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Amministrative a Cosenza

Rende: «L’etica guidi chi vuol amministrare in Calabria»

La riflessione della candidata sindaca del capoluogo bruzio: «Occorre una netta distinzione tra i compiti della politica e quella degli affari»

Pubblicato il: 24/09/2021 – 16:00
Rende: «L’etica guidi chi vuol amministrare in Calabria»

COSENZA «In Calabria e a Cosenza, la differenza non la fanno i programmi alcuni molto simili tra loro, più o meno confezionati da promesse ripetitive e, nel caso dei candidati della giunta uscente, non mantenute ciò che ne mina ulteriormente la credibilità». Lo dichiara in una nota Bianca Rende, candidata a sindaca di Cosenza.
«Da quando le inchieste del benemerito procuratore Gratteri hanno messo in luce la commistione tra politica e affari, la prima necessità è quella di rendere incompatibili i ruoli di politico e amministratore-socio, più o meno occulto, di aziende private e pubbliche. La legge sul conflitto d’interessi, che non è mai arrivata a realizzarsi – dal tempo del Governo D’Alema come rinfacciatogli da Nanni Moretti nel celebre film “Palombella rossa” – ha determinato un pessimo esempio».
«È tempo che – continua – quanti vogliano governare secondo etica e etica della responsabilità s’impegnino a perpetuare trasparenza autentica in sede locale ricorrendo a nomine in partecipazioni e gestioni che non consentano a personalità legate al mondo politico direttamente o indirettamente di raggiungere la testa e la qualifica del management pubblico».
«Quello che sta succedendo nell’inarrestabile crescita del debito sanitario – sottolinea Rende – non è solo imputabile alla capacità o meno dei Commissari bensì a un sistema, che il loro avvento ha svelato, in cui la gestione della spesa era sotto il controllo di proprietari di estrazione politica e perciò incompatibili. Finalmente oggi si pensa e si incomincia ad affermare che la prima regola di etica pubblica è quella di una netta distinzione tra i compiti del mondo politico e quello degli affari dov’è invece lecito cercare il profitto per sé stessi».
«Non si può diventare manager di telematica o sanità, ecc. solo per meriti politici – conclude – senza che la società ne paghi un prezzo doloroso. E dalle parole di oggi del Vescovo della nostra diocesi, durante l’incontro che ha tenuto con i candidati sindaco, traiamo ulteriore spinta ideale e pragmatica a proseguire nella direzione tracciata».

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