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L’Anpit incontra il presidente della Provincia di Vibo Valentia

Infrastrutture e sviluppo al centro del dibattito tra il presidente Solano e l’associazione. Gli imprenditori: «Serve una politica che abbia idee»

Pubblicato il: 07/07/2021 – 18:01
L’Anpit incontra il presidente della Provincia di Vibo Valentia

VIBO VALENTIA Il presidente dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia ha ricevuto la delegazione dell’Anpit provinciale – Associazione nazionale per l’Industria ed il Terziario guidata da Marco Furnari. Il presidente provinciale degli imprenditori era accompagnato da Giuseppe Colace, presidente del Gruppo Rodeo Italia-Imperium, da Franco Sabatino, amministratore della Sabolio Srl e da Massimo Arena-Brico. Gli imprenditori, dopo i saluti di rito hanno dato vita ad un corposo dibattito col giovane presidente Solano, sui temi che maggiormente opprimono la provincia vibonese. Furnari e gli altri partecipanti all’incontro hanno inteso in primis presentarsi con i progetti e le linee programmatiche dell’Anpit sui temi locali, ma anche sul loro documento nazionale per la rinascita economica e sociale presentato al governo Draghi sulla ottimizzazione della spesa del Recovery Plan, progetto chiamato Italia Futura. Com’era prevedibile il dibattito si è fatto ben presto serrato sui temi che maggiormente interessano gli imprenditori, ma anche i cittadini residenti nel Capoluogo ed in tutta la provincia.
La viabilità extraurbana che, a conoscenza di tutti, per troppi tratti è costellata di buche, ristretta da cespugli pericolosissimi per la circolazione, impraticabile per gli imprenditori metalmeccanici che producono macchinari di grandi dimensioni che devono raggiungere il porto di Vibo Marina per imbarcarsi e raggiungere ogni posto del pianeta. Troppe le opere che attendono un’accelerazione per essere concluse: la Tangenziale Est, la Trasversale delle Serre completata solo nel tratto che riguarda la provincia di Catanzaro ed in alto mare per il tratto vibonese, la segnaletica verticale ed orizzontale a dir poco inadeguata, le mini discariche disseminate dappertutto, anche nei luoghi ad alta attrattività turistica.
Il presidente Solano non si è sottratto al confronto, anzi ha ringraziato l’Anpit per l’occasione fornita di informare interlocutori così attenti ed interessati, auspicando che il dibattito anche se serrato, diventi strutturale. Con soddisfazione ha annunciato che il bilancio dell’Ente, che non veniva approvato dal 2013, quest’anno finalmente potrà ottenere il placet consentendo di uscire dal dissesto finanziario ed ha informato che entro l’anno l’Ente avrà la disponibilità di spesa in opere pubbliche di 50 milioni di euro. La Tangenziale Est tanto attesa vedrà il riavvio dei lavori nel mese di settembre per un importo di 7 milioni di euro, così come i lavori della Strada del Mare su cui sono in corso le operazioni di collaudo potrà ben presto ripartire. Gli imprenditori presenti hanno mostrato grande interesse per le anticipazioni fornite dal presidente, pur se trattasi di opere progettate e finanziate da molto tempo, che per incapacità della politica sono rimaste ferme per un decennio e che invece di dare lavoro alle maestranze edili hanno dato lavoro alla Magistratura.
La rappresentanza Anpit ha tenuto a ribadire come al territorio manchi la governance, non vi sia un organico progetto di sviluppo per il Vibonese poiché, da troppo tempo, manca da questo territorio la politica delle idee. Solano ha condiviso tali osservazioni, sottolineando un’assenza di sue responsabilità e ribadendo che, senza clamori, sin dal suo insediamento ha cercato di programmare opere che potessero far fare un balzo in avanti all’economia del territorio. In questa logica si innesta quindi il progetto preliminare della galleria a doppia canna che potrebbe collegare la zona industriale del Mesima e quindi l’autostrada a Vibo Marina con un tracciato di circa 4 km. Opera che si inserirebbe in un ambito più complessivo su cui il Corap avrebbe dato la sua disponibilità per circa 500 milioni di euro. Furnari, Sabatino, Colace ed Arena, pur non sottraendosi ad un contributo fattivo, abituati ad essere realisti hanno invitato a stare con i piedi per terra perché troppe sono state le delusioni che il territorio ha dovuto tollerare. Opinione condivisa è stata che la provincia vibonese è in credito col Governo ma anche con la Regione, che al territorio devono essere date risposte in merito a tante progettualità che pure ci sono, sebbene non coordinate, ad iniziare dal Polo Fieristico della ex Cgr di Porto Salvo, ai percorsi turistico-religiosi, al Piano enogastronomico, alla Cittadella dello Sport. Le parti hanno deciso di rincontrarsi presto per predisporre le basi per un Patto Locale di rinascita e resilienza che coinvolga tutte le parti sociali ed istituzionali, nella consapevolezza che il territorio debba finalmente fare comunità, unire le forze sane e contrastare un disegno che vede il vibonese ai margini di una Calabria già scarsamente considerata. I fondi del Recovery Plan non si ottengono con le parole né con la lista della spesa, si possono ottenere con l’autorevolezza che il territorio deve dimostrare ma soprattutto con progetti che diano corpo alle idee. Il Piano Nazionale dei Borghi teso a riscoprire e a rigenerare i piccoli comuni, il Progetto dei Percorsi nella Storia finalizzato ai cammini e alla riscoperta dei siti dimenticati, la Connettività e le reti immateriali che potrebbero riequilibrare il gap del meridione, tentando di cogliere la grande opportunità del South Working, dato dalla pandemia e dal rafforzamento del lavoro agile. Ma anche opere primarie come il rifacimento delle reti idriche, punto dolente di tutti i paesi e città calabresi, elementi che dovrebbero rappresentare una speranza ed una grande voglia di lottare per la propria terra. L’Anpit ha iniziato il suo lavoro nella speranza che il percorso sia comune a tanti, con umiltà. 

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