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Tassone spinge sul rientro in aula: «Dobbiamo scongiurare la sindrome della capanna»

Il consigliere regionale passa in rassegna quelli che sono gli effetti negativi di una didattica a distanza prolungata senza soluzione di continuità. «Stare chiusi in casa per periodi prolungati, s…

Pubblicato il: 09/12/2020 – 15:21
Tassone spinge sul rientro in aula: «Dobbiamo scongiurare la sindrome della capanna»

CATANZARO «È indispensabile organizzare il ritorno in presenza degli studenti, in piena sicurezza, al fine di evitare diversi controeffetti che incidono negativamente sul loro sviluppo psico-fisico. Recenti studi dimostrano, infatti, il concreto rischio che i bambini alle prese con la didattica a distanza, quindi collegati con un dispositivo per alcune ore al mattino, e che trascorrono il pomeriggio in casa, possano essere colpiti dalla cosiddetta sindrome della capanna o comunque da disturbi depressivi». Il consigliere regionale Luigi Tassone avvisa sulle possibili problematiche derivanti da un intero anno senza la scuola tradizionale e chiede un rientro fra i banchi al più presto. «Nella fase di massima emergenza – premette Tassone – era corretto e sacrosanto intraprendere tutte le iniziative volte a minimizzare i contagi da Covid-19 e a proteggere tutti, specie le categorie più deboli. Con il cambio, almeno parziale, della situazione, è giusto individuare tempestivamente gli altri rischi e mettere in atto i provvedimenti volti a disattivarne gli effetti». Il pensiero del consigliere regionale eletto nelle liste del Partito Democratico, riguarda però anche l’attenzione da dedicare agli scolari che si trovano ad affrontare  i primi anni tra i banchi. «Tutti gli alunni, soprattutto i più piccoli – sostiene Tassone – hanno bisogno di interagire con i loro compagni e con gli insegnanti, di avere normali contatti sociali, di uscire e praticare sport. La vita estremamente sedentaria a cui sono stati costretti per via della pandemia può rappresentare un pericolo per la loro serenità e per la loro crescita, causando conseguenze nefaste sull’aspetto psicologico e comunicativo. Stare chiusi in casa per periodi prolungati, secondo quanto spiegato dagli psicologi, può provocare nervosismo, apatia, depressione e disagi simili». Alla luce di questo quadro preoccupante, Tassone sollecita «la ripresa delle attività didattiche nelle classi, in modo da eliminare ogni fonte di potenziale stress o trauma e da consentire un ritorno alla vita abituale».

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