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I big esclusi da Forza Italia. Gli oliveriani per de Magistris. Inizia la roulette delle candidature

Lo strappo con Fdi nel centrodestra sta per rientrare. Gentile, Esposito e Crinò cercano “casa”. Lo schieramento dell’ex pm fa i conti con la realpolitik, il Pd conferma il codice etico. E l’Ernest…

Pubblicato il: 01/08/2021 – 9:43
I big esclusi da Forza Italia. Gli oliveriani per de Magistris. Inizia la roulette delle candidature

CATANZARO Le prove tecniche di disgelo nel centrodestra sono affidate (capita sempre più spesso) a Silvio Berlusconi. Che ammette l’errore consumato nelle nomine Rai, promette che gli alleati rimedieranno allo sgarbo subìto da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia e, di fatto, apre a una ricomposizione dei contrasti che rasserena – in attesa di passi ufficiali – il clima anche in Calabria. Accade alla festa della Lega a Milano Marittima, dove Salvini, messo da parte il passaggio canoro in “Romagna Mia”, si limita soltanto a dire che «in Calabria si vince con Occhiuto». Più sbrigativo il leader della Lega, con Berlusconi nei panni del “padre nobile” impegnato a ricucire gli strappi. Al di là dei ruoli in commedia, pare che la partita nel centrodestra si possa chiudere nei prossimi giorni.

Gentile, Esposito e Crinò cercano “casa” (fuori da Forza Italia)

Tant’è che i possibili contrasti si spostano dalle questioni “macro” che riguardano l’alleanza con Fdi a temi puntuali ma comunque spinosi: le candidature. Nei giorni scorsi si erano già registrate fibrillazioni e da più parti sono filtrate voci che annunciano sorprese ed esclusioni eccellenti. Le conferme sono arrivate nelle ultime ore: difficile, se non impossibile, che trovino spazio nella lista di Forza Italia tre big come Pino Gentile (pluriconsigliere e assessore regionale e decano del Consiglio), Baldo Esposito e Giacomo Pietro Crinò. Tutti e tre candidati nella lista Casa delle libertà alle scorse Regionali, sono in cerca di una nuova collocazione. Per Gentile, in particolare, il percorso pare più complicato che in passato: nella tornata del 2020 non è stato eletto (più per debolezze della lista nella circoscrizione Nord che per assenza di consenso, comunque calato rispetto al passato). Esposito e Crinò sono consiglieri uscenti; il primo, in particolare, ha ottenuto una messe di voti nel Catanzarese, ma la Casa della libertà potrebbe non essere della partita e dunque si aprono i discorsi su quale sia il contenitore disposto ad accogliere i tre big e affrontare il probabile sconvolgimento degli equilibri interni. Si vedrà.

Quattro oliveriani (e qualche problema) per de Magistris

A proposito di equilibri sconvolti, i rumors parlano di una “crisi” in atto nel campo che sostiene Luigi de Magistris. Il sindaco di Napoli continua a muoversi tra i propositi di rottura del sistema e massicce dosi di realpolitik. Tra gli annunci roboanti sulla rivoluzione calabra, l’ex pm di Catanzaro non trascura trattative che potrebbero portare qualche “campione” di preferenze nelle proprie liste. I contatti con il campo di Mario Oliverio sono in corso, avviati pare proprio da de Magistris. E non è detto che non arrivino nomi a sorpresa per irrobustire i ranghi dello schieramento che ha già accolto Giuseppe Giudiceandrea, ex consigliere regionale del Partito democratico (eletto nel 2015 tra le file di Democratici progressisti). Circolano nomi di consiglieri ed ex consiglieri “oliveriani”: Giuseppe Aieta, Antonio Billari, Francesco D’Agostino e Brunello Censore. Appena trapelate, le indiscrezioni avrebbero acceso un dibattito agitato tra i sostenitori di de Magistris. Non poche voci hanno chiesto conferma e sollevato perplessità, specie nel gruppo di intellettuali che si è schierato a favore dell’ex magistrato. Non ci sono accordi siglati e le perplessità non mancano. Su Aieta e Billari perché consiglieri regionali uscenti: l’idea originaria, infatti, era di competere soltanto con volti nuovi. Su D’Agostino e Censore perché già esclusi dalle candidature del centrosinistra ai tempi della discesa in campo di Pippo Callipo.

Il Pd mantiene il proprio codice etico

Di codice etico si discute anche nel centrosinistra che sostiene Amalia Bruni. Ieri a Lamezia, Francesco Boccia ha annunciato «scelte severe. Il Pd ha un codice etico molto rigoroso e siano disposti a rafforzarlo e di questo si occuperà Amalia Bruni che proporrà un patto civico ai calabresi, sostenuto da tutto il Pd». La base, dunque, è il codice etico del Partito democratico, per quanto il neo alleato Carlo Tansi si agiti per far credere il contrario ai suoi sostenitori.

L’Ernesto “furioso” e il «complotto comunista»

Si agita anche Ernesto Magorno. All’interno di Italia Viva parlano addirittura di un “Ernesto furioso” dopo che il partito, in pratica su tutti i territori e con il placet del proprio livello nazionale, ha sostanzialmente “sconfessato” la linea del senatore e sindaco di Diamante, che più volte ha strizzato l’occhio al centrodestra. In una chat interna, Magorno avrebbe addirittura alluso a un «complotto comunista» parlando del tentativo di spostare l’asse dei renziani verso il Pd. E dire che ne è stato il segretario.

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