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L’incontro

Reggio, il Garante nazionale dei diritti dei detenuti in visita al carcere di Arghillà

Mauro Palma ha tenuto una lezione universitaria sul lavoro penitenziario e ha esaminato con Agostino Siviglia le problematiche dell’istituto

Pubblicato il: 31/10/2021 – 17:02
Reggio, il Garante nazionale dei diritti dei detenuti in visita al carcere di Arghillà

REGGIO CALABRIA «Nei giorni scorsi il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, si è recato in visita istituzionale presso l’istituto penitenziario di Reggio Calabria Arghilla’, accompagnato dal Garante regionale della Calabria, Agostino Siviglia. Dopo avere tenuto lo scorso venerdì 29 ottobre, a Palazzo Zani – si legge in una nota – una lezione universitaria sul delicato tema del lavoro penitenziario, nell’ambito del Master di secondo livello in “Diritto e Criminologia del Sistema Penitenziario”, diretto dal professore Arturo Capone della cattedra di Procedura Penale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e di cui è vicedirettore il Garante regionale della Calabria, Agostino Siviglia, il Garante nazionale, Mauro Palma, unitamente a quest’ultimo, si è recato nella giornata di sabato 30 ottobre, in visita istituzionale presso il carcere di Arghillà, al fine di esaminare alcune complesse problematiche che affliggono il detto istituto penitenziario. Si è trattato di una lunga e minuziosa visita ispettiva – continua la nota – che non ha lasciato al caso nessuna delle questioni esaminate dal Garante nazionale, specie, in tema di assistenza sanitaria penitenziaria e di collocazione delle persone detenute in isolamento sanitario, disciplinare o cautelativo.
L’avvento della pandemia, per vero, ha esasperato le problematiche relative al diritto alla salute delle persone private della libertà personale, anche e non marginalmente, con riferimento alla carenza di disponibilità di idonei spazi interni al carcere da destinare ad autonomi reparti Covid, che di conseguenza finiscono per sottrarre ulteriori spazi alle sezioni che dovrebbero essere destinate per l’esecuzione delle sanzioni disciplinari, su tutte l’isolamento penitenziario, ovvero a tutela delle stesse persone detenute per possibili
aggressioni o sopraffazioni, giusta la previsione di cui all’art. 32 del Regolamento di esecuzione dell’Ordinamento penitenziario. Questioni, minuziosamente, esaminate dal Garante nazionale Mauro Palma e che saranno oggetto di apposite determinazioni ovvero raccomandazioni da parte dello stesso all’Amministrazione penitenziaria nazionale. Sempre in tema sanitario, è stata peraltro, sollevata l’annosa problematica di carenza di personale medico, sulla quale più volte è intervenuto il Garante regionale a livello territoriale, che saranno ulteriormente rappresentate sul piano nazionale, di stretta competenza del Garante Palma. Non è sfuggita peraltro al Garante nazionale l’originaria assenza di un’apposita caserma per il personale di Polizia Penitenziaria, prevista solo in teoria nel progetto di realizzazione dell’istituto penitenziario dì Arghillà, ma mai realizzata. A distanza di otto anni dall’inaugurazione del nuovo carcere reggino, infatti – prosegue ancora la nota – il personale di polizia penitenziaria pendolare è costretto ad utilizzare quale propria caserma una sezione detentiva, provvisoriamente, destinata a questo scopo, è diventata nei fatti l’unica soluzione possibile, perfezionando ancora una volta quell’atavica disfunzione tutta italiana in base alla quale “nulla è più definitivo del provvisorio”. Per di più, la detta sezione detentiva adibita innaturalmente a caserma per il personale di polizia penitenziaria, è priva di bagni nelle camere, che sono quindi comuni in uno con le docce. Una situazione, dunque, irrispettosa della dignità e qualità del lavoro prestato, quotidianamente, dal personale di polizia penitenziaria, che reclama di certo la più compiuta attenzione e risoluzione di chi di competenza. Anche su questo tema, in ossequio alle rispettive competenze, sia il Garante nazionale che il Garante regionale formuleranno apposite raccomandazioni all’Amministrazione penitenziaria, sia a livello centrale che decentrato. Il carcere, dunque – conclude la nota – continua a rimanere un’istituzione totale e totalizzante, ragion per cui risulta cruciale la funzione di autonome figure di Garanzia che sono chiamate a vigilare, raccomandare, denunciare, al fine di salvaguardare la dignità ed il rispetto dei diritti costituzionali delle persone detenute, ma anche di quanti in carcere lavorano quotidianamente».

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