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La vertenza

Abramo CC: «Le priorità sono i livelli occupazionali e gli stipendi»

L’azienda ha esposto il piano al tavolo col ministero dello Sviluppo economico. Si attende il ricorso sul Durc per regolarizzare i pagamenti

Pubblicato il: 10/08/2021 – 12:40
Abramo CC: «Le priorità sono i livelli occupazionali e gli stipendi»

CATANZARO «Abramo CC conferma le due priorità esposte in modo chiaro e forte anche al recente tavolo al Mise, presenti la viceministra Todde ed il suo staff, le organizzazioni sindacali nazionali e regionali oltre a rappresentanti delle istituzioni regionali e locali: la salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale ed il pagamento regolare degli stipendi futuri». È quanto si afferma in una nota dell’azienda.
«In particolare l’azienda ha evidenziare – è scritto nella nota – l’esigenza, in un contesto regolamentato già dalla cosiddetta “clausola sociale” che prevede che tutte le persone direttamente coinvolte nelle attività operative, in caso di cambio di fornitore, passino alla società subentrante, di salvaguardare anche tutti coloro che non sono direttamente collegati ai servizi erogati. Mi riferisco al personale cosiddetto di “staff”, principalmente concentrato in Calabria, tra Crotone, Catanzaro e Montalto Uffugo, ma con presenza anche a Roma e Palermo. Questo personale non è protetto dalla clausola sociale in senso stretto. Sia il Mise che le organizzazioni sindacali hanno recepito l’allarme lanciato dall’azienda e si sono dichiarati disponibili ad affrontare l’argomento anche mediante il coinvolgimento dei committenti».
«Per quanto riguarda il pagamento degli stipendi, sottolineando il fatto che fino ad oggi, compresi gli stipendi di luglio in questi giorni, l’azienda ha sempre pagato regolarmente e puntualmente – riporta ancora la nota – abbiamo evidenziato la possibile criticità futura, unicamente da collegarsi alla mancanza del Durc, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, sospeso dall’Inps di Catanzaro oramai da diversi mesi a causa di una interpretazione normativa difforme rispetto a quella aziendale. Risultato ne è che l’azienda ha cumulato ad oggi un credito, verso le aziende a partecipazione pubblica, di circa 13,5 milioni di euro. Abramo non riesce ad incassare perché in assenza di Durc regolare le aziende pubbliche in particolare non possono erogare le somme dovute. Su questo argomento il prossimo appuntamento è la discussione dell’ennesimo ricorso di Abramo presso il Tribunale di Catanzaro a fine agosto e anche su questo punto sia il Ministero che le organizzazioni sindacali hanno manifestato la determinazione a supportare la risoluzione della questione. In caso di sentenza favorevole che porti ad un Durc regolare, da fine agosto non esisterebbe alcun rischio circa i pagamenti futuri di stipendi, contributi, tasse e fornitori».

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