia già inoltrato via Pec l’agibilità dei locali. Presumibile, a questo punto, che per la riapertura della succursale di Cantinella, sia davvero questione di giorni. Poste permettendo. (l.latella@corrierecal.it)

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