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Fondi Ue, la Regione ammette «criticità attuative»: a rischio 206 milioni a fine programma

Un report evidenzia «il superamento del target di spesa nel 2020-21» ma anche una possibile futura perdita di consistenti risorse

Pubblicato il: 05/11/2021 – 21:20
Fondi Ue, la Regione ammette «criticità attuative»: a rischio 206 milioni a fine programma

CATANZARO «Il parco progetti e le procedure avviate attualmente a valere sul Por non consentirebbero, da un primo parziale esame, di assicurare il pieno assorbimento delle risorse e la spesa cumulata prevista al 31 dicembre 2023 si attesterebbe poco oltre i 2 miliardi di euro con una perdita di risorse stimabile nel 9% della dotazione dell’attuale piano finanziario per complessivi 206 milioni di euro». Lo evidenzia la Regione Calabria in uno dei documenti allegati alla seduta del Comitato di Sorveglianza sulla gestione dei fondi comunitari 2014-2020.

«Superato il target di spesa 2020-21»

Nel documento, dal titolo “Prime indicazioni sulla messa in sicurezza del Programma”, si rileva  che «l’anno contabile 2020-2021 è stato caratterizzato da un significativo e consistente avanzamento della spesa, senza precedenti per la Regione Calabria. Ciò ha permesso con largo anticipo il superamento di oltre 53,3 milioni di euro del target comunitario n+3 previsto per dicembre 2021, pari a 861,9 milioni di euro cui ha inciso per 141,1 milioni di euro la sola domanda finale di pagamento di luglio e il successivo raggiungimento della spesa pari a 1.116 milioni di euro con gli ulteriori 26,2 milioni di euro relativi alla prima domanda di pagamento intermedio del periodo contabile 2021-2022 validata dall’Autorità di Gestione in data 21 ottobre. Il superamento del tetto di spesa certificata del miliardo di euro – evidenzia la Regione – denota un soddisfacente grado di maturità delle progettualità in corso che è solo parzialmente trainato dalle risorse impiegate per garantire il finanziamento di iniziative di contrasto e mitigazione degli effetti dell’emergenza Covid-19».

«Persistenti criticità attuative»

A fronte di questi risultati tuttavia nel documento presentato al Comitato di Sorveglianza la Regione specifica anche che «in linea generale, si registrano persistenti criticità attuative sia in termini di risorse programmate e impegnate che soprattutto in termini di avanzamento della spesa, più rilevanti in alcuni specifici settori quali le Strategie territoriali. Questi fattori… impongono una solida governance regionale che, in una logica collaborativa tra i soggetti coinvolti a vario titolo nell’attuazione del Programma, individui le azioni più opportune per la messa in sicurezza del Por, azzerando o minimizzando il rischio di perdita delle risorse. Allo stato, come emerge dai dati già presentati dall’amministrazione nel corso del recente incontro di monitoraggio rafforzato del 14 ottobre con i Servizi della Commissione, il parco progetti e le procedure avviate attualmente a valere sul Por non consentirebbero, da un primo parziale esame, di assicurare il pieno assorbimento delle risorse e la spesa cumulata prevista al 31 dicembre 2023 si attesterebbe poco oltre i 2 miliardi di euro con una perdita di risorse stimabile nel 9% della dotazione dell’attuale piano finanziario per complessivi 206 milioni di euro».

Le azioni per la messa in sicurezza

Per scongiurare questo rischio la Regione nel documento manifesta «l’intenzione di rafforzare le azioni già intraprese, connesse e propedeutiche alla chiusura», ricordando di aver già «avviato nel corso del 2021 una capillare azione di ricognizione dei singoli interventi finanziati a valere sul Por, tesa a valutarne lo stato di avanzamento e, in funzione della tipologia degli stessi, stimare la capacità di conclusione (fisica e finanziaria) di ciascun intervento entro i termini di chiusura (31 dicembre 2023) e il relativo grado di assorbimento delle risorse». La messa in sicurezza passerà -spiega la Regione – dalla continuazione e attivazione» di azioni come «l’analisi periodica e confronto tecnico con i Dipartimenti regionali competenti, gli organismi intermedi e i beneficiari sullo stato di avanzamento (sia finanziario che fisico) degli interventi», o «l’analisi periodica dell’avanzamento procedurale delle operazioni che presentano un maggior ritardo attuativo e dell’assorbimento delle risorse al fine di valutare possibili rimodulazioni del piano finanziario che comportano la redistribuzione all’interno degli Assi a valere sulle azioni più performanti».

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