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I summit per il narcotraffico nel chiosco delle bibite sul lungomare di Gioia – VIDEO

Gli affari della ‘ndrina Di Maio-Brandimarte e gli incontri con gli emissari degli altri clan nelle enclave della Piana – I NOMI

Pubblicato il: 25/03/2021 – 11:40
I summit per il narcotraffico nel chiosco delle bibite sul lungomare di Gioia – VIDEO

REGGIO CALABRIA La Polizia di Stato di Reggio Calabria, con l’operazione odierna denominata “Joy’s Seaside”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di altrettanti soggetti di Gioia Tauro ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, concorso in detenzione, vendita e cessione a terzi di sostanze stupefacenti, anche in ingente quantitativo, del tipo cocaina, hashish e cannabis sativa, concorso in detenzione di armi e munizioni, danneggiamento, estorsione ed altri reati. 

Il boss a capo del sistema

Personaggio-chiave e punto di partenza delle investigazioni si è rivelato il 64enne boss dell’omonima consorteria mafiosa, tratto anch’egli in arresto stamane, soggetto di estrema pericolosità sociale, gravato da numerosi precedenti, ritenuto elemento di spicco delle suddette ‘ndrine federate, in nome e per conto delle quali egli ha sempre operato, particolarmente attivo a cavallo degli anni 80 e 90, quando guerre di mafia seminavano il terrore nelle strade dei principali centri della Piana di Gioia Tauro. L’attività investigativa ha dimostrato l’esistenza di un’associazione per delinquere di tipo mafioso, le cui condotte tipiche sono state contestate all’establishment di un sodalizio criminale ben più ampio, altrettanto pericoloso, numeroso ed efficientissimo che a sua volta ha dimostrato il controllo di una interconnessa associazione per delinquere precipuamente finalizzata al narcotraffico e finalizzata anche al compimento di altri gravi reati che, durante le investigazioni, sono stati accertati attraverso riscontri probatori obiettivi e solidi. 

Le enclave del clan a Gioia Tauro

Grazie all’attività investigativa il “Rione Marina” e il “Lungomare” di Gioia Tauro sono stati monitorati, per oltre un biennio, permettendo di ricostruire l’organigramma della ‘ndrina De Maio-Brandimarte e dimostrare, appunto, che il “Rione Marina” e il “Lungomare” di Gioia Tauro fossero stati eletti a “quartier generale” ed “enclave” della consorteria mafiosa, perché luogo ideale per intrattenere incontri riservati tra appartenenti al sodalizio, ricevere boss, gregari e personaggi di rilievo di altre articolazioni ‘ndranghetiste, anche in pieno giorno, approfittando della protezione che i suddetti luoghi hanno offerto, anche grazie alla tacita connivenza degli abitanti. 

I summit nel chiosco delle bibite

Presso il chiosco di rivendita di bibite ed alimenti della famiglia De Maio – situato nelle adiacenze del Pontile del “Lungomare” di Gioia Tauro – sono stati documentati, grazie alle video-riprese, veri e propri summit finalizzati alla gestione del narcotraffico sul territorio (rivelatasi la principale fonte reddituale della consorteria) e volti a disporre la spartizione dei territori, alla risoluzione delle problematiche nei rapporti interpersonali, tra appartenenti allo stesso schieramento, ovvero nei rapporti con altre ‘ndrine operanti nella zona. 

Gli emissari di tutti i clan

Durante l’espletamento delle attività tecniche, le conversazioni si sono svolte riservatamente, sovente sottovoce e con fare circospetto, a testimonianza dell’alto livello di organizzazione raggiunto dalla ‘ndrina De Maio-Brandimarte che aveva la disponibilità di un quantitativo elevato di armi e trafficava stabilmente nel settore degli stupefacenti, trattando cocaina, hashish e cannabis sativa. Negli indicati siti d’incontro del Lungomare di Gioia Tauro e del “Rione Marina” gli esponenti della ‘ndrina De Maio-Brandimarte ricevevano gli appartenenti ad altre ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro, certificando, così, il riconoscimento di quest’ultima da parte delle cosche storiche della ‘ndrangheta: gli Alvaro di Sinopoli, i Pesce, i Cacciola e i Bellocco di Rosarno, tanto che tutti hanno inviato i propri emissari a Gioia Tauro. 

Gli arresti

Nel corso delle indagini i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato 16 soggetti indagati e sequestrato cospicui quantitativi di droga ed armi. Dopo le formalità di rito ed il fotosegnalamento, gli arrestati sono stati tradotti presso le case circondariali preventivamente dichiaratesi disponibili, anche in relazione al rispetto delle normative sul contenimento pandemico da SarsCov 2, ovvero, per i due destinatari della misura degli arresti domiciliari, presso le rispettive dimore.

Questi i nomi delle persone per le quali è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere:

Pasquale De Maio, “u Rapinu”, nato a Gioia Tauro il 19 maggio 1957;
Gaetano De Maio, Gioia Tauro, 14 ottobre 1983;
Vincenzo De Maio, Gioia Tauro, 4 settembre 1980;
Alessandro Cutrì, “u Lustru”, Gioia Tauro, 17 giugno 1986;
Antonio Brandimarte, Gioia Tauro, 27 maggio 1963;
Antonio Martino Caccamo, Polistena, 23 aprile 1994;
Cesare Cento, Gioia Tauro, 2 marzo 1969;
Francesco Fondacaro, Gioia Tauro, 5 maggio 1981;
Antonio Giovinazzo, Taurianova, 24 luglio 1974;
Luigi Iannì, Gioia Tauro, 15 novembre 1967;
Mario Maiolo, Gioia Tauro, 1 ottobre 1988;
Luca Martinone, 22 novembre 1991;
Gaetano Modaffari, Gioia Tauro, 1 gennaio 1978;
Vincenzo Pochì, Gioia Tauro, 31 luglio 1983;
Giuseppe Sansotta, Gioia Tauro, 29 marzo 1980;
Cosma Sposato, Cinquefrondi 10 novembre 1996;
Rocco Sposato, Cinquefrondi, 10 novembre 1996.

Arresti domiciliari:
Giuseppe Cento, Taurianova, 15 ottobre 1940;
Carmelina De Maio, Gioia Tauro, 3 gennaio 1979.

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