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La selezione del dirigente tecnico al comune di Corigliano Rossano finirà in tribunale

L’ingegnere Nilo Domanico ha presentato un esposto in Procura. Alla base della denuncia «l’inidoneità» della commissione e tutta una serie di atti definiti «illegittimi». Quindi chiede di verificar…

Pubblicato il: 11/10/2020 – 10:09
La selezione del dirigente tecnico al comune di Corigliano Rossano finirà in tribunale

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO La selezione del dirigente tecnico al comune di Corigliano Rossano finirà in tribunale. Nei giorni scorsi, infatti, uno dei concorrenti non risultato idoneo, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Nel documento, Nilo Domanico, ingegnere di origini rossanesi, residente in Oman e attivo professionalmente in Medioriente da anni – seguito in questa battaglia dall’avvocato Giuseppe Zumpano – querela il sindaco di Corigliano Rossano e denuncia tutta una serie di atti definiti «illegittimi». Prova a confutare che il suo curriculum sia migliore del vincitore della selezione, che la commissione valutatrice non era «idonea» ad analizzare e valutare i dodici partecipanti e che pur avendo presentato istanza di accesso agli atti, non gli siano stati forniti alcuni documenti fondamentali. Il tutto in un valzer fra controllori e controllati, modus operandi contestati dal sindaco quando era all’opposizione per poi essere “applicati” una volta indossata la fascia tricolore. Il caso, peraltro, è finito ampiamente fra le attenzioni delle forze politiche di opposizione.
GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI Domanico contesta, in primis, il ripescaggio del candidato vincitore escluso inizialmente dalla selezione «per mancanza di requisiti minimi».
«Tra questi non idonei – recita testualmente l’esposto presentato in procura – l’ultimo non ammesso “era” il candidato ing. Francesco Castiglione. A tal proposito tra i documenti colpevolmente mancanti nella documentazione richiesta al Comune di Corigliano Rossano, risulta essere il verbale preparatorio alla determina del 28 gennaio 2020, di fondamentale importanza poiché si evincerebbero le ragioni dell’esclusione del candidato risultato poi vincente, per mancanza del possesso dei requisiti minimi. È accaduto, però, che, con determinazione del giorno successivo, a firma sempre dello stesso poliedrico funzionario, il segretario comunale Paolo Lo Moro, veniva riveduta (e corretta) la selezione del giorno prima e dichiarati ammessi tutti i quattro esclusi del giorno prima e, quindi, tutti i partecipanti sono risultati ammessi, compresi quelli che avevano presentato domanda fuori termine».
In sostanza, «dopo poche ore, sulla base di un fantomatico “esame più approfondito” e quindi da una rilettura della domanda, si è cambiato giudizio e valutazione: probabilmente nelle ore notturne ci si è accorti di una “sbadataggine”, l’esclusione proprio del candidato, ing. Francesco Castiglione, favorito della vigilia, amico e socio di uno dei componenti della Commissione di valutazione».
Nell’esposto si riferisce di una «manina» infilata tra la sera del 28 e la mattina del 29 gennaio, «colpevole del misfatto tra i membri Commissione Valutatrice e/o dell’Amministrazione Comunale. Qualcuno tra i due soggetti – scrive – ha voluto ribaltare la prima valutazione della commissione, “ripescando” il candidato escluso Castiglione».
Un altro passaggio saliente della denuncia è il riferimento ad uno dei selezionatori, «già socio di studio e vecchio amico dell’ing. Castiglione», il quale «lo è ancora di fatto a tutt’oggi» e risulta «contitolare di uno studio professionale».
Domanico certifica il rapporto fra selezionato e selezionatore, riferendo nell’esposto come il secondo, per un periodo «dirigente e responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune di Marzi (CS), contribuì all’aggiudicazione di un incarico di progettazione e direzione dei lavori in quel Comune, al suo contitolare di studio, ing. Francesco Castiglione. Circostanza questa che quando fu conosciuta obbligò alla ufficiale interruzione del rapporto professionale collaborativo nel 2014, per proseguirlo in maniera ufficiosa».
Ma non è finita qui. Passano sei mesi – si mormora fra i corridoi del Comune per diatribe interne all’Amministrazione comunale fra la costola rossanese e quella coriglianese – e così lo scorso 31 luglio «il sindaco decide, in base ad un colloquio col prescelto di cui manca verbalizzazione e contenuto, di nominare l’ing. Francesco Castiglione» ovvero «l’ultimo degli esclusi, poi riammesso, nonché contitolare dello studio professionale con il dirigente dell’Ente, pure nominato tale ex art.110 Tuel dal Commissario prefettizio» e «di impegnare la spesa di euro 81.255,09 sul capitolo 390 del bilancio di previsione anno 2020 in corso di redazione».
