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Covid, altri tre decessi nel Crotonese. Stabili i ricoverati

Una vittima a Cotronei, due a Roccabernarda. In poco più di due settimane, da quando è partita la seconda fase della pandemia, i decessi sono stati complessivamente 24

Pubblicato il: 19/12/2020 – 22:31
Covid, altri tre decessi nel Crotonese. Stabili i ricoverati

di Gaetano Megna
CROTONE
La provincia di Crotone paga ancora un grosso tributo di morti al Covid-19. Anche oggi i deceduti registrati dall’Azienda sanitaria provinciale nel territorio pitagorico sono stati tre: uno a Cotronei e due a Roccabernarda. In poco più di due settimane, da quando è partita la seconda fase della pandemia, i decessi sono stati complessivamente 24, a cui si aggiungono i sei decessi che si sono avuti nei primi nove mesi del contagio. Crescono anche i positivi che oggi sono stati 33, così distribuiti: uno a Caccuri, uno a Casabona, uno a Cotronei, 26 a Crotone, due a Melissa e due a Mesoraca. L’aumento del contagio nella città pitagorica non è mai regredito da quando la pandemia ha ripreso a volare. Sono, invece, stabili i ricoverati nei due reparti Covid dell’ospedale, dove sta funzionando la collaborazione tra il coordinatore del reparto Covid 1, Gaetano Mauro, e i medici di Emergency che gestiscono il reparto Covid 2 e i due moduli dell’ospedale da campo, allestiti all’interno del cortile del “San Giovanni di Dio”. Si parla di clima di collaborazione e scambi di esperienze e questo sta avendo un effetto positivo sulla tenuta dell’ospedale. Intanto il sindacato dei medici Anaao Assomed ha diffuso una nota con la quale si contesta, senza peraltro nominarla, quanto dichiarato dall’assessore comunale alla Salute di Crotone, Carla Cortese, in un recente incontro con il commissario regionale della Sanità, Guido Longo. Cortese, nella rappresentazione dei bisogni dell’ospedale pitagorico, ha posto al commissario regionale la necessità di dotare l’ospedale di Crotone dell’emodinamica ed ha chiesto la riapertura del servizio di scintigrafia. Secondo il sindacato dei medici i problemi da risolvere subito per rilanciare la sanità crotonese sono altri e sono rappresentati dal “dimezzamento dei posti letto dell’unico ospedale pubblico presente nel territorio (unica postazione, tra l’altro, a gestire i ricoveri in urgenza)”, a cui si aggiunge “il declassamento di molte strutture sanitarie prima presenti e ora ferme”. Altra questione rilevante da affrontare con urgenza riguarda il pronto soccorso del “San Giovanni di Dio”, “strutturalmente inidoneo” e ancora c’è “un’assistenza territoriale del tutto inadeguata”. Secondo il sindacato dei medici, quindi, prima di parlare dell’emodinamica occorreva avviare a soluzione questioni molto più impellenti per l’intera popolazione.

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