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l’intervista

Calabria in fiamme. Oliva: «Siamo in prima linea. Ma occorre maggiore sensibilità»

Il commissario straordinario di “Calabria Verde” illustra l’azione messa in campo dell’ente strumentale della Regione contro gli incendi: «Servono norme più restrittive che scoraggino i piromani»

Pubblicato il: 06/08/2021 – 7:09
di Roberto De Santo
Calabria in fiamme. Oliva: «Siamo in prima linea. Ma occorre maggiore sensibilità»

CATANZARO Quasi tremila roghi scoppiati nel solo mese di luglio e 150 al giorno in questo primo scorcio d’agosto. La Calabria in questa rovente estate – sotto tutti i punti di vista – sta pagando un prezzo altissimo in termini di devastazione del proprio patrimonio boschivo a causa degli incendi che assediano il territorio. Ettari di aree naturali, fette di paesaggio affascinante e preziosa fauna selvaggia distrutti dalle fiamme. Spesso appiccate da mani criminali. Sul fronte del contrasto, al fianco dei vigili del fuoco, un piccolo esercito composto dagli operai idraulico-forestali che fanno parte di “Calabria Verde”. A guidare l’ente strumentale della Regione il commissario straordinario Giuseppe Oliva che evidenzia l’attività finora svolta e lancia un appello alle istituzioni per prevenire i roghi «servono norme più restrittive contro i piromani» e ai cittadini «occorre più sensibilità».

Da giorni la Calabria è in fiamme. Ogni giorno si registrano decine di roghi. Come state fronteggiando la situazione?
«La nostra Azienda è in prima linea con grande impegno nel contrasto dei roghi che ogni estate attentano al nostro straordinario patrimonio boschivo. Siamo il soggetto deputato a mettere in atto per compito istituzionale tutte le azioni necessarie a contrastare gli incendi boschivi e “Calabria Verde” espleta questa funzione sia nel periodo clou estivo con azioni dirette, come disciplinato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, sia in modo indiretto attraverso le opere di prevenzione nel resto dell’anno. Abbiamo quindi messo in campo unapparato di contrasto alle fiamme e di tutela del patrimonio boschivo fatto di uomini e mezziper garantire la massima efficacia. Per fare questo abbiamoselezionato circa 500 persone da poter impegnare nelle attività di spegnimento, perché il personale idraulico-forestale è composto da molte unità anziane o non idonee fisicamente. Anche per sopperire a questa carenza di risorse umane abbiamo siglato apposite convenzioni con le associazioni di volontariato, coinvolgendo circa 300 unità addette allo spegnimento, munite di mezzi idonei allo scopo. Oltre ad aver un accordo con i vigili del fuoco che, nel massimo di pericolosità, hanno schierato circa cento unità munite di mezzi di soccorso e per lo spegnimento. Sul campo abbiamo altre 250 persone che si occupano dell’avvistamento e del monitoraggio e, grazie alla gara che si è tenuta a giugno, disponiamo di quattro elicotteri regionali operativi ed efficienti. Le sale operative coinvolgono anche la flotta dello Stato che ha concordato l’intervento di mezzi aerei sia dell’Esercito che della Protezione civile con l’invio di canadair. Negli ultimi giorni abbiamo registrato il massimo dei focolai. Nel solo mese di luglio parliamo di 2.932 incendi, di cui 899 nella provincia di Cosenza, 506 nella provincia di Catanzaro, 441 in quella di Crotone, 639 in quella di Reggio Calabria e 447 a Vibo Valentia. La maggior parte dei roghi in questo mese sono incendi non boschivi (2.379), di cui 113 hanno visto l’intervento di mezzi aerei regionali. Nei primi giorni di agosto, purtroppo, la situazione è peggiorata: parliamo di una media di 150 incendi al giorno che vedono l’impegno simultaneo sia di mezzi regionali che dello Stato. Nella sola giornata del 4 agosto sono stati impegnati 10 canadair, 10 elicotteri e tre mezzi dell’esercito».

Uno dei roghi che ha devastato il patrimonio boschivo calabrese

Prima dell’estate – da sempre la stagione in cui l’emergenza incendi interessa la nostra regione – quali iniziative di prevenzione sono state avviate?
«Ogni anno con l’attività di forestazione sono previste una serie di iniziative sul territorio, sempre con l’impiego delle maestranze idraulico-forestali che riguardano la pulizia di margini stradali, la creazione di fasce parafuoco e l’avvio di attività selvicolturali che sono volte alla riduzione del potenziale dell’innesco degli incendi con l’eliminazione della vegetazione nel sottobosco. “Calabria Verde” ha sottoscritto convenzioni con molti Comuni per supportare gli Enti nella riduzione della vegetazione infestante lungo gli argini delle arterie di competenza comunale, nonché nelle aree a ridosso dei centri abitati. Per favorire la sensibilizzazione nel contrasto agli incendi boschivi abbiamo diramato un “Manifesto” previsto nel “Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi”. Il piano prevede dal 15 giugno al 30 settembre, a causa della pericolosità di determinate attività, una serie di divieti e prescrizioni indirizzati ai cittadini. Ad esempio il divieto di accendere fuochi, usare apparecchi a fiamme o elettrici per tagliare metalli nei boschi e nei terreni cespugliati; usare motori, fornelli o inceneritori che producono faville o brace nei boschi o nei terreni cespugliati; fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato di incendio nei boschi, nei terreni cespugliati e nelle strade e nei sentieri che li attraversano; abbandonare rifiuti nei boschi e in discariche abusive. A proposito di prevenzione, proprio ieri mattina ho ordinato l’impiego di tutta la restante manodopera ad oggi non direttamente impegnata nel servizio Antincendio boschivo, per le attività successive di “bonifica” ovvero contenimento del focolaio fino alla completa estinzione. Poiché si è avuto modo di verificare sul campo che spesso gli incendi ripartono a causa del tipo di vegetazione e ventilazione persistente».

