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Asp di Cosenza, c’e l’atto aziendale: ecco come si organizza la sanità bruzia

Il commissario La Regina ha adottato il documento di programmazione: al centro l’emergenza Covid e il territorio. Ma già ci sono polemiche

Pubblicato il: 10/04/2021 – 8:02
Asp di Cosenza, c’e l’atto aziendale: ecco come si organizza la sanità bruzia

COSENZA «La proposizione di quest’atto interviene nel particolare momento in cui la sanità è chiamata a fornire il più alto livello di partecipazione, competenze e professionalità e forte si avverte la necessità di un cambio di paradigma del sistema assistenziale che punti su modelli organizzativi idonei a gestire nuovi bisogni di salute». È questa la premessa da cui muove il nuovo atto aziendale dell’Asp di Cosenza, adottato dal commissario aziendale Vincenzo La Regina. Un passaggio “dovuto”, come suol dirsi, ma importante, perché l’atto aziendale è il documento che riorganizza l’offerta sanitaria territoriale, la rete ospedaliera, la medicina del territorio, il sistema delle cure primarie, la specialistica ambulatoriale, Ovviamente, è un passaggio che diventa ancora più importante alla luce dell’attualità caratterizzata dalla gestione dell’emergenza Covid 19, che ovviamente influenza le scelte delineate nell’atto aziendale dell’Asp di Cosenza.

La “filosofia” dell’atto aziendale

«Le necessità di rinnovamento del sistema assistenziale – si legge nel documento – impongono una visione dinamica e semplificata, con la creazione di un’organizzazione che sia di chiara evidenza, agli operatori e ai cittadini utenti, dei percorsi assistenziali, dei livelli decisionali e delle responsabilità. Il quadro assistenziale emerso durante la fase emergenziale pandemica Covid 19 ha reso tutti maggiormente consapevoli che il sistema sanitario va rivisitato puntando maggiormente sulla sanità territoriale anche al fine di galvanizzare quella ospedaliera. Nel convincimento che un sistema efficiente della Rete territoriale distrettuale, capace di attivare processi di tipo proattivo, di iniziativa, renda meglio performante la Rete ospedaliera e si pone in linea con le più efficienti ed efficaci organizzazioni per la gestione di patologie croniche, nodo cruciale su cui il sistema assistenziale universalistico, considerati i costi, può reggere o fallire. Oggi, con un sistema integrato tra prestazioni sanitarie sociali, supportate dalla tecnologia e dalle soluzioni digitali, è possibile – spiega il commissario La Regina nell’atto aziendale – una presa in carico domiciliare del paziente cronico che possa garantire una reale continuità assistenziale ospedale-territorio gestito dal Distretto sanitario, con un intervento sinergico delle professionalità sul territorio (medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, psicologi, infermieri, terapisti della riabilitazione e assistenti sociali), possibilmente a domicilio del paziente, nelle Case della Salute e negli ospedali di Comunità che si intendono attivare». Questo progetto – è scritto ancora – «potrà trovare attuazione nel ruolo forte affidato ai distretti sanitari attraverso l’integrazione dei medici di medicina generale, Pls, della specialsitica ambulatoriale, della continuità di assistenza e delle Usca (unità speciali di continuità assistenziale) anche nelle funzioni assegnate alle Aft (aggregazioni funzionali territoriali) e Uccp (unità complesse cure primarie). In questo percorso appare urgente la costruzione di nuovi modelli di Reti integrate Ospedale-Territorio-Domicilio che, partendo dall’esigenza della persona e dei familiari, sappiano riconoscere il valore delle relazioni nel percorso di cura e riabilitazione, in ogni luogo».

La rete ospedaliera

Per quanto riguarda i Distretti, l’atto aziendale ne individua 5 (in decremento rispetto ai precedenti 6): Distretto Cosenza-Savuto, Valle Crati, Area Tirrenica, Esaro-Pollino, Area Jonica. All’interno del Distretto Cosenza-Savuto opera l’Hospice di Rogliano, all’Interno del Pollino-Esaro operano le Case della Salute di San Marco Argentano, Lungro e Mormanno, il Distretto Jonio aggrega in via sperimentale gli ex Distretti Jonio Nord e Jonio Sud, all’interno del Distretto Jonio operano la struttura Hospice di Cassano e la Casa della Salute di Cariati, all’interno del Distretto Tirreno opera il Poliambulatorio di Amantea che per le previsioni del Dca 91/2021 si avviano le procedure per l’istituzione della Casa della salute. Quanto alla rete ospedaliera, l’atto aziendale ricorda che nel territorio di riferimento dell’Asp di Cosenza la rete, integrata con la rete di emergenza urgenza, è costituita dagli ospedali Spoke Castrovillari, Rossano-Corigliano e Cetraro-Paola, dai Po di Praia a Mare e Trebisacce, dagli ospedali di zona disagiata Acri e San Giovanni in Fiore. L’atto aziendale dell’Asp di Cosenza ora sarà trasmesso alla Conferenza dei sindaci e alle organizzazioni sindacali, e infine alla Regione e alla Struttura commissariale.

Le prime polemiche: sindacati all’attacco

Ma già non mancano le polemiche. I segretari  generali di Cgil Cosenza Umberto Calabrone, Cgil  Pollino-Sibaritide-Tirreno Giuseppe Guido, Cisl Cosenza Giuseppe Lavia, Uil Cosenza Roberto Castagna all’attacco: L’approvazione dell’Atto aziendale senza alcun dialogo, nonostante le dichiarazioni del commissario La Regina che aprivano ad un’ampia fase di partecipazione e di confronto con le organizzazioni sindacali e con gli altri attori del sistema, sono una beffa per tutti i cittadini, un fatto gravissimo, un errore, l’ennesima pagina scritta male di una gestione da troppo tempo deficitaria. Il commissario ad acta Guido Longo ha già dato una pessima prova con l’adozione di linee guida confuse e pasticciate per la redazione degli atti aziendali; ora adotti un provvedimento che posticipi la tempistica di adozione degli atti aziendali stessi. Il commissario La Regina annunciava la volontà di aprire una fase di confronto e partecipazione. Quale confronto e quale partecipazione? Quale volontà di riorganizzazione efficace ed efficiente? Se questo è il nuovo corso, francamente siamo fortemente preoccupati.  Non crediamo sia certo questa – aggiungono Calabrone, Guido, Lavia e Castagna la strada per realizzare la missione istituzionale di tutela della salute, quale bene collettivo ed individuale, di garanzia dei livelli essenziali di assistenza e dell’equità di accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari che è in capo all’ASP di Cosenza. Ciò senza entrare nelle tante, troppe questioni di merito che, già ad una prima lettura, restano sul tappeto completamente irrisolte sul versante della medicina del territorio, della rete ospedaliera e dei processi di riorganizzazione dell’offerta sanitaria. Cgil-Cisl-Uil continueranno nei prossimi giorni il percorso di confronto già avviato insieme ad associazioni e istituzioni, per costruire una proposta partecipata e condivisa finalizzata alla redazione di un atto aziendale di autentica svolta, pronti ad ulteriori iniziative di mobilitazione».

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