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Crotone, i cittadini si rivolgono alla procura per chiedere la riapertura del Castello Carlo V

Lo stabile era stato chiuso con un’ordinanza dell’ex sindaco per la presunta presenza di “veleni”. «Secondo rilevazioni, aree non sono contaminate»

Pubblicato il: 05/07/2021 – 19:29
di Gaetano Megna
Crotone, i cittadini si rivolgono alla procura per chiedere la riapertura del Castello Carlo V

CROTONE Esposto alla Procura per chiedere la riapertura del Castello Carlo V di Crotone. A chiedere l’intervento della Procura sono stati alcuni cittadini. Il castello era stato chiuso il 5 aprile 2018 con un’ordinanza dell’allora sindaco Ugo Pugliese per la presenza nel maniero di rifiuti industriali proveniente dalle attività delle storiche fabbriche delle città pitagorica, oggi dismesse. Il problema della presenza dei veleni all’interno del castello era stato sollevato, con una nota, dalla senatrice pentastellata Margherita Corrado. Pugliese chiuse il maniero al pubblico e da allora non è stato più riaperto. Ci sono stati diversi incontri anche a livello di governo nazionale e sono stati stanziati 1.500.000 di euro per la bonifica dei luoghi inquinati. In un recente incontro con il ministro Dario Franceschini  il maestro orafo crotonese Michele Affidato ha posto il problema della riapertura del castello. Secondo quanto è stato possibile apprendere Franceschini è caduto dalle nuvole, Era convinto che l’intervento di bonifica era già stato effettuato ed il castello riaperto. Al momento i soldi stanziati sono fermi presso la segreteria regionale del Mibac. Qualche mese fa il segretario regionale del Mibac, Salvatore Patamia, partecipando al tavolo tecnico regionale istituito per il progetto Antica Kroton, ha fatto presente che l’intervento di bonifica non poteva partire in quanto la somma di un milione mezzo di euro non era sufficiente per completare l’attività. Ha chiesto al tavolo di destinare un ulteriore milione di euro da prendere dalla somme del progetto Antica Kroton. In quella seduta sono state espresse riserve sulla possibilità di utilizzare somme di Antica Kroton per un intervento di bonifica. Patamia, dal canto suo, ha continuato ad insistere perché l’intervento di bonifica consentiva la riapertura di un monumento storico importante e questo era in linea con le finalità di Antica Kroton. Siamo fermi ed è davvero triste vedere da tre anni decine e decine di turisti salire sino al castello e non potere entrare per visitarlo. I cittadini, quindi, hanno deciso di intraprendere anche la strada della Procura. 
In una nota diffusa oggi dai ricorrenti si legge che «sono ormai trascorsi più di tre anni dalla chiusura del Castello Carlo V di Crotone e, quindi, dall’impossibilità di accedere ai servizi culturali fruibili all’interno del monumento, in particolare la biblioteca comunale ed il museo civico, nonostante ci siano le condizioni per una parziale riapertura».
«È questo – si legge nella nota – il contenuto dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica da parte di Teodolinda Monte, Vincenzo Fabiani, Filippo Sestito, Raffaele Riganello, Antonio Tata, Vincenzo Medici e Francesca Pesce». I ricorrenti ricordano che la chiusura «era stata motivata dall’esito di alcune indagini radiometriche che avevano evidenziato valori anomali di radioattività ambientale derivanti dalla presenza di meta silicati contenenti Tenorm». E aggiungono: «Le successive rilevazioni ed indagini eseguite, tuttavia, hanno accertato che la sede della biblioteca e del museo civico, come altri parti del Castello, non fossero contaminate ma nonostante queste comunicazioni, la commissione tecnica istituita presso al prefettura non ha proceduto a delimitare l’area interessata dal rischio di contaminazione né il sindaco ed il Commissario prefettizio hanno ritenuto di revocare l’ordinanza e di interessare la Commissione tecnica per i provvedimenti conseguenti». Concludendo, scrivono: “Ad oggi, dopo le sollecitazioni del Comitato Antica Kroton, la Prefettura ha comunicato di aver svolto un incontro con alcuni soggetti della commissione da cui è emersa l’opportunità di un nuovo sopralluogo con la nomina di un esperto da parte del Comune di Crotone per poi stabilire il da farsi».

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