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Cadavere ritrovato a San Ferdinando: è del comandante Vito Lo Iacono

La conferma è arrivata dopo l’analisi del Dna. I pm della Procura di Palermo coordinano le indagini per naufragio, omicidio colposo e omesso soccorso. L’equipaggio era composto da tre persone: Gius…

Pubblicato il: 09/12/2020 – 16:56
Cadavere ritrovato a San Ferdinando: è del comandante Vito Lo Iacono

PALERMO È di Vito Lo Iacono, comandante del peschereccio Nuova Iside affondato il 13 maggio scorso nelle acque di San Vito Lo Capo, il corpo ritrovato in Calabria sul litorale del comune di San Ferdinando, l’11 giugno scorso.
A comunicarlo è stato l’avvocato Aldo Ruffino che assiste la famiglia del pescatore. Per risalire all’identità del comandante sono stati fondamentali i piccoli tatuaggi presenti sul corpo, raffiguranti un timone ed un cavalluccio marino, riconosciuti dai familiari, ma soprattutto l’esame del Dna che ha confermato senza dubbi l’identità di Vito Lo Iacono. Il naufragio costò la vita ad altri due componenti della famiglia Lo Iacono, Matteo e Giuseppe, padre e cugino di Vito.
L’INDIGNAZIONE «È incredibile. Erano passati 5 mesi dal ritrovamento del corpo in Calabria e due da quando la madre di Vito ha fornito il campione di Dna alla Procura di Palmi. Tanto tempo di silenzio e di angoscia che abbiamo dovuto spezzare chiedendo formalmente notizie il 23 novembre: oggi non ci sono lacrime sufficienti per Rosalba Cracchiolo e i familiari di Vito Lo Iacono».
L’indignazione anima le parole espresse all’AGI da Aldo Ruffino, legale della famiglia Lo Jacono, spezzata dall’affondamento del Nuova Iside, avvenuto tra il 12 e il 13 maggio scorsi. Un riscontro – l’incrocio tra il campione di Dna prelevato dal cadavere e quelli forniti dalla madre e dalla sorella del comandante – che è stato depositato dalla Procura di Palmi il 23 novembre: lo stesso giorno in cui l’avvocato Aldo Ruffino, per conto di Rossana Cracchiolo (madre di Vito Lo Iacono) aveva depositato una istanza proprio per conoscere l’esito dell’esame.
L’INDAGINE La consulenza dei professori Francesco Introna e Pietro Tarzia e della dottoressa Alessia Leggio, incaricati dalla Procura palmense, è giunta il 7 dicembre arrivata sul tavolo del procuratore aggiunto di Palermo, Ennio Petrigni e del sostituto Vincenzo Amico, i pm della Procura di Palermo che coordinano le indagini per per naufragio, omicidio colposo e omesso soccorso. L’ipotesi è che il Nuova Iside sia affondata in seguito al “contatto” con la petroliera Vulcanello del gruppo Augusta due-gruppo Mednav. Sono iscritti nel registro degli indagati il comandante della petroliera, due membri dell’equipaggio che risultavano di servizio in plancia la notte del presunto incidente e l’armatore. Il relitto del peschereccio di Terrasini è stato individuato, dalla Marina Militare, a 1360 metri di profondità, a 30 miglia dalla costa palermitana. L’equipaggio era composto da tre persone: Giuseppe Lo Iacono, 33 anni, Matteo Lo Iacono, 53 anni e Vito, 26 anni.

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