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Omicidio Aneliya Dimova, il pm si oppone alla richiesta di rito abbreviato

Al Tribunale di Paola, l’udienza del processo sull’omicidio della donna assassinata a Belvedere nell’agosto del 2020

Pubblicato il: 14/04/2021 – 15:44
di Fabio Benincasa
Omicidio Aneliya Dimova, il pm si oppone alla richiesta di rito abbreviato

PAOLA Si è tenuta, questa mattina, al Tribunale di Paola l’udienza del processo che mira a far luce sull’omicidio di Aneliya Dimova, donna di origini bulgare ma residente a Belvedere Marittimo, uccisa la notte tra il 30 agosto e l’1 settembre 2020.

No al rito abbreviato

Il pubblico ministero si è opposto alla richiesta di rito abbreviato condizionato avanzata dall’avvocato Alberto Grimaldi difensore di Giuseppe Andrea Renda, ritenuto dall’accusa responsabile del delitto. Il pm, infatti, ha sollevato la contestazione delle circostanze aggravanti dei motivi abietti e futili. Inoltre, Ivan Dobri Bobbrey – figlio della Dimova – si è costituito parte civile nel processo e sarà rappresentato dall’avvocato Eugenio Greco.

La posizione della difesa

L’avvocato Grimaldi, ha sollevato la possibile nullità dell’aggravante perché «per nulla specificata» e in subordine sollevato una questione di legittimità costituzionale per possibile lesione degli articoli 111 e 24 della Costituzione e dell’articolo 6 Cedu (Convenzione europea dei diritti dell’uomo). Il giudice ha consentito al pm di interloquire e dunque concesso la possibilità di presentare memorie o richieste scritte e se riterrà opportuno sollevare contestazioni agli argomenti discussi dalla difesa dell’imputato. Venerdì 16 aprile è prevista una nuova udienza.

Il delitto Dimova

Il corpo della vittima era stato rinvenuto nell’agosto del 2020 dai carabinieri, adagiato sul letto, con il cranio fracassato e una federa di lenzuola messa sulla testa e fermato con del nastro isolante. A denunciare la scomparsa della Dimova erano stati alcuni amici della vittima. Il suo destino ha incrociato quello di Giuseppe Andrea Renda, contro il quale gli investigatori hanno raccolto una serie di indizi grazie anche all’uso delle telecamere del circuito di sorveglianza urbana e ai rilievi effettuati dai Ris di Messina. Sono state rinvenute, nel corso delle indagini, tracce biologiche del presunto assassino sulla fede della donna.

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