«LA COMMISSIONE ESAMINATRICE ERA INIDONEA» Nell’esposto presentato in Procura si riferisce anche che «tutti i membri della Commissione di valutazione risultano inidonei e/o incompatibili a valutare i candidati su diverse materie sulle quali doveva vertere i colloqui, tipo: “Project Management – Organizzazione e gestione del lavoro per progetti, lingua Inglese”. Nessuno dei tre membri della Commissione – insiste Domanico nel documento presentato in tribunale – risulta aver mai praticato o studiato Project Management, mentre raggiungiamo il comico paradosso che al sottoscritto, che parla inglese quotidianamente in quanto da 16 anni lavora all’estero in Paesi dove la lingua commercialmente in uso è l’inglese, dovesse essere verificata la conoscenza della lingua inglese da membri della Commissione come l’ing. Amica che asserisce nel suo stesso curriculum di avere una conoscenza della lingua inglese “elementare” o dalla dirigente De Rosis che invece parla solo “francese”».
«CONVOCAZIONI ILLEGITTIME» L’esposto confuta, ancora, che «le convocazioni per i due colloqui sono stati diramati in maniera illegittima ed al di fuori dei termini dettati dallo stesso bando che testualmente recita: “I colloqui con la Commissione si svolgeranno nelle date e nelle ore comunicate con preavviso di gironi 8 (otto) presso la Residenza comunale”. Circostanza fortemente disattesa. Infatti il sottoscritto – sottolinea Domanico nell’esposto – ha ricevuto la Pec per il primo colloquio con la Commissione solo in data 4 febbraio 2020, con convocazione per giorno 6 febbraio 2020, ed anche dopo la richiesta di proroga la nuova convocazione è avvenuta in data 11 febbraio con pec del 6 febbraio. Dunque con preavviso di molto inferiore agli 8 giorni previsti dal bando. Per la convocazione al colloquio con il sindaco – quale ultimo atto della selezione – è andata anche peggio. Tale colloquio è stato fissato per il giorno 13 febbraio 2020 con convocazione via pec datata 12 febbraio».
«DANNO ERARIALE PER IL COMUNE» Tutto ciò, sostiene il ricorsista, «mina irrimediabilmente il principio di trasparenza, terzietà e imparzialità di giudizio a danno di tutti gli altri concorrenti». E poi si chiede «perché andare all’esterno, con i costi esosi che ciò comporta, se le figure professionali con le richieste capacità erano già nei ruoli del Comune?»
«CONTROLLORE E CONTROLLATO» Domanico nel documento ricorda anche che l’attuale sindaco, quando sedeva fra i banchi dell’opposizione «tuonava contro l’utilizzo dell’ex art. 110 per la selezione di dirigenti esterni e passava dalla Procura e dal Prefetto a sollevare diverse questioni: che il segretario generale non poteva svolgere la funzione (ad interim) di dirigente agli Affari Istituzionali (comprendente la gestione del personale) e contestualmente essere responsabile dell’anticorruzione e trasparenza». La domanda retorica che l’ingegnere rossanese pone è: «Attualmente il segretario generale svolge anche funzione (ad interim) di dirigente al personale, nonché responsabile dell’anticorruzione e trasparenza?»
Nel 2017 Stasi «chiedeva la revoca della determina n. 2190/2017 sollevando la “stridente” incompatibilità del segretario generale, responsabile dell’anticorruzione e trasparenza, a presiedere la Commissione del concorso bandito ex art. 110. Per questo motivo fece anche esposto all’Anac». E quindi si chiede se «attualmente il segretario generale svolge anche funzione di presidente della Commissione concorsi banditi ex art. 110?».
Nel 2018 l’ex sindaco di Rossano, Stefano Mascaro, è poi stato oggetto di avviso di garanzia per le denunce presentate da Flavio Stasi e, tra gli altri, l’allora segretario comunale.
RECIDIVITÀ Peraltro, anche un’altra posizione, quella relativa alla selezione per la nomina del dirigente dei settori finanziari – e poi nominata sempre attraverso l’ex art. 110 del Tuel – aveva fatto discutere (qui e qui). In quei mesi, subito dopo il lockdown, il sindaco Stasi aveva scelto l’alto funzionario non considerando le figure professionali già in servizio da anni nella pianta organica comunale. Anche in quelle settimane le forze politiche di opposizione denunciarono il presunto «danno erariale».
D’altronde, anche la Rsu comunale – la componente sindacale rappresentante dei dipendenti dell’ente – aveva manifestato mal di pancia, malumori e denunciato in un un documento ufficiale le «prevaricazioni» del sindaco e dell’amministrazione comunale.
Eppure, la riorganizzazione delle appendici burocratiche del comune di Corigliano Rossano, in maniera discutibile non erano mancate anche prima dell’elezione di Stasi con la riconferma di alcuni dirigenti poi mantenuti in servizio dallo stesso primo cittadino che adesso sta smontando – e continuerà a smontare – pezzo per pezzo. Un sindaco che dai palchi aveva promesso un cambiamento epocale. (l.latella@corrierecal.it)

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