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Annunziata Cosenza, riuscito il difficilissimo intervento su un paziente ‘scartato’ al Nord

Primato di chirurgia nel nosocomio, dove un malato di tumore «dato per spacciato nel Settentrione» è stato salvato dall’equipe di Nardo

Pubblicato il: 29/10/2021 – 12:21
Annunziata Cosenza, riuscito il difficilissimo intervento su un paziente ‘scartato’ al Nord

COSENZA «Nuovo primato di chirurgia all’Ospedale Annunziata di Cosenza, dove è stato effettuato un eccezionale intervento chirurgico che è consistito nell’asportazione  di un tumore recidivo complicato da una trombosi neoplastica che aveva invaso i rami vena porta con il rischio di renderlo inoperabile. Il paziente, di 66 anni, artista cosentino e noto in città – si legge in una nota – vuole rendere pubblica la sua esperienza perché possa essere di aiuto per altri pazienti. In un centro trapianti del Nord era stato scartato per l’operazione di trapianto di fegato, appunto, essendo la trombosi dei vasi portali una controindicazione assoluta alla sostituzione dell’organo. “Deve ritornare a casa e fare la terapia medica, in sostanza non c’è niente altro da fare”,  la prognosi che era stata comunicata al paziente al Settentrione. Il malato proprio 10 anni prima era stato operato all’Annunziata di Cosenza per calcolosi della colecisti dal professor Bruno Nardo, e una volta appreso che il noto professionista, esperto di chirurgia del fegato e dei trapianti, che si è formato al Policlinico Universitario del S. Orsola di Bologna, era ritornato a fare il primario della Chirurgia Generale all’Annunziata, ha deciso di contattarlo. “Dopo l’incontro con il Professore ho capito che – ha dichiarato il paziente – nonostante il mio tumore fosse avanzato,  non ero ancora spacciato come mi era stato detto. Con uno spirito di squadra, e coinvolgendo vari professionisti dell’Annunziata, il professore nel giro di pochissimi giorni mi ha sottoposto ad una batteria di esami, per studiare nei dettagli la sede precisa della trombosi neoplastica, sperando che nel frattempo non fosse progredita.  Dopo un consulto multidisciplinare si è stabilito che poteva essere operato asportando tumore e trombosi. Nella prima sala operatoria utile si è proceduto al delicato intervento. Al tavolo operatorio oltre a Bruno Nardo, la sua equipe composta da giovani e validi chirurghi (Marco Doni, Veronica Crocco, Daniele Paglione). Preziosa la collaborazione dei colleghi anestesisti (Anna Paternostro) e degli infermieri. In sala operatoria, prima di resecare il fegato, sono state condotte ulteriori valutazioni strumentali, tra cui una ecografia e una biopsia sul fegato residuo. A quel punto non vi erano più dubbi, si poteva procedere ad asportare il fegato malato e così,  con  calma e precisione, senza necessità di trasfusioni di sangue, dominando prima il tumore e poi pulendo i rami portali dalla trombosi neoplastica l’intervento è stato condotto a termine. Il paziente, risvegliato in sala operatoria, è stato riportato nel reparto non avendo necessità della terapia intensiva”. Dopo un decorso postoperatorio regolare – prosegue ancora la nota – seguito dai medici ed infermieri della Chirurgia Generale Falcone, il paziente è pronto per tornare a casa, e commenta così la sua esperienza con la sanità del Nord: “Meno male che ho incontrato medici e chirurghi eccellenti in Calabria che mi hanno ridato la speranza di vivere”. Nello spirito di gruppo che lo ha sempre contraddistinto, il nuovo primario ha avviato collaborazioni multidisciplinari con i colleghi dei vari reparti dell’Ospedale Annunziata e con i colleghi del nuovo Corso di Medicina-Chirurgia e Tecnologie Digitali dell’Università della Calabria. Dobbiamo fare squadra,  è la parola d’ordine del professor Nardo, impegnato a contribuire, insieme a tutti gli altri validi medici dell’Ospedale e ricercatori dell’Università, a ridurre la migrazione sanitaria, obiettivo strategico dell’Azienda oltre che della Regione Calabria. Come è noto,  il momento per la sanità calabrese è particolarmente difficile, tanto da indurre il neo presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto,  a metterla al centro del programma di Governo. Eppure La buona sanità – conclude la nota – che non ti aspetti in Calabria,  esiste e merita di essere valorizzata».

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