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Nella Piana di Gioia Tauro il caporalato non si arresta, due imprenditori denunciati

I carabinieri di San Ferdinando hanno scoperto alcuni lavoratori in nero, anche italiani, deferendo i titolari di due aziende agricole

Pubblicato il: 12/12/2020 – 10:14
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Nella Piana di Gioia Tauro il caporalato non si arresta, due imprenditori denunciati
REGGIO CALABRIA I carabinieri di San Ferdinando, insieme ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, hanno denunciato in stato di libertà due titolari di aziende agricole e comminato sanzioni amministrative, nell’ambito di mirata attività di controllo in tutto il territorio della Piana che continua al fine di prevenire e reprimere il dilagante fenomeno del “caporalato”, acuitosi soprattutto in questo periodo di raccolta degli agrumi e con la presenza di numerosi migranti in cerca di lavoro. In particolare, gli uomini dell’Arma hanno controllato un’impresa agricola, a Rosarno, e riscontrato la presenza di tre braccianti, tra i quali un lavoratore di origine africana “in nero” e un altro in assenza della prescritta visita medica. Da verifiche effettuate presso una seconda azienda, invece, la cui sede legale risulta in Sicilia ma di fatto operante nel territorio della Piana, i carabinieri hanno identificato, otto braccianti agricoli, due di origine africana e sei italiani: gli ulteriori accertamenti posti in essere, hanno poi permesso di verificare come quattro di essi risultassero sprovvisti anche delle visite mediche obbligatorie. Ad entrambe le aziende i militari dell’Arma hanno contestato una sanzione amministrativa di 3.600 euro, e denunciato all’autorità giudiziaria i titolari, rispettivamente un uomo ed una donna, per violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
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