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L’inchiesta

Brogli elettorali a Reggio Calabria, emesse sei ordinanze di custodia. Tra gli arrestati c’è ancora Castorina

In cinque finiscono ai domiciliari, per un’altra persona è stata disposta la sospensione all’esercizio pubblico

Pubblicato il: 03/03/2021 – 7:39
Brogli elettorali a Reggio Calabria, emesse sei ordinanze di custodia. Tra gli arrestati c’è ancora Castorina

REGGIO CALABRIA Stamani, la Digos della Questura di Reggio Calabria, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, sta dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di sei soggetti indagati, a vario titolo, per ipotesi di alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico ed abuso d’ufficio.
Nei loro confronti, il gip del Tribunale di Reggio Calabria, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica che coordina le indagini, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre in un caso, la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico.

Tra gli arresti c’è ancora Castorina

C’è di nuovo il consigliere comunale Antonino Castorina tra le cinque persone arrestate nel secondo troncone dell’inchiesta sui brogli elettorali alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020 a Reggio Calabria.
Su richiesta del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dei sostituti Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo, il gip Stefania Rachele ha disposto cinque arresti domiciliari e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico. Oltre a Castorina, che è pure ex componente del direttivo nazionale del Partito democratico, gli altri indagati fanno parte del suo entourage e c’è anche un funzionario amministrativo. A vario titolo sono accusati di diverse ipotesi di alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico ed abuso d’ufficio. Si tratta dei soggetti avrebbero aiutato il consigliere comunale nel reperire le copie delle tessere elettorali che poi sono state utilizzate per far risultare il voto degli anziani che non si sono mai recati al seggio. L’indagine di oggi è il risultato dei riscontri alle dichiarazioni del presidente di seggio Carmelo Giustra, arrestato a dicembre assieme a Castorina.
Ai pm e al gip che lo hanno sentito durante l’interrogatorio di garanzia, infatti, Giustra ha raccontato come è stato nominato presidente di seggio ma anche che c’era un vero e proprio «accordo con Castorina». Proprio l’esponente politico gli aveva consegnato la nomina direttamente nella sua segreteria il venerdì prima delle elezioni. Una persona incontrata all’interno della segreteria di Castorina, invece, sempre secondo il racconto di Giustra, gli avrebbe dato una lista di nomi di anziani con i rispettivi numeri di duplicati delle tessere elettorali che egli avrebbe dovuto inserire nel registro del seggio.
Ai pm, Giustra ha raccontato che la persona incontrata «mi ha detto: “qua c’è una busta, ci sono dei nomi di persone e ci sono accanto segnate le tessere elettorali. Guarda tu non devi fare altro che annotarle tutte”. Ogni volta che riuscivo a scrivere un nome sul registro, automaticamente mettevamo dentro una tessera».
In tutto, nel suo seggio Giustra avrebbe aggiunto 14 voti a favore di Castorina: «Tutte io le ho fatte. – ha dichiarato – Non ho messo sempre solo Castorina. Alcune volte ho fatto Castorina e il sindaco Falcomatà, altre volte ho scritto Castorina a stampatello, altre volte Castorina per esteso, corsivo. Sempre Castorina. Qualche altro nominativo l’ho messo. Sempre del partito Pd. Tanto per non fare vedere che era solo Castorina, li ho buttati lì. Non mi ricordo chi… ho preso dei nominativi, che c’erano due donne che si portavano nella lista di Castorina… per fare in modo che fossero tutti diversi».

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