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Banda larga, un terzo delle famiglie calabresi senza accesso

Da uno studio Uecoop emerge che la Calabria insieme alle altre regioni del Sud è fanalino di coda per la disponibilità di infrastrutture telematiche in grado di supportare massicci flussi di dati e…

Pubblicato il: 01/09/2020 – 12:53
Banda larga, un terzo delle famiglie calabresi senza accesso

CATANZARO In Italia 1 famiglia su 4 (25,3%) non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare senza problemi massicci flussi di dati e collegamenti audio video necessari alla didattica on line ma ancora peggio in Calabria, dove senza accesso è 1 famiglia su 3. È quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat in riferimento alla prossima riapertura delle scuole con la gestione delle presenze in aula dei ragazzi e delle lezioni on line.
Le lezioni telematiche saranno infatti necessarie durante chiusure temporanee o quarantene episodiche e – sottolinea Uecoop – possono integrare l’apprendimento scolastico in circostanze in cui si alterna la presenza dei ragazzi a scuola per rispettare le esigenze di allontanamento fisico nelle aule più piccole come – spiega Uecoop – è stato evidenziato al vertice europeo con l’Oms promosso dall’Italia sulla scolarizzazione durante la pandemia da Covd-19. L’emergenza coronavirus con le regole di distanziamento e le precauzioni per limitare il diffondersi del contagio sta comportando un ripensamento globale della scuola fra turni di ingresso, rimodulazione degli spazi nelle aule e lezioni a distanza. Ma la didattica on line si scontra però con il divario digitale che caratterizza l’Italia dove – sottolinea Uecoop – delle famiglie addirittura non dispone di un accesso a Internet a banda larga secondo gli ultimi dati Istat. Una situazione che colpisce di più le regioni del Sud, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Molise fino alla Puglia dove – continua Uecoop – in media 1 casa su 3 non dispone di un collegamento on line in grado di supportare grandi flussi di dati. Una situazione che – evidenzia Uecoop – mette in difficoltà sia le scuole che una parte importante dei 7 milioni (il 37% al sud) di ragazze e ragazzi fra i 6 e i 18 anni in Italia. Il diritto all’istruzione oltre a essere costituzionalmente riconosciuto è anche il presupposto per la costruzione del futuro delle nuove generazioni e del Paese, soprattutto – conclude Uecoop – in un momento delicato come quello attuale dove le conseguenze dell’emergenza coronavirus hanno già provocato una drammatica caduta del Pil.

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