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«Mandateci un prete… per l’estrema unzione»

di Mimmo Nunnari*

Pubblicato il: 09/11/2020 – 15:30
«Mandateci un prete… per l’estrema unzione»

Calabria: la terra dei commissari. Chi può – ma anche chi non può – manda un commissario in Calabria emulando il duce Benito Mussolini che fu il primo, quando inviò il prefetto Cesare Mori in Sicilia, a combattere la mafia. Si fa così – si manda un commissario – quando si pensa che una terra (la Calabria è una di queste) sia persa e irredimibile. Si nomina un commissario, meglio se proveniente dalle forze dell’ordine, poliziotto, carabiniere, finanziere, uno con attitudine a guardarsi le spalle. Non si sa mai con tutti i “briganti” (massoni mafiosi cani sciolti etc.) che ci sono in giro in Calabria come ha fatto capire dal corsaro tv Gilet (ti) il generale ex dei carabinieri Salvatore Cotticelli, che – detto da lui – viveva in caserma, mangiava da solo, non frequentava nessuno, su consiglio – richiesto – del procuratore della repubblica Nicola Gratteri. Giusto. Il generale Enrico Cialdini “Grande Repressore” post risorgimentale non li ha certo uccisi tutti i briganti, per cui il rischio che di loro discendenti ce ne siano ancora in giro, è reale. Che poi Cialdini, anche lui una specie di commissario, dei Savoia, più che eroe si sia poi scoperto che è stato un criminale, è un’altra storia. È che in Calabria di commissari non né possiamo più e come diceva il divino Gigi Proietti ci siamo rotti – lo dico educatamente- il ca….
Lo Stato manda commissari i partiti mandano commissari tutti mandano commissari che (la maggior parte) fanno più danni delle alluvioni e dei terremoti facendo rimpiangere chi c’era prima… Come si dice sono come la pioggia sul bagnato, cioè con loro le cose vanno sempre peggio per chi sta già male? oltretutto costando un banco di soldi.
Con le lacrime e il vomito del generale Cotticelli – che sarà pure una brava persona ma è apparso fragile come un bambino – pensavamo si fosse toccato il fondo e invece il decisionista presidente Conte e l’anglolucano ministro della Salute Speranza hanno regalato alla Calabria un nuovo commissario di nome Zuccatelli, uno che assicura che per contagiarsi bisognerebbe baciarsi lingua in bocca per quindici minuti e si sa – quindi siamo salvi – che nessuno dei calabresi – per quanta passione ci possa mettere – ce la fa per più di cinque minuti a baciare a labbra incollate. Non ci resta che piangere. Ma anche di questo ci siamo stancati e forse è venuto il tempo della collera giacché la pazienza è finita. Un’ultima cosa ho da dire al presidente Conte. Non ci mandi un commissario ma un prete… per l’estrema unzione.
*giornalista e scrittore

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