Uno degli elicotteri della flotta aerea di Calabria Verde
Uno degli elicotteri della flotta aerea di “Calabria Verde

C’è qualcuno che ha segnalato ritardi nella gara per l’affidamento del servizio antincendio aereo. Cosa c’è di vero?
«La flotta aerea di “Calabria Verde” quest’anno ha dovuto fare i conti con la scadenza di contratto ed una nuova gara che grazie alla solerzia degli uffici è stata aggiudicata in tempi brevi. Il nuovo soggetto ha così potuto già dislocare e mettere a disposizione di Calabria Verde 4 elicotteri tutti impegnati quotidianamente in varie operazioni. E questo nonostante il ricorso presentato al Tar da una delle ditte concorrenti. Il Tribunale amministrativo regionale non ha pronunciato la sospensiva, e non ha rilevato eccezioni. Riconoscendo così valida la procedura di gara e quindi considerando l’appalto vigente. Nonostante qualche insinuazione giornalistica, dunque, la gara per il servizio elicotteristico non ha subito alcuna interruzione poiché la vecchia gara prevedeva l’appalto fino al 23 giugno e dalla mezzanotte dello stesso giorno, in continuità, è subentrato il nuovo soggetto aggiudicatario».

I mezzi e le squadre di Calabria Verde impegnati in difesa del territorio
I mezzi e le squadre di “Calabria Verde” impegnati in difesa del territorio

Gran parte dei roghi sono di matrice dolosa, come fermare i criminali che colpiscono il patrimonio boschivo della Calabria mettendo a repentaglio anche vite umane?
«
La percentuale più alta degli incendi boschivi è causata dall’uomo, per colpa o per estreme forme di negligenza dei comportamenti o perché appiccati per volontà sulla base di interessi diversificati.  Un miglioramento constante nella battaglia per il contrasto ai roghi è stata realizzata attraverso le campagne di informazione, il potenziamento dell’organizzazione dello spegnimento a terra e le reti di avvistamento- Tutto questo ha permesso una costante diminuzione delle superfici bruciate. Potrebbe tornare utile la previsione di norme più restrittive che scoraggino i piromani, ma il punto di partenza resta una maggiore sensibilizzazione dei cittadini oltre che delle amministrazioni comunali e provinciali. Soggetti competenti sulla viabilità affinché si realizzino quelle opere di prevenzione nel contenimento della vegetazione infestante nella fase primaverile, evitando che gli argini delle arterie stradali diventino focolai di facile innesti per gli incendi. Quindi, “Calabria Verde” oltre a salvaguardare il patrimonio boschivo regionale, vale a dire 60mila ettari di bosco, si preoccupa di sopperire anche alle esigenze dei Comuni e delle Province. Una menzione particolare merita il fatto che quest’anno abbiamo sottoscritto una convenzione anche con la Sovrintendenza dei Beni culturali per garantire una serie di attività di prevenzione antincendio in prossimità delle opere e dei beni culturali, in modo da evitare l’esposizione ad eventuali danni conseguenti agli incendi».

Le dotazioni di uomini e mezzi di “Calabria Verde” sono sufficienti a fronteggiare l’attuale situazione?
«Una maggiore dotazione di mezzi e di risorse umane più “fresche”, vista l’età media dei nostri operai idraulico forestali, il cui numero (parliamo di 3.600 unità) si sta continuamente assottigliando a seguito di una serie di pensionamenti, oltre che per giudizi di inidoneità sanitaria, potrebbe sicuramente renderci ancora più efficienti».

Le fiamme devastano i boschi calabresi
Le fiamme devastano i boschi calabresi

Dai primi dati emerge che per numero di incendi la Calabria risulta tra le regioni più colpite, avete chiesto aiuto al Governo?
«Premesso che l’azienda “Calabria Verde” nasce come Ente strumentale della Regione per assolvere in modo unitario a tutti gli interventi sul territorio nel campo della forestazione e della difesa del suolo, non rientra tra le nostre competenze richiedere aiuti al Governo o avanzare il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Contiamo di investire la Giunta regionale della drammatica situazione in atto per le opportune valutazioni in merito. Certo, quello che auspichiamo è una sempre maggiore collaborazione istituzionale nella catena dell’organizzazione dell’azione di contrasto agli incendi, nel rispetto delle linee guida nazionali in materia». (r.desanto@corrierecal.it)

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