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l’indagine

Riqualificazione Catanzaro Sud, notificata la conclusione delle indagini

Avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive e chiedere di essere interrogati dal pm Graziella Viscomi, titolare delle indagini

Pubblicato il: 30/04/2021 – 12:11
di Alessia Truzzolillo
Riqualificazione Catanzaro Sud, notificata la conclusione delle indagini

CATANZARO Corruzione e peculato. Questi i reati che vengono contestati dalla Procura di Catanzaro all’ex consigliere regionale Claudio Parente. Accusati per la sola corruzione sono anche Francesco Gironda e Giuseppe Pisano i quali, in qualità di consiglieri comunali di Catanzaro, dunque di pubblici ufficiali, avrebbero asservito la funzione pubblica agli interessi di Parente «in specie – è scritto nel capo di imputazione – esercitando il diritto di voto conformemente ai suoi desiderata». I due consiglieri comunali si sarebbero in particolar modo spesi per l’approvazione della delibera numero 95 del 13 settembre 2018 avente a oggetto “Progetto di riqualificazione Catanzaro Sud – da periferia a nuova centralità in aree ex piano di zona numero 5 denominato Corvo-Aranceto – adozione alla richiesta del soggetto partner Associazione interregionale Vivere Insieme”. Un progetto di interesse per Parente «titolare e amministratore di fatto dell’associazione interregionale “Vivere Insieme”. In cambio Parente avrebbe conferito a Danilo Gironda (fratello di Francesco Gironda) e a Natascia Lostumbo (compagna di Giuseppe Pisano) «incarichi retribuiti in seno alle strutture consiliari della Regione Calabria». Su quest’ultimo episodio si fondano le basi per l’accusa di peculato nei confronti di Parente il quale, nell’estate 2018, avendo la disponibilità e il possesso di fondi regionali, destinati all’assunzione di personale da adibire alle segreterie particolari e alle strutture speciali, «se ne appropriava proponendo e determinando l’assunzione a tempo determinato di Danilo Gironda e Natascia Lostumbo per fini puramente personali, estranei alle finalità istituzionali» ma mirati a ottenere il voto favorevole dei consiglieri per l’approvazione della delibera 95 del 2018. Agli indagati è stata notificata la chiusura indagini. Avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive e chiedere di essere interrogati dal pm Graziella Viscomi, titolare delle indagini.

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